NR. 11 anno XXIV DEL 23 MARZO 2019
la domenica di vicenza
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Nereo Maggiani

Racconti e romanzi

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Nereo Maggiani

Un autore prolifico che solo da poco ha deciso di lanciarsi nel mercato editoriale. È il vicentino Nereo Maggiani, già autore di alcuni romanzi e di una raccolta di racconti, che dopo aver vissuto a lungo in città ha scelto di trasferirsi in provincia. Maggiani è autore eclettico e originale, racconta storie verosimili anche se a volte proiettate in un futuro possibile oppure in un ambiente iperrealistico con precisa descrizione dei caratteri psicologici dei protagonisti e delle differenze di genere tra uomo e donna. Maggiani sarà ospite domenica 17 marzo alle 17.30 della galleria d'arte Qu Bi in corso Fogazzaro 21 a Vicenza, dove presenterà in una agile carrellata i suoi libri, in particolar modo il recente romanzo La rovinosa caduta del barattolo dello zucchero e la raccolta di racconti Gunandrietà.

Nereo Maggiani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nel suo primo romanzo, Lo Sciopero di Zed, in bilico fra sogno e realtà, Maggiani descrive una storia fuori dal tempo, in un clima di perenne ricerca interiore. Le vicende dei vari personaggi nascono in un presente probabile, per protrarsi in un utopico futuro nell’enorme città di Irene, dove il progredire della tecnica ha portato l’uomo a un nuovo umanesimo. La storia affonda le proprie radici anche nella Grecia di Omero per un finale è aperto. Nel romanzo un luogo importante è un misterioso casolare abbandonato nel mezzo della campagna, attraverso il quale è possibile passare in altre dimensioni spazio temporali. Il riferimento mentale per descrivere i luoghi è un complesso settecentesco, dipendenza di Villa Capra di Sarcedo.

Gli Occhi è invece un romanzo ambientato in una società del futuro. Per eliminare la violenza che ha raggiunto livelli inaccettabili, la società si è data un’organizzazione basata sul controllo ossessivo delle persone per mezzo di sofisticati strumenti tecnologici. Gli Occhi sono telecamere poste in ogni luogo della città, i Segnalatori strumenti che avvertono l’insorgere di eventuali violenze anche potenziali. Le Vedette sono organi di vigilanza, pronte all’intervento immediato a qualsiasi accenno, anche velato, di disordine sociale. In questa società, il controllo sulla persona è giunto a un tale livello di perfezione che il crimine è scomparso e le carceri sono vuote. Nasce di conseguenza un problema morale: le persone hanno ormai perso la cognizione del bene e del male e si comportano in un certo modo solo per compiacere gli organi di controllo; ciò crea alla fine un comprensibile disagio interiore. Ne prendono coscienza quattro giovani, due uomini e due donne, che fuggono dalla città per tentare di capire quale sia il loro livello di consapevolezza.

Hakuna Jina è il suo terzo romanzo. Ambientato in un villaggio della Tanzania e a Copenaghen, vede il proprio epilogo nella città di Venezia. I due personaggi principali sono Hakuna Jina (che in lingua swahili vuol dire senza nome) tanzaniano e Soraya, iraniana. Per vicende particolari sono entrambi alla ricerca della propria identità: il primo per una specie di missione impossibile assegnatagli dalla madre fin dalla nascita, la seconda per aver improvvisamente perso la memoria. I due si incontreranno casualmente a Copenaghen, ma la conclusione della vicenda avverrà a Venezia sotto l’attento sguardo dei quattro tetrarchi, posti alla destra della Basilica di San Marco. Nel romanzo in alcuni dialoghi sono presenti la lingua Swahili, l’inglese, il danese e il dialetto veneziano.

I Padri di Greta tratta il tema della genitorialità. Zenone all’età di 65 anni decide di farsi vivo con la figlia trentottenne, dopo averla lasciata in tenera età. Questo evento dà origine a una serie di conseguenze, sia per la figlia, di nome Greta, ma anche per gli altri personaggi, ciascuno dei quali è portatore di una propria storia, che ha una stretta relazione con l’essere padre, madre o figlio. Cosa sia la genitorialità e che voglia dire essere figlio o fratello è una domanda che emerge spesso e a cui i personaggi spesso non sanno rispondere, se non parzialmente, in un crescendo di attese e di svelamenti che porta il lettore a un finale imprevisto. La storia è ambientata a Vicenza, in Toscana, nel grossetano e a Palermo.

Nereo Maggiani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Gunandrietà è invece una raccolta di racconti in cui il tema è il rapporto uomo donna nelle varie sfaccettature. L’ultimo brano è una pièce teatrale intitolata con un neologismo ideato dall'autore con l’intenzione di creare un sinonimo alla parola umanità, accusata dai protagonisti della pièce, di eccessiva partigianeria. Infatti, la radice della parola umanità fa riferimento esclusivo alla parte maschile dell’essere che chiamiamo uomo, dando solo per implicita l’esistenza della donna. Gunandrietà, invece, dovrebbe essere una parola politicamente corretta, in quanto, derivando dal greco antico, è composta dalla radice guné che significa donna e dalla radice anér che significa uomo. La maggioranza dei racconti è di fantasia, salvo alcuni che fanno riferimento a episodi di vita veramente vissuta.

La rovinosa caduta del barattolo dello zucchero è il più recente romanzo di Maggiani dato alle stampe. Un romanzo allegorico brillante, che descrive alcuni aspetti della società moderna. Il racconto ruota attorno al tema del libero arbitrio, che è trattato con leggerezza e ironia, come sono trattati anche altri temi, rapporto uomo donna, il consumismo e l’immigrazione. Il barattolo dello zucchero, che in genere i maschi italiani lascerebbero distrattamente cadere a terra con spargimento sul pavimento di un’infinità di granelli, è causa di insanabili litigi nelle famiglie e anche di dolorosi divorzi. Il romanzo tuttavia offre una soluzione ingegnosa e di buon senso a questo grave problema sociale. Il barattolo quindi esercita nella storia la funzione di feticcio, cui i vari personaggi fanno riferimento, come misura della loro nevrosi.

In occasione della presentazione, abbiamo incontrato l'autore.

Nereo Maggiani (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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