NR. 13 anno XXIV DEL 6 APRILE 2019
la domenica di vicenza
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Terme di Recoaro, rilancio possibile

La Regione promette il suo aiuto, il sindaco Branco è fiducioso. Ma l'Ascom è preoccupata per la stagione estiva

di L.P.

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Terme di Recoaro, rilancio possibile

Terme di Recoaro, rilancio possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Per le Terme di Recoaro è tempo, ancora una volta, di rilancio. Nonostante i tentativi effettuati in questi Anni Duemila, in particolare in quest'ultimo decennio, la grande struttura, che negli Anni Cinquanta e Sessanta rappresentava uno dei top a livello nazionale per le cure termali, continua a faticare nell’operazione decollo: cittadini e amministratori locali guardano al futuro con un certo ottimismo, più preoccupati sono gli operatori turistici e del commercio. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema sentendo i protagonisti che potrebbero garantire davvero il via del tanto atteso "anno zero".

 

Gianluca Forcolin, vicepresidente della Giunta Regionale: «Le terme sono un bene del territorio, che va valorizzato con la collaborazione di chi ci vive»

Dopo settimane di polemiche e accuse arrivate da varie direzioni, una possibile "svolta" è stato considerato l'incontro ufficiale avvenuto lo scorso 19 marzo quando Gianluca Forcolin,  vicepresidente della Giunta Regionale, oltre che assessore regionale al patrimonio, ha incontrato in Municipio a Recoaro il sindaco Davide Branco e la giunta comunale per un esame congiunto delle criticità e delle condizioni, a breve e lungo termine, che potranno consentire la riapertura e il rilancio del complesso termale.

Terme di Recoaro, rilancio possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nell’occasione sono state condivise le linee indirizzo e le più urgenti iniziative, da realizzare di comune intesa, finalizzate a favorire ulteriori significativi investimenti di valorizzazione del patrimonio, accompagnati da una concreta azione di promozione turistica del territorio e di accreditamento delle prestazioni convenzionate con il sistema sanitario. A margine dell’incontro, è stata convocata la Società Terme di Recoaro Spa - formata da 174 tra associazioni, enti, imprenditori e cittadini recoaresi - già concessionaria del compendio nell’ultimo triennio, alla quale è stata prospettata la possibilità di dare attuazione a questa fase, necessariamente transitoria, del processo di rilancio. Gli amministratori della società si sono riservati di effettuare le opportune verifiche economico-finanziarie e di sottoporre la proposta della Regione e del Comune alla prossima assemblea dei soci, programmata per i primi giorni di aprile, in modo da poter garantire la regolare apertura della imminente stagione turistica.

«La nostra intenzione - ha spiegato Forcolin - è quella di procedere all'annunciata elaborazione di un progetto strategico di lungo periodo, in vista di una concessione dello stabilimento, anche cinquantennale, e della correlata attività di somministrazione della risorsa idromineraria. Tuttavia sono convinto che lo stabilimento termale possa essere valorizzato solo con la consapevolezza che non è esclusivamente un bene di proprietà regionale, ma appartiene anche e soprattutto al territorio, a chi lo abita, a chi vi opera ed esercita con passione e amore la propria attività economica».

«Da quando – puntualizza il vicepresidente della Giunta Regionale – ho assunto la responsabilità di assessore al patrimonio, dopo aver preso atto delle criticità che accompagnavano da tempo il sistema termale di Recoaro, che peraltro non rappresenta un caso isolato nel panorama nazionale, ho avviato un concreto programma di recupero delle strutture per oltre mezzo milione di euro e ho esplorato, d’intesa con l’amministrazione comunale, tutte le possibili forme di gestione, economicamente sostenibili, anche di lungo periodo, cercando di raccogliere proposte concrete, serie, da parte di soggetti qualificati. Non a caso proprio la recente determinazione di limitare, in via sperimentale, a 18 mesi la cessione in affitto della porzione più significativa del compendio, con assunzione da parte della Regione di tutte le spese di investimento, è stata adottata dalla Giunta regionale con l’intento di lasciare aperta la possibilità di elaborare un piano economico, anche su base ultra trentennale, su cui verificare l’interesse del mercato».

 

Davide Branco, sindaco di Recoaro: «L'amministrazione è pronta a fare la sua parte, anche attraverso il rilancio complessivo dell'intero territorio»

Pienamente d'accordo e fiducioso sulla possibilità del rilancio delle terme è Davide Branco, sindaco di Recoaro, che ribadisce l'impegno e gli sforzi della sua Giunta per garantire un rilancio definitivo alla struttura termale, dopo che nei mesi scorsi il bando per la gestione delle terme era andato deserto.

Terme di Recoaro, rilancio possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Il Comune è ben consapevole - le parole del primo cittadino recoarese - dell'attuale situazione ed è pronto a fare la sua parte per superare la fase di stallo. Da parte nostra non ci siamo mai tirati indietro, anzi stiamo facendo l'impossibile, come dimostrano gli innumerevoli viaggi fatti a Venezia, nella sede della Regione, dal nostro assessore al turismo Stefano Corrà. Per quanto mi riguarda sto cercando di lavorare per aumentare il fatturato delle terme e la strada da seguire è quella di convenzionare la cura della psoriasi, che grazie alla qualità specifica delle nostre acque deve diventare una specializzazione medica, non solo in ambito provinciale ma a livello nazionale: ecco perchè serve un intervento della sanità veneta per far conoscere a sanitari e professionisti questa eccellenza anche al di fuori della nostra regione».

«Il Comune - aggiunge il sindaco Branco - intende essere in prima linea nella gestione del compendio, avendo un ruolo primario nell'interesse del paese. Per questo abbiamo dato la disponibilità a gestire una parte dei beni delle fonti centrali, ad esempio gli ex bunker delle forze tedesche, che si trovano all'interno del compendio e che rappresentano già ora una forte attrattiva turistica, visitato da migliaia di persone ogni anno. Nell'ambito dei suoi compiti il Comune tenterà di coinvolgere tutto il paese nel rilancio e poi nella gestione delle terme, perché questo binomio fa parte della nostra storia e di quella del turismo nazionale. Io sono fiducioso: dalla Regione abbiamo avuto segnali di forte disponibilità, sicuramente l'arrivo nel nostro Municipio del vicepresidente della Giunta regionale conferma l'intenzione di esserci vicini in un'operazione che non si preannuncia facile dal punto di vista economico ma sicuramente possibile: fondamentale in tal senso è il progetto complessivo, comprensivo, tra le altre cose, della sanificazione delle vasche e della manutenzione del parco».

«In questa fase - conclude il primo cittadino di Recoaro - deve essere chiaro che il rilancio deve rappresentare un obiettivo comune, essendo le fonti un patrimonio di tutti, non solo dei cittadini recoaresi, ma anche dei vicentini e dei veneti. È altrettanto vero che questa operazione dovrà avvenire attraverso il rilancio complessivo dell'intero territorio, inteso non solo per quanto riguarda le strutture termali, ma anche per quanto Recoaro e le sue aree circostanti, sono in grado di offrire in termini di sentieri, piste da percorrere in bicicletta o destinati alle passeggiate a cavallo ma anche al cosiddetto turismo sportivo, alla malghe e alle bellezze paesaggistiche».

 

L'allarme degli operatori del commercio e del turismo di Ascom: «Serve programmazione per l'avvio della stagione estiva, le potenzialità ci sono»

Terme di Recoaro, rilancio possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ancora prima dell'incontro a Recoaro con i vertici della Regione sull'argomento erano intervenuti  gli operatori del commercio e del turismo, che hanno chiesto, in una lettera spedita dalla locale delegazione Confcommercio al Comune, l'apertura di un tavolo di concertazione con le categorie economiche e la Pro Loco per coordinare e promuovere le varie iniziative in vista della prossima stagione estiva. La richiesta, avanzata dalla Confcommercio di Recoaro Terme e inviata al sindaco Davide Branco e agli assessori Stefano Corrà, Severino Cailotto e Stefania Pastore, punta ad avviare un tavolo tecnico, assieme a tutti i portatori di interesse, in grado «di presentare ai cittadini, ai turisti ed alle aziende un’immagine omogenea, qualificata e piacevole di Recoaro, avviando una costruttiva collaborazione tra tutti i soggetti parte attiva del territorio».

«Già lo scorso anno - la preoccupazione di Maurizio Facchin, presidente della locale delegazione di Confcommercio - si è partiti in ritardo e questo ha creato non poche difficoltà. Ora ci ritroviamo nella stessa situazione, con i clienti che si chiedono se ad inizio estate, come da tradizione, le Terme riaprono: noi non solo non ne abbiamo idea, ma nemmeno sappiamo, a questo punto, se la riapertura ci sarà davvero visto che il bando è andato deserto. Mi sono confrontato con tanti colleghi negozianti e albergatori e devo dire che questa situazione di stallo solleva forti timori sul futuro».

Terme di Recoaro, rilancio possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Nel frattempo - il grido d'allarme di Facchin - si sommano incertezze a incertezze, vista la situazione di stallo sulla gestione del compendio termale. Sono fiducioso che con gli imprenditori riuniti nella Terme di Recoaro Spa, a cui va il merito di essersi sempre impegnati in prima persona sulla questione con non pochi sforzi, si possa trovare anche quest’anno un accordo che faccia ripartire la struttura. Ma servirebbe anche un segnale di maggior attenzione da parte dell’amministrazione verso gli operatori economici del paese, aprendo un dialogo che permetta di fare un minimo di programmazione per la stagione estiva, dando qualche certezze in più a chi di turismo vive e ai tanti visitatori affezionati a Recoaro Terme».

Su un aspetto il presidente Facchin condivide la posizione del sindaco Branco. «Allargando lo sguardo alle altre potenzialità turistiche di Recoaro - conclude - le azioni da mettere in campo, terme a parte, non mancano. Attorno a noi abbiamo il patrimonio naturalistico delle Piccole Dolomiti che già da solo rappresenta un elemento di attrazione. L’anno prossimo, poi, dovrebbe essere completata la pista ciclabile che collega Recoaro a Valdagno nella direttrice Agno-Chiampo-Guà. Dobbiamo riuscire a sfruttare questa opportunità, anche in sinergia con la seggiovia di Monte Falcone, per promuovere un circuito che attragga gli appassionati delle due ruote, un segmento turistico in crescita. Ma anche qui si deve fare programmazione».

 

nr. 12 anno XXIV del 30 marzo 2019

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