NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Stop agli Euro 3? «Attività a rischio in centro»

Le categorie economiche lanciano l'allarme in vista del blocco che scatterà a fine ottobre, dopo l'installazione della nuova cartellonistica

di L.P.

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Stop agli Euro 3? «Attività a rischio in centro»

Con l'adesione del Veneto al "Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano", che interessa anche Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, sono scattati i blocchi alla circolazione che resteranno in vigore sino al 31 marzo 2019 anche per le auto diesel Euro 3, che si aggiungono ai divieti per le Euro 0, 1, e 2 a gasolio e alle benzina Euro 0 ed Euro 1. La Regione ha previsto lo stop alle auto Diesel e benzina più datate dalle 8.30 alle 18.30, ad esclusione delle festività infrasettimanali e del periodo natalizio (dal 17 dicembre al 7 gennaio), al contrario dello scorso anno dove era previsto per il divieto una fascia mattutina e una pomeridiana. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema, allargando la discussione a 360 gradi e coinvolgendo anche le categorie economiche beriche.


A Vicenza stop agli Euro 3 dall'1 ottobre al 31 marzo, ma i divieti entreranno in vigore dopo l'installazione della cartellonistica

Stop agli Euro 3? «Attività a rischio in centro» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Dall'1 ottobre scorso, come negli altri capoluoghi del Veneto, anche a Vicenza è scattato il divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti nell'area centrale (quella della zona Ztl allargata ad altre strade) e in alcuni quartieri della città, dove dalle 8.30 alle 18.30, da lunedì a venerdì, non potranno circolare gli autoveicoli alimentati a benzina euro 0 e 1 e diesel euro 0, 1, 2, 3, i ciclomotori a due tempi euro 0 e i veicoli commerciali diesel euro 0, 1, 2 e 3. In caso di sforamento per 4 giorni consecutivi (livello arancione) della concentrazione di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d'aria, il divieto si estenderà al sabato e alla domenica e riguarderà anche gli autoveicoli diesel euro 4, mentre se i giorni consecutivi di sforamento diventeranno 10 (livello rosso) scatterà anche il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 12.30 di tutti i giorni dei veicoli commerciali diesel euro 4 fino a cessato allarme comunicato da Arpav.

In realtà anche a Vicenza, così come in altre città, i divieti agli Euro 3 non sono ancora scattati: tutto ciò avverrà 48 ore dopo l'installazione dei cartelli stradali riportanti le nuove regole, mentre nel frattempo saranno valide le limitazioni in vigore nel periodo autunnale-invernale 2017-2018. Per chi non rispetterà le limitazioni alla circolazione è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 163 euro a 658 euro e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni.

«Per limitare i disagi che queste nuove disposizioni provocheranno – precisa l'assessore al territorio Lucio Zoppello - abbiamo previsto che i veicoli commerciali diesel Euro 3 ed Euro 4 possano comunque circolare fino alle 9.30 per attività di carico e scarico delle merci. Restano inoltre in vigore tutte le eccezioni valide l'anno scorso, tra cui quella prevista per portare e andare a prendere i bambini a scuola e il car-pooling».

 

Il grido d'allarme delle categorie economiche: «Rischio blocco: chiediamo tempi e incentivi affinché imprese e persone possano adeguare il parco macchine»

Il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 ha portato ad un'inevitabile "levata di scudi" da parte delle categorie economiche - da Confindustria a Confartigianato, sino alla Confcommercio - hanno espresso preoccupazioni e perplessità sulle possibili conseguenze per tali normative soprattutto per le attività del centro storico.

Stop agli Euro 3? «Attività a rischio in centro» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La prima ad intervenire è stata l'Associazione Industriali che con una lettera rivolta alla Provincia e ai 24 comuni interessati dalle misure restrittive della circolazione (Altavilla Vicentina, Arzignano, Bassano del Grappa, Bolzano Vicentino, Brendola, Caldogno, Chiampo, Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Lonigo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso, Quinto Vicentino, Sarego, Schio, Sovizzo, Torri di Quartesolo, Vicenza e Zermeghedo) ha chiesto «di evitare di affossare l’attività economica della provincia. Non vogliamo mettere in dubbio la necessità di migliorare la qualità dell’aria nei centri abitati, ma chiediamo che siano assicurate le giuste modalità affinché coloro che devono rinnovare il parco macchine abbiano il tempo e le possibilità per farlo senza che questo pesi sulla normale attività economica, ovvero delle imprese e dei loro dipendenti. pur mantenendo l’obiettivo di migliorare sostanzialmente la qualità dell’aria. Il rischio infatti è che la concomitanza di tempi stretti e di mancanza di incentivi economici o fiscali generalizzati per l’adeguamento del parco macchine delle imprese (oltre che per il trasporto conto terzi anche per il conto proprio) comporti un sostanziale blocco dell’attività economica dei principali centri della provincia».

Confindustria Vicenza, così come altre associazioni, hanno evidenziato i dati forniti dall'Aci, che a loro dire sono "inequivocabili". «Al 31 dicembre 2017, nella provincia di Vicenza oltre la metà, per la precisione il 56%, dei veicoli commerciali alimentati a gasolio rientra nelle categorie interessate dal blocco, ovvero i mezzi da Euro 0 a Euro 3. Percentuale che sale ad oltre il 71% qualora scattasse il blocco per i veicoli commerciali Euro 4».
Anche Confartigianato Vicenza, a più riprese, ha manifestato la propria perplessità sull'entrata in vigore dei divieti per gli Euro 3. Il presidente Agostino Bonomo, intervistato anche da Tva Vicenza, si è detto preoccupato «per gli iscritti, proprietari di questi mezzi commerciali, servono aiuti e finanziamenti per poter consentire loro di cambiarli». Gli stessi artigiani hanno evidenziato una statistica dell'Arpav, evidenziata anche da alcuni comuni del Vicentino, secondo la quale oltre due terzi, per la precisione il 68%, delle polveri sottili presenti nell'atmosfera che finiscono nell'aria sono prodotte da stufe a legno e pellet, mentre il traffico incide solamente per il 15%, seguito da industrie, caldaie malfunzionanti, apparecchiature varie e altri fattori. Un'altra statistica, elaborata da Confartigianato Imprese a livello nazionale, evidenzia invece che le presenze delle Pm10 sono provocate per il 24.3% dal settore energetico, per il 22.9% dal trasporto su strada, per il 20.9% dai restanti settori riguardanti la combustione di energia e per l'11.9% dai settori manifatturiero e costruire: a seguire diverse altre voci tra processi industriali e agricoltura, entrambe con il 6.9%.


Anche l'Aci scende in campo: «Necessario ammodernare il parco circolante di mezzi, incentivando la rottamazione dei veicoli fino a Euro 3»

Sulla vicenda è scesa in campo anche l'Automobile Club d'Italia con una posizione a livello nazionale e poi diramata a tutte le delegazioni provinciali, tra cui quella di Vicenza. In una nota l'Aci spiega di «comprendere le ragioni delle nuove misure che mirano soprattutto a fermare i veicoli più datati e obsoleti, non solo più inquinanti ma anche meno sicuri nella capacità di scongiurare gli incidenti o almeno attenuarne le conseguenze. È però di difficile comprensione il blocco dei veicoli omologati Euro 4, tecnologicamente già avanzati e con meno di dieci anni di vita, spesso con pochi chilometri all’attivo. Appare poi paradossale ipotizzare il blocco di ogni diesel, anche i sofisticati Euro 6. Il coinvolgimento di così tanti italiani pone un problema di accessibilità alla mobilità: occorrono nuove soluzioni e valide alternative, al di là dei proclami, a cominciare da un improrogabile miglioramento del servizio pubblico di trasporto. Scelte di tale portata sulla vita quotidiana devono muovere da dati scientifici senza ogni forma di pregiudizi, parole d’ordine o mode».

Proprio alla luce dell'entrata in vigore dei prossimi divieti l'Aci «sollecita l’ammodernamento del parco circolante, incentivando la rottamazione dei veicoli fino a Euro 3 e supportandone la sostituzione con auto usate che siano almeno Euro 4. Ciò abbatterebbe fino al 50% le sostanze inquinanti e i gas serra generati dal traffico privato a parità di chilometri percorsi, riducendo drasticamente anche il numero di incidenti, morti e feriti sulle strade. Va rilevato come i diesel Euro 6 oggi sul mercato, ma anche i precedenti Euro 5, impattino sull’ambiente in modo irrilevante rispetto al passato: un solo veicolo Euro 1 fa registrare le stesse emissioni di una flotta di ventotto Euro 6. La sostenibilità dei diesel è ormai paragonabile ai veicoli a benzina, con valori perfino inferiori sui gas serra. La loro criminalizzazione non trova alcuna giustificazione e rende più difficile la transizione verso altre forme di alimentazioni “verdi”, come l’elettrico, che richiedono ancora diversi anni».


Un primo aiuto arriva dalla Giunta Regionale: al via il bando per la rottamazione dei veicoli commerciali, contributi fino a 10 mila euro

Dopo gli interventi e le proteste delle categorie economiche (non solo vicentine) un primo aiuto concreto arriva dalla Giunta Regionale che, su proposta dell'assessore all'ambiente Gianpaolo Bottacin, ha approvato un nuovo bando, collegato alle diverse iniziative promosse per il risanamento dell'aria, che prevede contributi per le aziende micro, piccole e medie che intendano acquistare nuovi veicoli commerciali N1 e N2 con la contestuale rottamazione di mezzi di categoria fino a Euro 3.

Stop agli Euro 3? «Attività a rischio in centro» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Si tratta - spiega l'assessore Bottacin - di una delle diverse azioni che ho proposto di finanziarie tra quelle concertate nell'ambito dell'accordo del Bacino Padano, che abbiamo firmato con il Ministero dell'Ambiente assieme alle regioni Lombardia, Piemonte ed Emilia nel giugno dello scorso anno. Una delibera che, per quest'anno, nasce a livello sperimentale, ma in cui abbiamo recepito alcuni spunti raccolti anche da un incontro che, insieme al collega assessore alle attività produttive Marcato, abbiamo avuto con i rappresentanti di categoria di Confcommercio e Confartigianato».

Nel dettaglio la delibera prevede diverse forme di contributo a seconda delle dimensioni dei vari mezzi arrivando fino a 10 mila euro per un nuovo veicolo elettrico, 8 mila euro per un ibrido e 7 mila per mezzi Gpl. «Cifre importanti, in alcuni casi anche superiori a quanto proposto dalle altre Regioni - aggiunge l'assessore - ma che abbiamo deciso di proporre al fine di dare un vero incentivo al cambio dei vecchi veicoli ad uso commerciale. Essendo in via sperimentale non è stata ancora quantificata la cifra di bilancio, in quanto sarà collegata al livello di interesse che ci sarà da parte del privati e dal conseguente numero delle domande, ma conto di poter mettere a disposizione per questa parte residua dell'anno almeno mezzo milione di euro. Si tratta dell'ennesimo provvedimento con cui il Veneto manifesta la sua grandissima attenzione per tutte quelle misure che possano aiutare a migliorare la qualità dell'aria oltre che, in questo caso, risultare anche un valido incentivo per le imprese».



nr. 36 anno XXIII del 13 ottobre 2018

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