NR. 38 anno XXIII DEL 27 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Lavori al Ponte Vecchio
si riparte a dicembre

di Gianni Celi

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Ricominceranno a dicembre<br>
i lavori al Ponte V

Adesso è ufficiale: a completare le opere di ripristino e di consolidamento dello storico Ponte Vecchio, sarà l’impresa Inco S.r.l. di Pergine Valsugana. La determina dirigenziale ,che ne affida i lavori, è stata pubblicata, nei giorni scorsi, all’Albo pretorio del Comune di Bassano del Grappa. “Si tratta di un passaggio molto importante per la ripresa degli interventi e per il completamento del restauro – sottolinea il sindaco Riccardo Poletto – anche se l’azienda, per indicazioni date dal Genio civile, non potrà riprendere con il cantiere in alveo prima del mese di dicembre.

Ricominceranno a dicembre<br>i lavori al Ponte V (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Le prossime settimane saranno comunque utili per l’approvvigionamento dei materiali e per la predisposizione dei lavori propedeutici all’intervento”. La spesa assunta per questo intervento è di complessivi 4.332.914,81 euro. La Inco S.r.l.opera prevalentemente in ambito regionale con attività che riguardano la costruzione e la ristrutturazione di manufatti con significativa prevalenza nel settore delle opere pubbliche di tipo civile, industriale e stradale. Attualmente l’azienda conta una trentina di dipendenti tra operai e impiegati e vari cantieri ubicati tutti in provincia di Trento, che riguardano la costruzione e la ristrutturazione di manufatti di edilizia civile, industriale e stradale. Proprio alla Inco era stato affidato, nel febbraio di due anni fa, l’appalto di questo importante ed urgente intervento sullo storico manufatto che il tempo aveva acciaccato in maniera preoccupante. Alla gara, promossa dal Comune, si erano presentate 23 ditte e la Inco aveva partecipato con un ribasso del 20,657% rispetto alla base d'asta che era di 4.957.000 euro. Ma l’azienda trentina ad onor del vero, s’era classificata al secondo posto, dopo la Vardanega Costruzioni S.r.l. di Possagno. Era stata prescelta in un secondo momento dai componenti il seggio di gara perché, a loro dire, l’azienda trevigiana, aveva fatto avvallimento con un consorzio considerato non in regola. L’immediato ricorso della Vardanega ha premiato quest’ultima per cui i lavori sono stati affidati a lei e non più alla Inco. Adesso bisogna soltanto far ripartire la complessa macchina operativa al fine di arrivare il più presto possibile a riportare lo storico manufatto all’antico splendore, così come lo aveva ideato, nel 1569, il grande architetto Andrea Palladio e rimaneggiato poi il poliedrico Bartolomeo Ferracina dopo la terribile brentana del 1748. Si è dovuto attendere qualche settimana per l’ok definitivo alla Inco a causa di problemi burocratici, perché i tecnici del Comune hanno dovuto capire se l’azienda fosse apposto sia dal punto del casellario giudiziario che con la certificazione antimafia ed anticorruzione. Superati questi ostacoli i lavori sono stati consegnati all’impresa la quale ora è alla ricerca, come ha spiegato il direttore tecnico, Luca Conci, principalmente del legname e di altri strumenti necessari per l’intervento. Conci ha garantito la necessità di intervenire sulla struttura attuale del ponte utilizzando dei reticoli in acciaio in modo tale da rendere più sicura la forza di contenimento delle continue pressioni fluviali, specie in occasione di aumenti considerevoli di portate d’acqua.

Resta in piedi, intanto , la vicenda legata ai rapporti con la Nico Vardanega Costruzioni S.r.l. alla quale il Comune ha presentato un conto di danni causati, a suo dire, dall’incuria e dai ritardi nei lavori di ripristino, di 453 mila euro. A questo vanno aggiunti i 900 mila euro circa anticipati dal Comune all’inizio dei lavori nello scorso anno.

Ricominceranno a dicembre<br>i lavori al Ponte V (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sia il sindaco Poletto, che il vicensindaco Campagnolo, hanno accusato la ditta trevigiana di gravi inadempienze quali la mancata rimozione delle ture dal letto del Brenta, che avrebbero rappresentato un pericolo non da poco nel caso di piene del fiume; le variazioni al progetto originario in taluni interventi; il mancato reperimento di materiali indispensabili per la lavorazione, nonché l’assenza della ditta che avrebbe dovuto aiutare la Vardanega con mezzi necessari nell’accesso in alveo.

Mentre proseguono i lavori per la stabilità delle due ultime stilate, che costeranno oltre 300 mila euro, vale la pena di ricordare, visto il periodo autunnale, la terribile alluvione che, nel lontano quattro novembre del 1966, solo per un soffio, non si portò via il vecchio ponte. Nel cuore della notte, infatti, il livello del fiume salì così tanto da sfiorare il camminamento stesso del ponte. Contro le stilate, poi, continuavano ad infierire le decine e decine di alberi che la corrente aveva travolto a nord della Vallata del Brenta. Il manufatto era stato spostato verso sud in maniera davvero preoccupante e si temeva che, da un momento all’altro, il fiume, una volta ancora si portasse via quei legni sofferenti. Il tempo delle piene, in questa straordinaria stagione autunnale, non si sono ancora visti, ma le previsioni lasciano spazio a possibili rovesci che, ci si augura, non abbiano nulla a che vedere con quel drammatico evento di 52 anni fa.

 

nr. 37 anno XXIII del 20 ottobre 2018

Ricominceranno a dicembre<br>i lavori al Ponte V (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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