NR. 30 anno XXIII DEL 01 SETTEMBRE 2018
la domenica di vicenza
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Cleto Munari

Busan
Corea del Sud
Chiude alla fine di settembre

di Maria Lucia Ferraguti

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Cleto Munari

È giunta, simile ad un passaggio di conoscenza a Busan, nella Corea del Sud, la mostra di Cleto Munari, ospitata nel 2017 nelle sale palladiane di Palazzo Chiericati e nella villa Pisani Bonetti Bedeschi, di Andrea Palladio, a Bagnolo di Lonigo. La mostra dal titolo “Mondocleto”, ripercorre gli aspetti essenziali della creatività del design, la dinamica attività, che ha saputo coinvolgere nei suoi progetti personalità artistiche di diverse nazionalità.

Cleto Munari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tutto ebbe inizio verso gli anni Settanta con l’incontro di Munari, goriziano di nascita, con il veneziano Carlo Scarpa, a sua volta a Vicenza, che nel riconoscergli “il senso delle proporzioni” lo conduce a realizzare, tra vari pezzi, le note posate d’oro. Quindi le esperienze altissime con Ettore Sottsass, Wirkkala, Alvar Aalto, Sarpaneva. S’avvia così quella testimonianza nel mondo del design che porta la presenza del nome di Cleto Munari in più di cento musei al mondo. È il susseguirsi di sempre nuove intese con celebri architetti per l’avvio della produzione dei loro disegni di orologi di alta qualità che si uniscono alle precedenti realizzazioni di gioielli, argenti da tavola e di vetri soffiati a Murano su disegno di Hans Hollein e Izzika Gaon. Poi è il mondo degli argenti al seguito dei nomi di Achille Castiglione, Vico Magistretti, Carlo Aymonino, Marco Zanuso, Angelo Mangiarotti, fino a Gae Aulenti e Paolo Portoghesi, assertore del “sontuoso quotidiano” e a coinvolgere maestri storici con i progetti di Josef Hoffmann e Kasimir Malevic. Anche per i gioielli s’impegnano grandi firme dell’architettura, da, tra altri, Mario Bellini, Alessandro Mendini, Michele De Luca e le firme internazionali di Robert Venturi, Arata Isozaki, Michael Graves .

Cleto Munari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La mostra “Mondocleto” nasce negli anni Settanta e Ottanta per la sensibilità di Cleto Munari verso il settore del lusso, i gioielli straordinari, gli orologi e l’argenteria. È una stagione artistica sorretta dall’idea che questi oggetti siano testimoni dell’evoluzione di forme creative ed innovative. Nella linea storica entrano i gioielli realizzati negli stessi decenni, risultato di una continua ricerca stilistica e collaborativa con le menti più vivaci del mondo dell’architettura. Così i gioielli storici, unici e sorprendenti, gli orologi in oro e diamanti di H. Hollein, M. Graes, E. Sottsass e A. Isozaki; gli argenti disegnati dal maestro Carlo Scarpa, i capolavori di posate, caraffe, vasi e vassoi, i vetri, espressione all’avanguardia di artisti e designer internazionali che sono passati nelle collezioni permanenti di molti musei diffusi nel mondo.

Sono testimonianze uniche nelle quali, a Busan, si unisce la produzione di mobili e dove, nelle foto, entrano le immagini degli incontri di Cleto Munari con architetti ed artisti con i quali ha sviluppato un’intensa collaborazione negli anni. Quindi ecco i loro nomi: da Andy Wharol ad Alessandro Mendini, da Mario Botta a Dario Fo, da Sandro Chia a Mimmo Paladino.

Cleto Munari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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