NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Quartetto per oggetti

Monga e la danza astratta

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Bmotion danza,<br>
astrattismo dinamico

Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom

 

(credits foto Michele Memola)

 

La settimana scorsa al Garage Nardinidi Bassano del Grappa, per il festival collaterale di Operaestate, Bmotion-danza , dedicato alla danza e performance di ricerca è andato in scena lo spettacolo, in prima nazionale, “Quartetto per oggetti” coreografato da Camilla Monga. Realizzato in coproduzione con La Biennale, Teatro Grande di Brescia, il CSC di Bassan, il CND di Parigi e altri enti internazionali, l’opera si presenta come un lavoro costruito sul dinamismo astratto accompagnato dalle musiche di scena del dj Laska ispirate a un componimento di Varèse.

Bmotion danza,<br>astrattismo dinamico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lo spettacolo è un rapporto tra oggetti e spazio. Però il cuscino, la molla di gomma, il piumino non fanno rumore: come colleghi il rumore che non c’è con il movimento?

Camilla Monga: “Il rumore è un aspetto secondario, in realtà il danzatore quando esegue una coreografia, anche senza musica, ha una sua ritmica e musicalità; lo stesso vale per gli oggetti: alcuni sono afoni, senza suono, e il modo in cui Li utilizziamo è funzionale alla nostra musicalità, a quella che si percepisce da ciò che si vede attraverso la dinamica dei movimenti che esegue il corpo del danzatore".

Voi interagite con gli oggetti in una coreografia molto complessa, vediamo immagini stratificate già composte: come hai costruito visivamente la coreografia?

“Qua c’è un aspetto che è sviluppato proprio nella pedagogia della danza, che è appunto quello di percepire tutto quello che accade all’interno dello spazio, quindi ogni azione, ogni danzatore hanno un po’ lo stesso compito. Gli oggetti che vedete hanno un range di azioni che servono a farli spostare nello spazio e ci sono delle coincidenze visive: questi oggetti a volte si incontrano, così come i corpi, e creano queste sovrapposizioni di immagini del tutto casuali ma volutamente cercate, che accadono ma non sappiamo quando".

È come se fosse un piano sequenza unico però ci sono degli interventi sonori che sembrano abbastanza cadenzati, suoni esterni, sintetici, proposti dal dj, che non sono quelli degli oggetti. Lo spettacolo ha una divisione temporale sancita dal suono?

“Sì, la musica si divide in varie fasi e danno proprio la consapevolezza di essere arrivati ad un certo punto dello spettacolo, per capire quando è il momento di fare spostamenti: all’inizio partiamo e siamo in uno spazio molto ristretto. Poi c’è un climax ritmico quando arriviamo verso il fondale, da lì succedono una serie di esplosioni perché c’è un agglomerato di tutti i suoni che si sono sentiti all’inizio per poi decrescere verso la fine con tutte altre atmosfere. I suoni qui sono percussioni perché c’è stato un riferimento all’opera di Edgar Varèse, Ionization, dove aveva creato una partitura ritmica, come quella che ha composto Luca, però utilizzando un insieme di percussioni che non esistono negli strumenti tradizionali ma che sono elaborati attraverso il computer".

Hai scelto questi oggetti per un motivo specifico o avresti potuto fare lo stesso spettacolo anche con altri oggetti?

Bmotion danza,<br>astrattismo dinamico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Hanno passato un primo “cast” : abbiamo scelto oggetti che appartengono a una sfera quotidiana e portati fuori contesto; sono proprio dei ready-made, li utilizziamo non facendo vedere la connessione e funzionalità nel quotidiano ma solamente per le loro proprietà fisiche sono oggetti che per essere funzionali anche nella realtà quotidiana devono avere l’azione dell’uomo e sembra che completino delle azioni che l’uomo può fare. Sono anche un prolungamento degli arti e delle intenzioni".

Voi imprimete una spinta a questi oggetti e interagite col movimento. Cosa succede se l’oggetto prende una traiettoria diversa o la sua corsa sul palco finisce prima di quanto tu abbia calcolato o se si impiglia o incastra in qualche impalcatura e non riuscite a raggiungerlo?

“Questo è un imprevisto che in realtà deve esserci perché crea quella imprevedibilità che tiene l’attenzione del pubblico. C’è una risposta ben precisa, dobbiamo tenerli sempre sotto controllo: ovunque vadano bisogna recuperarli in qualche modo, con un’azione grande o molto piccola. Possono andare in tutte le direzioni e ritornare poi sotto il nostro campo visivo".

Ma ti è mai capitato un imprevisto per cui il piumino o la molla si impigliano nella luce?

“Si sì! Si è recuperato in qualche modo o lo si è lasciato li; oppure è successo che uno di questi oggetti si rompesse e lo abbiamo riparato in scena e poi abbiamo continuato la coreografia fino in fondo".

Questo spettacolo è assolutamente privo di qualsiasi forma narrativa: sembrano tanti tasselli che si incontrano. Ci sono delle coreografie che, anche se astratte, compongono in qualche modo qualcosa di visivo che si capisce che sta andando in una certa direzione, qua no.

“Assolutamente no. A volte si creano delle immagini completamente assurde, cioè utilizziamo questi oggetti che sono concreti e artefatti, per creare delle sovrapposizioni quasi surreali e anche ironiche perché non succede mai che qualcuno si prenda veramente sul serio e si immortali in una scultura con uno sturalavandini in mano! Quindi c’è un aspetto molto ironico, che è dato dagli oggetti che utilizziamo. Lo stesso impegno che ha un danzatore che esegue una coreografia astratta è lo stesso impegno che abbiamo noi ma con uno sturalavandini!”

Bmotion danza,<br>astrattismo dinamico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Poi entrano in scena le bambine e la coreografia si complica perché siete molti di più, hanno età ed esperienze diverse: come le hai istruite per una coreografia così articolata e difficile?

“È interessante perché i danzatori adulti questo tipo di lavoro è complesso; non abbiamo avuto il tempo di condividere proprio tutte le regole, però le regole base le hanno recepite subito come un gioco, in realtà: è interessante come loro entrino a far parte di questa strategia con i loro codici e il loro entusiasmo, che magari il danzatore adulto ha perduto. In questo gioco si prende più velocemente quando i danzatori sono dei bimbi e hanno voglia di rischiare di più ed essere molto più generosi, non avere limiti di estetica e preoccupazione di sbagliare qualcosa. Insomma: giocano".

Diciamo che la vera sfida di questo genere di spettacolo è la gestione degli oggetti perché l’oggetto non ha volontà.

“Sì, assolutamente. Secondo me è un rapporto alla pari tra oggetto e uomo perché noi siamo vincolati da loro ma allo stesso tempo abbiamo più o meno le stesse libertà. Le cose che facciamo ci aiutano in questo movimento molto funzionale, quello che si vede sono un insieme di azioni e danza molto puri, non ci sono virtuosismi, se non in funzione del lancio dello scopino!”.

L’uomo e l’oggetto devono gestirsi quello spazio d’azione.

“Esatto”.

 

nr. 31 anno XXIII dell'8 settembre 2018

Bmotion danza,<br>astrattismo dinamico (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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