NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Fusione di 5 Comuni
Referendum il 16 dicembre

di Gianni Celi

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Fusione di 5 Comuni<br>
Referendum il 16 dicembre

Adesso c’è anche il benestare della regione Veneto alla proposta di unire, in un unico Comune, i cinque attuali della Vallata del Brenta, vale a dire Campolongo sul Brenta, Cismon del Grappa, San Nazario, Solagna e Valstagna. La proposta si trascina ormi da dieci anni fra assensi e dissensi, ma adesso la parole fine sarà sancita dal referendum che domenica 16 Dicembre, chiamerà alle urne gli abitanti dei cinque Comuni per sapere se siano d’accordo o meno su questo progetto.
“Il progetto di legge per la fusione tra Comuni – spiega la Regione - viene presentato al Consiglio regionale il quale deve dare un preliminare giudizio di meritevolezza ai fini dell'ulteriore prosecuzione del procedimento legislativo. La competente commissione consiliare deve acquisire il parere dei consigli comunali e provinciali interessati e svolgere ogni atto istruttorio, in base al quale formulare una relazione al Consiglio, affinché questo possa decidere circa l'esistenza dei requisiti formali e delle ragioni civiche o di opportunità storica, culturale, sociale, economica e/o di funzionalità istituzionale a fondamento della proposta legislativa. Qualora i consigli comunali e provinciali non esprimano il parere entro il termine di 90 giorni dal ricevimento della richiesta, si prescinde dallo stesso”.

“Quando il progetto di legge acquisisce un giudizio favorevole di meritevolezza da parte del Consiglio regionale- spiega ancora la Regione - la Giunta regionale delibera il referendum consultivo delle popolazioni interessate e il relativo quesito. I risultati del referendum sulle fusioni dei Comuni sono valutati sia nel loro risultato complessivo sia sulla base degli esiti distinti per ciascuna parte del territorio diversamente interessato”.
E allora, ecco che, superato l’ultimo scoglio procedurale, non rimane che attendere il giudizio dei valligiani. Ma perché scegliere di unire dal punto di vista amministrativo questa lunga lingua di territorio vicentino fino ai confini con il Trentino? A spiegarcelo sono i promotori dell’iniziativa.

Fusione di 5 Comuni<br>Referendum il 16 dicembre (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Il motivo è semplice – affermano – a cominciare dalla diminuzione delle spese e delle poltrone, passando poi all’aumento dei servizi e a tutta una serie di vantaggi che vanno a beneficio della popolazione. Unione è la parola d’ordine per il futuro della Valle che garantirà alla gente una maggiore rappresentatività politica e vantaggi di carattere economico. Avremo l’erogazione di più contributi da Stato e Regione, meno spese da sostenere, servizi maggiori e più diffusi. Ci saranno poi un solo Consiglio comunale, una sola Giunta, un solo sindaco di maggior peso istituzionale e questo porterà ad un taglio drastico delle poltrone senza intaccare in alcun modo tradizioni e rappresentatività singole garantite da cinque prosindaci. Sarà un Comune più vicino ai cittadini con sportelli pubblici in ogni paese e sedi dislocate nel territorio”.
“Sarà una fusione – concludono i referenti dei cinque paesi – che non toglierà nulla, anzi aggiungerà molto, che amplificherà le potenzialità di ogni centro accrescendo le sinergie. Avremo, insomma, un Comune Unico per vincere la sfida del futuro e per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini della Valbrenta”. E proprio “Valbrenta”, se vincerà il referendum a favore di questa idea, sarà il nome nuovo del Comune Unico.

Fin qui l’iter procedurale della fusione, favorito dal sì dei diversi Consigli comunali, della Commissione consiliare regionale e del Consiglio provinciale. L’unica resistenza forte forte, dopo il ritiro dal progetto del Comune di Pove del Grappa, la si registra a Solagna con le minoranza agguerrite contro questo provvedimento agognato da altri paesi. I consiglieri Stefano Bertoncello e Roberto Ferracin, principalmente, hanno raccolto circa 500 firme contro la fusione sostenendo il fatto che non è ancora operativa al massimo l’Unione dei Comuni della Vallata. Invece di uno spostamento amministrativo del paese verso nord, ne auspicherebbero uno verso sud e precisamente unendosi a Bassano.
Sono stati numerosi gli incontri con la popolazione nei vari Comuni per spiegare la validità della proposta e su questo s’è impegnato maggiormente l’attuale presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli, ma il timore, per i promotori della fusione, è che siano tanti i valligiani che non riescono a capire quali e quanti siano i vantaggi. Si deve poi tenere conto, specie fra le persone più anziane, che una sentita ragione campanilistica possa prendere il sopravvento sull’idea di un Comune unico. Ricordiamo, per finire, che il Comune “Valbrenta” avrebbe una popolazione di 7.153 abitanti a fronte degli 815 del Comune di Campolongo, dei 911 di Cismon, dei 1691 di San Nazario, dei 1889 di Solagna e dei 1827 di Valstagna.
Ci sarà sicuramente un aumento di incontri e di dibatti da qui a metà Dicembre, dopo di che sapremo se la Vallata del Brenta avrà un unico Comune o se tutto resterà come prima.

 

nr. 36 anno XXIII del 13 ottobre 2018 

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