NR. 32 anno XXIII DEL 15 SETTEMBRE 2018
la domenica di vicenza
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Il Ponte riparte,
adesso tocca alla "Inco"

di Gianni Celi

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Intervento urgenti su tre stilate<br>
per rendere

Quanto fa penare quel vecchio Ponte palladiano, simbolo ambito della città del Grappa! Dopo l’uscita di scena della Vardanega Costruzioni di Possagno, con tutta una serie di corsi e ricorsi che si protrarranno per lungo tempo, sarà la Inco Srl di Pergine Valsugna a ripartire con i lavori di ristrutturazione fermi ormai da troppi mesi.

L’azienda trentina ha risposto mercoledì alla richiesta del Comune di manifestando la disponibilità all’esecuzione dei lavori di completamento.

Intervento urgenti su tre stilate<br>per rendere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Auguro buon lavoro alla Inco ed esprimo la mia soddisfazione per essere riusciti a riaffidare l’intervento entro la fine dell’estate, in modo da poter sfruttare il periodo autunnale e invernale in un quadro più chiaro – commenta il sindaco Riccardo Poletto – Mi auguro che la ditta possa iniziare fin da subito i necessari interventi per il completamento del restauro”.

“Ringrazio la Inco per avere accettato – sottolinea l’assessore Roberto Campagnolo – L’ufficio tecnico rimane impegnato prioritariamente per mettere la ditta nelle condizioni di iniziare i lavori nel più breve tempo possibile”.

Ricordiamo che proprio alla Inco era stato affidato, nel febbraio di due anni fa, l’appalto di questo importante ed urgente intervento sullo storico manufatto che il tempo aveva acciaccato in maniera preoccupante. La Inco, ad onor del vero, s’era classificata al secondo posto, dopo la Vardanega, nella gara promossa dall’Amministrazione comunale, ma era stata prescelta perché l’azienda di Possagno, per i componenti il seggio di gara, aveva fatto avvallamento con un consorzio considerato non in regola.

“L’avvio del cantiere è senza dubbio un’ottima notizia e tutto sommato, considerando i tempi che in genere caratterizzano l’iter per l’assegnazione di un appalto, possiamo dirci soddisfatti”, aveva commentato questo primo passo il sindaco Riccardo Poletto e aveva aggiunto che “il Ministro Franceschini ci ha confermato che il nostro cantiere è il primo a partire dei 12 progetti straordinari finanziati, lo  scorso anno, con 80 milioni di euro complessivi da Mibact e parliamo anche di città di ben altre dimensioni e strutture come Roma, Napoli o Firenze. Non si debbono avere ora preoccupazioni di tipo procedurale: anche nel caso di presentazione di un ricorso, cosa abbastanza normale negli appalti pubblici, i lavori non possono essere bloccati proprio per il tipo di opera su cui si va ad intervenire”.

Invece la Vardanega Costruzioni di Possagno aveva fatto ricorso vincendolo ed avviando così i lavori di restauro conclusisi come abbiamo più volte scritto nei mesi scorsi.

Adesso si attende soltanto la ripresa con la speranza, se tutto va per il vero giusto, di vedere sistemate tutte e quattro le stilate del Ponte degli Alpini già per la primavera del prossimo anno. A proposito di queste ultime vi è da dire che la loro situazione si è aggravata nelle ultime settimane e, di conseguenza, l’Amministrazione, tramite l’area tecnica del Comune, ha deciso di mettere subito in sicurezza la terza e la quarta stilata verso Angarano. Un’attenta ispezione dei tecnici ha notato un cedimento di circa sette centimetri dovuto, si presume, alla deviazione del fiume operata dalla Vardanega. “E’ un problema questo – dice Poletto – che riguarda l’azienda trevigiana che per tre volte ha creato degli sbarramenti deviando il Brenta, non come previsto dal progetto, peggiorando, in tal modo, lo stato del legname”. A questo riguardo il sindaco afferma che il lavoro di rafforzamento delle stilate, che verrà effettuato a breve su progetto dell’ing. Gianmaria De Stavola, con molta probabilità sarà addebitato alla Vardanega.

Quell’ulteriore cedimento alle strutture portanti del Ponte pone anche problemi di sicurezza ed ora i tecnici dovranno valutare la consistenza di questa nuova “ferita”, per capire se sia necessaria o meno la chiusura del passaggio, attualmente permessa ai soli pedoni e con margini ristretti onde evitare un pericoloso sovraffollamento.

Ricordiamo che il costo dei lavori di restauro del Ponte Vecchio, secondo il bando di concorso, prevede una cifra di quattro milioni e mezzo e che la Vardanega, fino alla rescissione del contratto, ha effettuato interventi per 63 mila euro.

La strada quindi per riportare lo storico Ponte al suo vecchio splendore è ancor molto lunga e le polemiche non mancano, specie da parte delle minoranze consiliari. Una cosa è certa e cioè che si è perso troppo tempo e, per questa lentezza nell’opera di restauro, qualcuno dovrà pagare.

 

nr. 31 anno XXIII dell'8 settembre 2018

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