NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo»

Dopo la delusione della mancata assegnazione per il 2020 il Governatore Zaia rilancia: «A Cortina con lo sci sono serviti sette tentativi»

di L.P.

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«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo»

È dunque svanito il sogno di Vicenza di ospitare l'edizione 2020 dei mondiali di ciclismo di strada, in quello che avrebbe rappresentato il più grande evento sportivo mai realizzato nel Vicentino nella storia. Le ultime (flebili) speranze sono state spazzate via la scorsa settimana, durante la rassegna iridata ad Innsbruck (in cui peraltro la 34enne vicentina Tatiana Guderzo ha vinto una straordinaria medaglia di bronzo nella prova elite donne), quando l'Uci, la federazione ciclistica internazionale, ha ufficializzato l'assegnazione della rassegna, in programma fra due anni, alla Svizzera, precisamente alle località di Aigle e Martigny. Una notizia, per la verità, non del tutto inaspettata visto che l'assegnazione doveva essere ufficializzata già un anno fa, nell'estate 2017, per poi essere spostata avanti più volte. Il portalewww.ladomenicadivicenza.it ha approfondito il tema con la posizione di alcuni politici, a partire dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che rilancia la candidatura del capoluogo berico per gli anni successivi.

 

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia non si arrende: «Giusto riprovarci: ripresenteremo il dossier di Vicenza al più presto»

Tra i principali delusi della mancata assegnazione dei mondiali 2020 c'è il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che a lungo si è impegnato per il progetto Vicenza2020, che in realtà coinvolgeva l'intera regione, visto che tutte le prove prevedevano l'arrivo nel capoluogo berico ma la partenza dalle altre città, tra cui anche da piazza San Marco a Venezia. Il Governatore non è tipo che si arrende e sabato scorso, ai microfoni di Tva Vicenza, in occasione dell'assemblea annuale di Confindustria, tenutasi nel quartier generale della Diesel di Breganze, ha rilanciato la candidatura per ospitare i mondiali di ciclismo su strada.

«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«I mondiali 2020 di ciclismo in Veneto - il rammarico di Zaia - di fatto ce li avevano già assegnati, eravamo in pole position. Io posso garantire che se avessero dato le risorse quelli che c'erano prima al Governo, che ricordo è uscito di scena lo scorso 1° giugno e quindi avrebbe potuto dare tutte le garanzie necessarie, rispondere alle lettere e fare quello che c'era bisogno. Il nuovo Governo, appena arrivato, ha subito stanziato i 3 milioni e mezzo di euro, ne mancavano altri 2 e per questi è stato chiesto il tempo per le variazioni di bilancio come accade in qualsiasi impresa e ci è stato detto, probabilmente anche giustamente, che i tempi erano esauriti. La Regione ha sempre sostenuto i mondiali di ciclismo, però su questa fronte a pesare erano le garanzie economiche del Governo: se qualcuno avesse stanziato prima questi soldi non avremmo avuto problemi».

Ecco dunque la promessa del Governatore del Veneto: «Non bisogna mollare tutto, giusto riprovarci: ripresenteremo il dossier di Vicenza al più presto. Lo dico io che vengo da sette tentativi con i mondiali di sci alpino a Cortina d'Ampezzo, che alla fine si disputeranno nel 2021. "Non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca" come si dice da noi, ripresenteremo il dossier e ci organizzeremo meglio. L'obiettivo è farlo in tempi brevi, inutile aspettare troppo».

 

Cristiano Corazzari, assessore regionale allo sport: «Quattro governi di centrosinistra immobili, l'attuale aveva dato le garanzie necessarie»

Dalla Regione Veneto ulteriori precisazioni e indiscrezioni sulla vicenda arrivano dall'assessore regionale Cristiano Corazzari.

«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Confermo che da parte del Governo, non più tardi di metà settembre - le sue parole - è stata comunicata l’intenzione di garantire altri 2,5 milioni di euro per l’organizzazione dei Mondiali di Ciclismo 2020 a Vicenza. A questa precisa volontà espressa dal Governo, che si aggiungeva ai primi fondi stanziati, dalla Federazione Ciclistica Italiana è stato risposto che le garanzie erano arrivate oltre il termine ultimo. Premesso che mantengo alcune riserve sulla veridicità dell’assunto, confermo che in precedenza il Governo di centrosinistra, a fronte di lettere inviate dall’allora sindaco di Vicenza Achille Variati, dal presidente della Regione Luca Zaia e da alcuni Parlamentari del Partito Democratico (tra cui la senatrice vicentina Daniela Sbrollini, ndr.) non aveva avuto nemmeno la gentilezza di rispondere».

«Lieto di essere smentito, ma ho un timore – conclude l’assessore regionale Corazzari – e cioè che dietro a certe posizioni federali e politiche si celi un patetico tentativo di mettere le mani avanti rispetto a quanto ben quattro Governi di centrosinistra non hanno fatto».

 

Sindaco e assessore allo sport del comune di Vicenza: «Persa un'occasione straordinaria sotto il profilo sportivo, economico e di immagine»

Il maggior danno per la mancata assegnazione dei mondiali 2020 di ciclismo è stato patito dalla città di Vicenza, se si considera che da una stima l'indotto economico complessivo si sarebbe aggirato attorno ai 150 milioni di euro, con grandi vantaggi, in prospettiva futura, soprattutto sotto il profilo turistico. Ne sono ben consci gli amministratori berici che non hanno nascosto la loro delusione.

«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Inutile nasconderlo - le parole del sindaco Francesco Rucco - si è trattato di una brutta sconfitta per Vicenza. Abbiamo perso un’occasione straordinaria per la nostra città sotto il profilo sportivo, economico e di immagine. Noi abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità, sin da quel 2 giugno, quando il Ministro Salvini, in piazza delle Poste, aveva assicurato che si sarebbe interessato della questione. E così è stato, con una prima fideiussione di 3,5 milioni di euro e la garanzia di una seconda, recente, di ulteriori 2,5 milioni di euro da parte del Governo. Abbiamo cercato in tutti i modi di porre rimedio all’inerzia del precedente Governo, ma purtroppo non è bastato. La coscienza di qualcun altro non è pulita come la nostra».

A fare nomi e cognomi dei responsabili è l’assessore comunale alle attività sportive Matteo Celebron: «Ereditavamo una situazione critica che il presidente della Federazione ciclistica italiana Di Rocco non ha saputo difendere e sostenere. Arrivavamo dopo ritardi conclamati e scadenze alle quali il Governo precedente, nonostante le richieste di Zaia e Variati, non ha mai fatto fede».

Sindaco e assessore sottolineano il grande impegno e la dedizione con cui il Comitato promotore di Vicenza 2020 ha sostenuto la candidatura, facendosi interpreti non solo della passione vicentina e veneta per il ciclismo, ma evidenziando anche la predisposizione del territorio ad ospitare simili eventi sportivi. «Vicenza - concludono sindaco e assessore allo sport - è e rimane la patria del ciclismo».

 

Stefano Fracasso, capogruppo Pd in Consiglio regionale: «Solo promesse in campagna elettorale: Zaia e Rucco hanno fatto cadere il Veneto e Vicenza in volata»

«Mondiali di ciclismo a Vicenza? Ci riproveremo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sulla mancata assegnazione alla città di Vicenza dell'edizione 2020 dei mondiali di ciclismo si sono espressi in maniera molto polemica i rappresentanti del centrosinistra, con in testa la senatrice del Partito Democratico, Daniela Sbrollini. Parole dure sono arrivate anche da un altro esponente vicentino, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Fracasso. «In campagna elettorale - la posizione di Fracasso - il trio Salvini, Zaia e Rucco, durante il comizio finale in piazza delle Poste a Vicenza, avevano assicurato il pieno sostegno per i mondiali di ciclismo nel capoluogo berico nel 2020. A distanza di qualche mese, finito il tempo delle "ciàcoe" e arrivato il tempo delle azioni, i Mondiali di ciclismo, di fatto già assegnati a Vicenza lo scorso anno, sono svaniti nel nulla. Una storia surreale, se pensiamo che bastava un'ulteriore garanzia di 2 milioni di euro per non lasciarsi sfuggire l'evento».

«Una perdita importantissima per il territorio vicentino - aggiunge Fracasso - che avrebbe potuto beneficiare di un evento internazionale in grado di richiamare decine di migliaia di tifosi da tutto il mondo. Tutto questo a causa della negligenza della Regione Veneto e dell'amministrazione Rucco che non hanno fornito le necessarie garanzie alla Federazione Ciclistica Internazionale. Una sconfitta clamorosa che dimostra l'incapacità della Regione e del Comune di fare squadra: in campagna elettorale avevano garantito ai vicentini grandi risultati grazie alla filiera leghista ma al primo banco di prova si sono già resi protagonisti di un vero e proprio disastro».

 

nr. 35 anno XXIII del 6 ottobre 2018

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