NR. 08 anno XXIV DEL 2 MARZO 2019
la domenica di vicenza
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Monica Marioni

Palazzo Brusarosco-Zaccaria
Contra’ Porta S. Croce, 1
Chiude il 9 marzo 2019

di Maria Lucia Ferraguti

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Monica Marioni

Monica Marioni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Hotel MO.MA, alias l’appartamento firmato da Carlo Scarpa, nel passato casa privata dell’avvocato Ettore Gallo nel palazzo Brusarosco Zaccaria, si trasforma in hotel di prestigio nell’ospitare la mostra di Monica Marioni. L’esposizione, curata da Maria Rosa Sossai, segue un progetto che assimila i visitatori a ospiti internazionali di passaggio. Marioni, artista viaggiatrice dall’interiorizzato spirito nomade, trova che la planimetria dell’appartamento assecondi la possibilità di riflettere e di lasciare, nella teoria delle sale comunicanti tra loro e aperte, una testimonianza dell’evolvere nel tempo del suo percorso esistenziale e creativo, in un luogo inteso da esempio perfetto dell’abitare.

La luce studiata per l’esposizione appare complice nell’estendere il transito da una penombra alla luminosità del salone centrale, il fulcro, l’agorà di un colto vivere. In rapporto con l’elemento della luce proveniente dalle grandi finestre a nastro Marioni presenta nella sala un parallelepipedo al quale si oppone nella leggerezza suggerita di un volo al neon “Ali”, in un’atmosfera scandita dalla sonorità del tocco di una goccia d’acqua. Il tema della paura in Marioni muta in stile ed ha il suo momento visivo nelle foto, video, installazioni, opere sonore e performance. Una testa di porco ne sostiene il pensiero, condensa le paure primigenie e quelle del vissuto, i segni delle violenze esistenziali e la paura della perdita dell’identità, il concentrarsi su se stessi e l’inquieta sensazione della solitudine. Paura è nell’immagine di una polaroid della schiena nuda, già incipit della mostra, la paura della fame nel video delle bocche: un filmato trasmette il momento del dialogo condotto con la curatrice.

E il modo del raccontare, di rivelare e di liberare nel perdersi e nel non perdersi del corpo e della mente muta per una nuova performance inserita ogni sabato nel calendario espositivo. Rivela Marioni “solo qui ho trovato le luci giuste, il senso dell’ordine progettuale che mi fanno sentire a mio agio per creare. “ Altri spazi seguiranno e saranno nuove sedi espositive per proseguire lo sviluppo di una creatività, che ha trovato nella raffinata architettura di Carlo Scarpa il luogo elettivo.

Mostra a cura di Maria Rosa Sossai.

Monica Marioni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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