NR. 46 anno XXIII DEL 22 DICEMBRE 2018
la domenica di vicenza
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Pino Sbalchiero

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Pino Sbalchiero

Quali sono i motivi che vi hanno spinto a pubblicare questa nuova edizione del libro?

Pino Sbalchiero (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Si è verificata una felice convergenza. Da un lato la celebrazione dei novant’anni della nascita dell’autore, voluta dal Comune di Isola, dall’altro l’interesse di Ronzani Editore, che nella collana ‘Vento Veneto’ ripresenta testi di autori veneti, o che in Veneto abbiano trovato occasione di ispirazione. In questo senso l’opera di Sbalchiero - oramai introvabile nella precedente edizione - è una testimonianza necessaria, che merita di essere conosciuta anche dai lettori di oggi. Qui il “C’era una volta…” è un luogo fisico e della memoria, ma anche la “parola d’ordine del mondo delle fiabe” come diceva Manganelli: la modernità dei racconti sta proprio nel mantenere intatta la fortuna e la freschezza delle favole, e dei messaggi universali che sanno veicolare in ogni tempo".

Chi era Sbalchiero e cosa ha rappresentato la sua figura di amministratore e di scrittore?

"Innanzitutto un educatore, impegnato in politica e nel sociale, acuto, ironico e talvolta spietato osservatore del suo tempo; un uomo saldamente ancorato alle radici autentiche della sua terra e della lingua dialettale, foneticamente e morfologicamente viva, pura perché non contaminata. Colpisce la sua capacità di narratore, perché riesce a prendere per mano il lettore, portarlo con sé e lasciare a lui lo spazio del racconto; non è un risultato scontato o facile da raggiungere; non basta saper scrivere bene, il bravo narratore dà l’immagine, evoca un’emozione, un volto, traccia un personaggio, ma poi deve ‘sparire’ per consentire al lettore di viaggiare da solo".

Pino Sbalchiero (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Perché la scelta di inserire nel libro i disegni del grande artista Vico Calabrò?

"Gli straordinari disegni - che sono parte integrante dell’opera - comparivano nella precedente edizione, e furono elaborati proprio per illustrare i singoli racconti, dei quali riescono creare una potente sintesi evocativa. Anche in questo caso la bravura dell’artista è consistita proprio nel ‘togliere’, alleggerire il contenuto e distillare l’essenza del racconto con pochi tratti essenziali".

La vostra casa editrice è nata da qualche anno e sta crescendo sia in numeri che in qualità: qual è la vostra linea editoriale e quali progetti avete per il futuro?

"Ronzani Editore, fondata nel 2015, nasce dall’incontro di persone che condividono alcune idee molto precise: la passione per il libro e per la lettura come mezzo di espressione e divulgazione del pensiero, ma anche “progetto culturale” che vede nel libro stesso un pretesto per rendere concreta questa moderna forma di resistenza; siamo partiti dalle tre collane classiche: narrativa, poesia e saggistica, oltre a una quarta dedicata alla cultura tipografica ed editoriale. Il futuro ci vedrà alla ricerca di nuovi autori e di opere inedite. Un tratto distintivo, ormai rarissimo, sta nella grande attenzione rivolta alla materialità dell’oggetto-libro, che per noi deve essere bello: tipograficamente, graficamente, e per i materiali che si utilizzano nel farlo".

Pino Sbalchiero (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Che momento sta vivendo l'editoria vicentina e più in generale quella nazionale?

"La situazione locale soffre gli stessi problemi di quella generale. In Italia, anno dopo anno, vengono scritti e pubblicati sempre più libri, molti dei quali destinati a scomparire in poche settimane, ma i lettori sono in costante diminuzione. La gran parte è in mano ai grandi editori - oltre il 76% - e ai piccoli e medi, molto più numerosi dei primi, rimangono invece pubblicazioni più settoriali e a tiratura limitata. Da qui, secondo noi, la necessità di un’altissima qualità, non solo nei contenuti e nelle scelte ma anche nella grafica e nei materiali. Le grandi fiere dovrebbero favorire l’incontro e lo scambio tra editori mentre purtroppo si limitano ad essere un gigantesco discount, molto frequentato ma inefficace quanto a divulgazione del libro".

 

Pino Sbalchiero (1928-1999), maestro elementare con laurea in filosofia, giornalista pubblicista, è arrivato alla scrittura in età matura, al termine di una prima fase della sua vita dedicata all'impegno sociale e politico. È stato sindaco di Isola Vicentina dal 1955 al 1965 e ha concluso la sua attività pubblica nel consiglio regionale del Veneto nel 1980. Ha cominciato a scrivere i suoi racconti alla fine degli anni '70 per il periodico Il Momento Veneto. Le Storie della Pellagra ritornano in una nuova edizione che comprende tutti i racconti pubblicati nella prima edizione del 1979 e in C'era una volta un'Isola (1991). Oltre a questi libri, Sbalchiero ha scritto Volta il Musso (1997) e Abc carasa, copa il maestro e torna a casa, uscito postumo.

 

nr. 45 anno XXIII del 15 dicembre 2018



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