NR. 04 anno XXIV DEL 2 FEBBRAIO 2019
la domenica di vicenza
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Il Trionfo del colore

Da Tiepolo a Canaletto e Guardi
Vicenza e i Capolavori dal Museo Pushkin di Mosca
Orario: da martedì alla domenica 9-19
Chiude il 10 marzo 2019
Curatela: Vittoria Markova e Stefano Zuffi

di Maria Lucia Ferraguti

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Il Trionfo del colore

Un brevissimo tragitto unisce in un percorso architettonico il palladiano palazzo Chiericati e le Gallerie d’Italia-Palazzo Montanari, le sedi della mostra Il Trionfo del colore – Da Tiepolo a Canaletto e Guardi. Vicenza e i capolavori del Museo Pushkin di Mosca. Due sedi per la riuscita collaborazione con il Museo moscovita conducono all’esposizione di grande successo in Russia di 24 dipinti russi, qui uniti alle 40 opere dell’ampio patrimonio dei Musei Civici di Vicenza. Non solo pittura, ma anche stampe, disegni e sculture, a testimoniare una mostra dalle molte personalità artistiche, dall’ampia influenza su collezionisti e modelli per le generazioni successive.

Aprono i paesaggi con rovine, tema tipico del ‘700, legato al gusto dei viaggiatori che in Italia scoprivano spesso delle rovine classiche alimentando la loro passione. Tra gli immaginari paesaggi di rovine la Prospettiva di rovine con figure conduce all’intensa collaborazione tra la grande personalità di Sebastiano Ricci e il nipote Marco nel “capolavoro della pittura veneta di rovine della prima metà del Settecento” (Arslan 1932, p. 128), per l’atmosfera luminosa e la messa in scena. Il dipinto diviene un testo per la pittura del Settecento veneto, seguito nell’esposizione da un altro protagonista assoluto, Luca Carlevarijs con il “capriccio” Paesaggio con arco trionfale e monumento equestre. Quindi l’incontro con due capolavori, l’Estasi di S. Francesco di Giambattista Piazzetta, e l’Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo poste in una visione scenografica, entrambi in precedenza presenti nella chiesa vicentina di S. Maria dell’Araceli, progettata dal geniale Guarino Guarini. Un assoluto nella pittura sacra del ‘700, la prima tela, intensa per drammaticità e pathos in opposizione al lievitare fra angeli della luminosa Vergine. Il nome di Giambattista Tiepolo ritorna nella sala dal grande soffitto decorato da segni zodiacali, nell’ovale per il soffitto La Verità svelata dal Tempo, dipinto per uno fra i palazzi di Carlo Cordellina, definito da Carlo Goldoni “l’uomo più dotto e più eloquente della curia di Venezia”.

Il Trionfo del colore (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) Il tema caro all’Artista avvicina la figura dell’anziano alla giovane nell’immagine stanca del Tempo, riconoscibile per la falce e il serpente sotto i piedi vicino alla freschezza della Verità, un nudo femminile assimilato al potere della bellezza, mentre discosta l’Ignoranza, immagine secondaria che precipita verso il basso. Si trova l’espressivo autoritratto di un cinquantenne, Louis Dorigny - pittore francese che opera nella Repubblica Veneta anche all’interno di Villa Almerico Capra detta La Rotonda e di Palazzo Leoni-Montanari- in primissimo piano, nella posa di tre quarti, dalla ricca parrucca a riccioli, in giacca da casa, lo jabot aperto sul collo, vestito secondo i canoni della moda francese dei primi del Settecento. Un soggetto mitologico è narrato da Pittoni, in una chiara materia pittorica nel dipinto Diana e Atteone. La dea, avvolta da una nube dorata, è circondata dalle ninfe; più in là, verso lo sfondo, nella scena illuminata da una luce lieve, appare il dramma di Atteone, sbranato dai suoi cani. In una diversa sala Gianantonio Guardi dipinge nella tela di Pushkin Alessandro Magno vicino al corpo di Dario re di Persia in una pittura intensa e vitale e Giandomenico Tiepolo sviluppa il tema in un ciclo pittorico, a noi giunto in parte, dell’apice della vicenda tratta dal secondo libro dell’Eneide nel caratterizzare Enea, mentre stringe i Penati, con il padre Anchise sulle spalle, accompagnato dal figlio Ascanio, coinvolti nella tragedia e nel distacco.

Il Trionfo del colore (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) La mostra prosegue con l’Allegoria dell’inverno di Giovanni Antonio De Pieri, al seguito dell’iconografia di Cesare Ripa – “Huomo o donna vecchia, canuta, e grinza, vestita di panni e di pelle, che stando a una tavola bene apparecchiata appresso il fuoco, mostri di mangiare, e di scaldarsi”. La Testa di Mercante di Giandomenico Tiepolo, s’inserisce nel fiorente mercato delle teste di carattere o “teste di capriccio”, figure dai tratti fisiognomici e caricaturali, una fra le espressioni dei tipi e dei caratteri psicologici veneziani. Nell’ultima sala grande si riuniscono i capolavori, provenienti dal Museo Pushkin e così risalta il più noto “pittor da vedute” del suo tempo, Giovanni Antonio Canal, “ il Canaletto”, suo nipote Bernardo Bellotto e Michele Marieschi. Una splendida Venezia, trionfante risplende nella magnificenza di una visione assecondata da valori prospettici ed atmosferici, nell’episodio specifico del ritorno del Doge dallo Sposalizio con il Mare, celebrato in occasione della Festa della Sensa, nel giorno dell’Ascensione. Dipinta da Canaletto, Venezia appare cristallizzata, intaccabile dall’erosione del tempo, eterna, allargata nelle dimensioni straordinarie, grandiosa, fantastica e reale, assecondata per la “prospettiva atmosferica” e dalla luminosità dell’aria lagunare. Michele Marieschi nella Veduta del Canal Grande con le Rive del Vin e del Carbondilata, intacca e corrode scenograficamente con la luce le architetture; Bellotto invitato a Dresda da Augusto III Elettore di Sassonia e Re di Polonia dipinge in nitide visioni Dresda e Pirna, vivissime testimonianze dell’architettura e degli edifici, esiti di una ricerca obiettiva, in antitesi all’espressione figurativa del Settecento.

A Palazzo Leoni Montanari, una delle sedi delle Gallerie d’Italia, assieme a quelle di Milano e Napoli, dove Intesa Sanpaolo ha costituito dei poli museali, fra le collezioni esposte entra il celebre corpus dei dipinti di Pietro Longhi, abile cronista del suo tempo della vita veneziana, ripresa, in piccolo formato, negli svaghi tra le calli e negli interni dei palazzi nobiliari. Lo spazio raccolto della Sala delle Muse, accoglie “l’eccellente piccola pala d’altare” (Antonio Morassi) Madonna con i Santi Luigi da Tolosa, Antonio da Padova e Francesco d’Assisi, tela di Giambattista Tiepolo, proveniente dal Pushkin.

La mostra non è isolata, coinvolge il Palladio Museum e le ville dagli affreschi del Settecento europeo: la villa Valmarana ai Nani e nel territorio vicentino le ville Cordellina e Loschi Zileri.

Catalogo: Skira Editore



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