NR. 05 anno XXIV DEL 9 FEBBRAIO 2019
la domenica di vicenza
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Martino, I Rossi
e il giallo storico

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I Rossi

Il più recente libro di Umberto Matino, scrittore scledense di successo e già autore della Trilogia Cimbra, il giallo storico I Rossi, ambientato nella Schio del lavoro e del tessile, in cui si muovono personaggi di diversa natura che ruotano attorno ad un delitto misterioso, non cessa di far parlare di sé e continua a portare fortuna all’autore. Sono state numerosissime le serate di presentazione del libro nel Vicentino e a queste si aggiunge quella in calendario tra qualche giorno, venerdì 8 febbraio, a Casa Insieme in via Braghettone a Thiene, dove alle 20.30 l’autore presenterà la sua opera in una serata che sarà allietata dalla partecipazione speciale del coro femminile alto vicentino Le Canterine del Feo, già ospitate qualche anno fa a Sanremo per il Premio Tenco.

I Rossi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La storia narrata nel libro – giunto alla terza edizione così come in ristampa sono anche i precedenti romanzi della trilogia, tutti pubblicati dall’editore friulano Biblioteca dell’Immagine - prende avvio dai Tzimber, boscaioli cimbri d'origine tedesca scesi dai monti nelle sottostanti valli alpine e diventati produttori - operai e imprenditori - creando un comparto industriale, tessile e metalmeccanico che già nell'Ottocento era fra i più importanti d'Italia e d'Europa. Quando è stato necessario si sono schierati gli uni contro gli altri, dando vita a una lotta di classe dura e spietata. Dalla grande epopea ottocentesca ai giorni della rivolta giovanile e operaia degli anni Sessanta, il giallo di Matino appassiona e attraversa l'Italia intera, stupendo il lettore e centrando ancora una volta l'obiettivo.

Casa Insieme a Thiene è il nuovo polo della solidarietà per le associazioni dell'Alto Vicentino: una struttura moderna e all'avanguardia, con spazi per persone disabili e svantaggiate. Un luogo in cui organizzare eventi e incontri di varia natura, che le associazioni possono utilizzare anche come sede per le diverse iniziative. Dopo quasi tre anni di lavori e un investimento di oltre tre milioni di euro, la struttura, nata grazie ad un lascito testamentario e alla Fondazione Onlus Insieme Alto Vi, è stata realizzata con il lavoro di numerose aziende del territorio, che hanno permesso di raggiungere un eccellente risultato tecnico. Una struttura costruita tenendo conto di alcuni parametri importanti e al passo con le normative in materia energetica e tecnologica. Su 2000 mq di superficie suddivisi in 20 sale multiuso, la casa è priva di qualsiasi barriera architettonica; è in classe energetica A+ ; possiede nove servizi igienici tutti di facile fruibilità per i portatori di handicap e le più moderne soluzioni tecnologiche per l'impiantistica elettrica e la termoregolazione e climatizzazione.

I Rossi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Da qualche anno la vecchia fabbrica si era trasferita nella nuova zona industriale fuori città e da allora i capannoni ottocenteschi erano rimasti in silente attesa del compiersi del loro destino - leggiamo nell'introduzione - . Se ne stavano vuoti e impestati d'umidità alla fine di una strada stretta e sinuosa, situata nel cuore stesso del centro abitato. Per oltre un secolo, il selciato di quella via era stato percorso e consunto dalla folla degli operai che con cadenza regolare usciva dai portoni degli stabilimenti, sgorgando impetuosa quasi fosse un torrente in piena. Nell'alternarsi dei turni, il vociare di migliaia di lavoratori e il trillare dei campanelli delle loro biciclette echeggiavano fra le alte case sorte ai lati della strada. Poi, scemata l'onda della marea, il silenzio si ricomponeva per lacerarsi di tanto in tanto con lo schiamazzo di coloro che dentro le osterie annegavano nel vino la fatica del lavoro. Giorno e notte, sempre così, ininterrottamente, perchè l'industria tessile produce a ciclo continuo in un perenne vibrare di macchinari e nell'afrore acido del finissaggio chimico dei tessuti. Dopo il grande trasloco, l'unico suono rimasto ad accompagnare il trascorrere del tempo, era lo scroscio costante dell'antica roggia che correva fragorosa, e senza più scopo, a lato dei capannoni dismessi. Anche l'edificio possente della "Fabbrica Alta", la cattedrale industriale della Lanerossi, era ormai ridotto a un gigantesco fossile e si ergeva attonito su una distesa di capannoni deserti, irti di shed appuntiti. Dove un tempo fremeva l'attività del più grande stabilimento tessile della nazione adesso, tutto era immobile: le sirene si erano definitivamente azzittite e quando furono abbattute le alte ciminiere delle centrali termiche, a molti sembrò d'assistere a una crudele evirazione, alla mutilazione di un organismo destinato a non riprodursi mai più. La trasformazione urbana era stata così drastica ed epocale da lasciar sbigottiti i proprietari delle tante botteghe che affollavano la via e soprattutto i gestori delle osterie, che per anni avevano tratto la loro linfa vitale dal flusso continuo di migliaia di lavoratori.

In occasione della serata thienese, abbiamo incontrato Umberto Matino.

I Rossi (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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