NR. 43 anno XXIII DEL 1 DICEMBRE 2018
la domenica di vicenza
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I colori e le stagioni
dell'Altopiano

Omaggio a Rigoni Stern

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Altopiano

L’attesa si colora d’azzurro. Un richiamo segreto serpeggia nel bosco. “Ma, ecco, prima che il sole esca sull’orizzonte, si sente un fremito. Non è l’aria. È un qualcosa che fa vibrare l’erba, le fronde, gli alberi intorno, fino a trasformarsi in un brivido che percorre per intero la tua pelle ... È il brivido della creazione quello che il sole ci porta ogni mattina con il canto del pettirosso e la corsa del capriolo. Quando poi il cielo è chiaro e le stelle sono sparite, ti accorgi che magari sopra di te vola l’aquila. Ma prima hai sentito quel brivido...

ok_Copertina_Altopiano (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sono parole di Mario Rigoni Stern contenute ne La luce della creazione, il bellissimo volume di grande formato pubblicato di recente da Red Flame Books, che si avvale delle splendide fotografie di alta qualità del noto fotografo asiaghese Roberto Costa. Così i colori, i paesaggi e le stagioni dell'Altopiano dei Sette Comuni sono degnamente celebrati in quest'opera che restituisce agli occhi del lettore tutta la bellezza delle montagne e della natura a noi così vicina, rendendo omaggio al tempo stesso ad uno dei paesaggi vicentini più suggestivi. Il libro, presentato al Millepini di Asiago la scorsa estate in occasione delle celebrazioni per il decimo anniversario della scomparsa del grande scrittore asiaghese, è un'occasione per ricordare la sua figura di uomo e di letterato attraverso le sue parole e le stupende immagini dell'Altopiano scattate dall'autore del libro, il fotografo che con lui aveva già realizzato il volume L'Altopiano delle meraviglie. Ho realizzato un sogno - scrive Costa nelle pagine introduttive - . Un sogno pensato diversi anni fa. Nasce da una frase di Mario Rigoni Stern quando citava “il brivido della creazione” aspettando l’alba. Me la descrisse un giorno che ci incontrammo vicino a casa sua. Lui parlava, io lo ascoltavo attentamente, e fu quando arrivò al sorgere del sole che io d’istinto lo interruppi dicendo: “Ecco, Mario, questo è il momento che io aspetto per immortalare le prime luci che illuminano e creano le ombre sul nostro Altipiano”. “Certo, - mi rispose - quella è la luce della creazione”. Il mio pensiero corse velocemente a immaginare un nuovo progetto assieme e sembrò che mi avesse letto dentro. Poi mi disse: “Pensaci Roberto”. Da quel momento cercai di fotografare ancor di più quella luce di cui mi aveva parlato. Ora dopo diversi anni ringrazio i suoi familiari per aver creduto in questa nuova pubblicazione. Vorrei dedicare questo lavoro alla memoria di Mario Rigoni Stern e Patrizio Rigoni, alle loro famiglie e a mia madre. Lo vorrei dedicare anche a mia moglie, ai miei figli, ai miei nipoti in particolare alla mia cara Anna, ai miei fratelli, agli amici più cari, ai miei paesani e a tutti coloro che, aspettando l’alba, sentono quel brivido.

Lo scrittore Giuseppe Mendicino, già amico di Rigoni Stern e autore della sua biografia, scrive così in una nota dedicata al fotografo e allo scrittore asiaghese: Ho scoperto le foto di Roberto Costa nel 2004, quando acquistai ad Asiago L’Altipiano delle meraviglie. Mario Rigoni Stern mi scrisse una dedica che in questo momento ho davanti agli occhi: A Giuseppe che ama le montagne e la storia degli uomini. Il libro, pubblicato l’anno prima, racchiude molte foto di Roberto Costa, scattate nell’Altipiano dei Sette Comuni, e quattro testi di Mario Rigoni Stern che descrivono il mondo naturale di quelle montagne, la vita degli animali e della flora, nel fluire delle quattro stagioni. Piacque così tanto a Roberto Cerati, allora presidente dell’Einaudi, da indurlo a parlare con Rigoni per convincerlo a trarne qualcosa di più. In una lettera del 2011 mi raccontò che mentre Mario stava preparando un'edizione per la Banca popolare di Vicenza, si parlò a lungo di come avrebbe organizzato il testo. Quando me ne fece avere una copia, insistetti perché diventasse un libro non d’occasione.

Altopiano (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La sollecitazione la dovetti reiterare per superare la sua reticenza e mancare di delicatezza nei riguardi della Banca committente. Si convinse, lavorò molto come era sua regola e così Einaudi lo poté pubblicare. Quando uscì, Mario fu così gentile che me lo dedicò a stampa. Rigoni infatti realizzò la sua ultima opera, Stagioni, partendo dai testi di questo libro fotografico e intrecciando il racconto delle quattro stagioni con la narrazione di alcune vicende personali. La descrizione della natura si amalgama con storie umane, ne è parte indissolubile; i ricordi non sono solo memorie di azioni ma anche di luci dell’alba, di odori di bosco e di nevi. In L'Altipiano delle meraviglie è evidente la sintonia tra lo scrittore e il fotografo, entrambi rigorosi e sobri nel loro lavoro, sono accomunati dallo stesso senso etico e civile nel rapporto con il mondo naturale. Roberto Costa è capace di lunghe attese notturne, con appostamenti tra gli alberi, a volte in mezzo alla neve, per cogliere il risveglio della natura, all’alba. Rispettando sempre gli animali e i loro ritmi di vita. Solo così del resto, si può cogliere l’improvviso arrivo in volo dei galli forcelli, il loro atterraggio nella radura, e poi il rugolare, le battaglie, i balzi. E il volo delle pernici bianche, il timido affacciarsi di un capriolo tra gli alberi, gli occhi di una volpe. Roberto ha una grande attenzione per i tempi, la luce, i dettagli e il movimento. La natura non è mai immobile, cambia di attimo in attimo seguendo i raggi del sole, le ombre delle nuvole, i soffi del vento e i movimenti di chi la abita; la fotografia segue questo movimento perpetuo e, a volte, lo interpreta, solo in apparenza ne ferma gli attimi. Il fotografo e lo scrittore si sentono ospiti del mondo naturale, e vi si immergono con cura e attenzione, quasi chiedendo il permesso. Con la consapevolezza di dover lasciare i luoghi com’erano prima del loro passaggio. Non sono tutti così gli scrittori e i fotografi che raccontano la montagna: ad alcuni manca la conoscenza, ad altri la sapienza descrittiva, ad altri ancora l’etica. Rigoni non sceglieva mai a caso i suoi amici e i suoi compagni di avventure letterarie o umane, il loro L’Altipiano delle meraviglie meritava un seguito.

Abbiamo incontrato Roberto Costa dialogando con lui.

Altopiano (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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