NR. 04 anno XXIV DEL 2 FEBBRAIO 2019
la domenica di vicenza
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Sentieri nella notte

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Sentieri nella notte

Che cosa rappresenta per lei il monte Pasubio?

Sentieri nella notte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Il Pasubio è una montagna a cui bisogna chiedere il permesso prima di salire; le sue asperità, i suoi sentieri... mi immaginavo i fasci di luce che si insinuavano e scolpivano le guglie. I primi contatti e già sai come va a finire: ti prende il desiderio di continuare e allora via, con i permessi accordati dai comuni di Valli del Pasubio e Posina per salire fin su con attrezzatura e persone; e poi via, il grande cuore degli amici, la loro disponibilità, il supporto tecnico di un fuoristrada".

Come definirebbe questa sua avventura professionale e fotografica?

"Una bellissima pazzia: le uscite di giorno, armati di taccuino e orologio per pianificare gli scatti, segnare le gallerie, annotare dove mettere il cavalletto, cronometrare il percorso, fantasticare. Un modo 'vecchio' di avvicinarsi alla montagna, ma che dà il piacere dell’avventura, che ti avvicina a quell’immaginare che è sostanzialmente la fotografia. E ci ha accolti e accettati il Pasubio, ci ha dato un segnale fin dalla prima sera, sapeva delle nostre intenzioni: il Pasubio sa leggere i cuori".

Quali sensazioni le sono rimaste di più impresse?

Sentieri nella notte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Arrivati alle Porte del Pasubio all’imbrunire, prima di salutare Giovanni che ci aveva portati fin lassù con il fuoristrada, ci siamo riuniti e ho chiesto al gruppo se volevano tornare in macchina o scendere a piedi: non si vedeva niente, la nebbia ci avvolgeva umida, mi sentivo addosso una grossa responsabilità. Gli amici erano lì che condividevano una idea ma solo sul posto ti rendi conto di cosa stai cominciando a fare, e ti assalire un senso di colpa: 'Già che ci siamo proviamo, torniamo a piedi'. Avevano deciso. Non sapevo cosa ne sarebbe uscito ma ho imparato con l’esperienza che ogni momento è unico, e ci siamo preparati per la discesa".

Questa sua esperienza può essere anche considerata metaforicamente come simbolica del rapporto tra uomo e montagna, ambiente, natura?

"Il Pasubio, a chi lo rispetta, sa regalare il suo sogno. Improvvisamente lo spazio si apriva davanti a noi: la nebbia, come ad un comando, ha cominciato a dissolversi, le cime del Carega e del Cornetto si stagliavano su un cielo azzurro che man mano si tingeva di rosso; uno spettacolo della natura. Attorno, il silenzio. Ci siamo scossi, tutto ci sembrava irreale, eravamo veramente dentro ad un sogno. In maniera quasi frenetica abbiamo preparato l’attrezzatura e, finalmente, il piacere del primo click, la prima foto, quella che sarebbe diventata poi la copertina del libro".

 

nr. 03 anno XXIV del 26 gennaio 2019

Sentieri nella notte (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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