NR. 03 anno XXIV DEL 26 GENNAIO 2019
la domenica di vicenza
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Quella Stella
dai lunghi capelli

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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La Stella

Perini, con questo libro quale messaggio vuole mandare ai più giovani?

La Stella (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"In realtà non ho inteso mandare messaggi attraverso la scrittura di questo racconto. Le storie nascono - mi vengono incontro - sollecitate da suggestioni inaspettate, da sguardi che cambiano la mia prospettiva sulle cose. E così mi auguro che giungano ai lettori, in forma di emozione, di analoghe o nuove suggestioni, senza necessariamente racchiudere messaggi, che appartengono più adeguatamente ad altre forme del comunicare. La scintilla che mi ha fatto immaginare questa piccola storia stava racchiusa nel significato etimologico del nome Cometa, cioè stella con la chioma: immaginare la sua coda come un fascio di capelli luminosi ha funzionato da motore narrativo, generando quasi da sé l'intero svolgersi del racconto. Compresa l'idea dell'abbraccio di nuvola finale, che offre una sorta di ragione poetica al fatto che le comete riappaiono nel cielo dopo tempi lunghissimi dal loro passaggio".

Quali sono i valori umani che ha voluto mettere in risalto?

La Stella (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Su questa semplice struttura narrativa ho sentito potesse innestarsi la possibilità di raccontare dei pensieri sul senso del donare. Sulla bellezza e sulla fatica del "darsi". Rinunciando a qualche cosa di sé, vivendolo come gesto necessario. In questo racconto ho parlato di doni, e delle emozioni che li generano. In un tempo come questo, dove sento rivendicare con arroganza il diritto all'egoismo, la mia stella mi ha offerto la possibilità di evocare un sentire diverso".

Qual è a suo avviso il significato profondo del Natale per i lettori più piccoli e quali "feedback" le arrivano da questi ultimi?

"I bambini che hanno accolto la storia della Stella dai lunghi capelli nelle occasioni in cui l'ho presentata pubblicamente, mi hanno regalato un ascolto attento e partecipato. È una storia che si offre al lettore nell'incontro con le illustrazioni che la accompagnano, come accade in quel tipo particolare di libro che è l' albo illustrato. Dunque i bambini hanno ascoltato la voce e guardato le immagini, lasciandosi portare in questo intreccio di parole e forme, parole e colori, parole e segni che diventano racconto. Dialogando con loro ho percepito, attraverso le loro domande e i loro pensieri, una profonda capacità di comprensione. Ne ho avuto una restituzione del racconto arricchita della loro personale sensibilità, accresciuta di emozioni e di senso. Ed è solo così che una storia diventa viva. Un bel regalo di Natale per me!"

Pedron, come si è trovata ad illustrare un libro su un argomento così importante?

"Illustrare un racconto non è mai un lavoro semplice. Per quanto mi riguarda, bisogna entrare nel testo, in punta di piedi, come si fa quando si conosce qualcuno, dedicargli molto tempo, capirlo nel profondo di ogni singola parola e poi interpretarlo secondo il proprio sentire indifferentemente dalla tipologia del testo. Nel mio metodo, c'è un fase iniziale di progettazione e di studio lunga, che mi permette di decidere le ambientazioni, i personaggi, le scene e inquadrature, le tonalità e i colori. Tutto ciò fa parte del mestiere di un illustratore, che amo molto anche per questo, perché mi dà la possibilità di conoscere, approfondire e “vivere” storie diversissime fra loro".

Come si organizza un lavoro a quattro mani e che genere di collaborazione si instaura?

La Stella (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Solitamente un testo viene assegnato ad un illustratore/trice in base all'affinità di stile. Un racconto per bambini molto piccoli avrà delle immagini adatte a loro, con poche figure, nitide, dai contorni e colori precisi e via dicendo; un testo umoristico sarà accompagnato da immagini con uno stile allegro e spiritoso, così come un racconto poetico avrà al suo fianco delle illustrazioni delicate e lievi. Compito dell'illustratore è creare uno storyboard iniziale dove si decide la suddivisione del testo in base al numero di pagine del libro, gli schizzi delle scene da illustrare, le inquadrature, lo spazio per il testo. Si dà forma a una sorta di una bozza del libro. Una volta discusso e approvato lo storyboard assieme ad autore e casa editrice l'illustratore procede alle tavole definitive. Nel mio caso con Franca è nata una bella e costruttiva collaborazione, un lavoro di squadra, fatto di confronti e decisioni discusse e prese assieme. Ci siamo incontrate spesso per la fase progettuale e per vedere le tavole definitive. Spesso illustratore e autore non si vedono mai, spesso è la casa editrice che decide l'illustratore al quale affidare un testo e dare vita al progetto senza la partecipazione dell'autore. Io credo che la formula vincente sia la collaborazione fra le tre parti. Un lavoro, se vogliamo dire, a sei mani".

Quale importanza hanno le immagini nei libri dedicati ai più piccoli?

"Le illustrazioni nei libri per l'infanzia sono fondamentali. Testo e immagini non sono separati tra di loro, uno non descrive l'altro ma bensì si completano, si intrecciano, dialogano fra di loro in uno stretto rapporto. La frase che più mi ha colpita durante la mia esperienza di illustratrice è stata una citazione della grande Kvéta Pacovská: Un libro illustrato è la prima galleria d'arte che un bambino vede. Abituare i bambini alla bellezza, alla cura, all'originalità delle immagini ben fatte è essenziale. Esse aprono la mente di chi guarda, lasciano spazio a nuovi modi di vedere, raccontano da un punto di vista diverso, non è descrizione, perchè in esse entra in gioco l'interpretazione dell'illustratore. Aggiungono valore al testo, stimolano la creatività e la fantasia, prerogative fondamentali durante la crescita di un bambino".

 

Franca Perini si è laureata a Bologna in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Ha operato nell’ambito del teatro di figura attraverso la creazione di spettacoli, la conduzione di laboratori teatrali con bambini e ragazzi, e di percorsi di formazione rivolti agli adulti. Storie ne ha raccontate tante, di teatro in teatro, di piazza in piazza. Fin da quando era bambina, sotto le fronde raccolte di un salice piangente eletto a teatrino. Ora scrive storie su pagine di carta, come su palcoscenici di legno in cerca di figure. Ha già pubblicato La Farfalla Favolaia: burattini, fiabe ed empatia e Quel segreto color di corallo.

Anna Pedron, diplomata al Liceo Artistico di Nove fin da piccolissima ha coltivato il disegno e la pittura. Si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, indirizzo pittura. Successivamente si è specializza in illustrazione frequentando diversi corsi a Padova presso Artelier e alla Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede (TV). Attualmente si occupa di illustrazione per l’infanzia e tiene corsi e laboratori creativi per bambini e adulti. Ha già illustrato Le avventure di Oreste, gatto peste, testo di Franca Monticello, La forza dei sogni, testo di Franca Monticello, Il ciliegio di Isaac, testo di Lorenza Farina.

 

nr. 02 anno XXIV del 19 gennaio 2019

La Stella (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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