NR. 13 anno XXIV DEL 6 APRILE 2019
la domenica di vicenza
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Due giorni fra piante e fiori
nel cuore dei Giardini Parolini

di Gianni Celi

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Due giorni fra piante e fiori<br>
nel cuore dei G

C’è un giardino in città, subito fuori le vecchie mura medievali, frutto della passione e del lavoro certosino di un eminente figlio di questa terra, il nobile Alberto Parolini. Fu lui a dare lustro a questo pezzo di terra trasformandola in un giardino botanico di tutto rispetto, tanto importante da varcare gli stretti confini bassanesi, richiamando cultori della botanica da tutta Europa. Uno fra questi fu l’imperatore dei romani ed imperatore d’Austria, Francesco I, che il nove maggio del 1825 visitò quegli splendidi giardini ricchi , allora, di ben novemila specie di piante e di fiori Ecco cosa scriveva di questo gioiello lo scrittore Ottone Brentari, autore della “Storia di Bassano e del suo territorio”, nella “Guida storico alpina di Bassano e Sette Comuni”: “Aggirandosi nel giardino Parolini e nelle sue serre sorprendenti, pare al naturalista di trovarsi ora nelle calde regioni dell’India o del Messico, ora sulle falde delle Ande, ora nelle gelate contrade del Nord” ed aggiungeva altri particolari legati alla presenza di felci esotiche, di piante grasse di ogni specie e di una innumerevole sorta di piante di ornamento quali le camelie, i rododendri, le azalee e molte altre ancora. Eravamo, allora, nel 1885. Ebbene, quel giardino, con il passare dei decenni, non trovò degli eredi capaci di tener viva la valenza di questo impianto o, addirittura, di renderlo ancor più appetibile ai visitatori. Nel 1929, per volere del lascito di Alberto Agostinelli Parolini, nipote del naturalista, il giardino fu ceduto al Comune di Bassano.
Due giorni fra piante e fiori<br>nel cuore dei G (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nel 1953, poi, prese corpo la proposta di costruire una strada (l’attuale Viale Parolini) che permettesse al traffico automobilistico crescente, di evitare il budello di discesa Brocchi. E se ne andarono così circa quattromila metri quadri di terra da sacrificare all’asfalto.
Vari sono stati gli interventi delle Amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida della città nel corso del tempo, per cercare di valorizzare questo importante giardino, ma non è mai stata presa in considerazione la necessità di segnare una linea di continuità agli interventi che, di volta in volta, venivano effettuati. Mancando questo trait d’union fra un’Amministrazione e quella successiva, accadeva che, taluni importanti lavori di ripristino e di salvaguardia messi a punto, diventassero inutili se non addirittura dannosi per le casse del Comune, senza una prosecuzione costante. A presentare un progetto di grande valore e di portarlo a compimento, di recente, è stato il dott. Giuseppe Busnardo, illustre botanico, autore di molte pubblicazioni riguardanti la flora del territorio. “La frase chiave cui mi ispiro il recupero di questo meraviglioso giardino – ci racconta - è ciò che riporta Ottone Brentari: “ egli (il Parolini) volle fare non un luogo di lusso e adornamento, ma un luogo che servisse allo stesso tempo al piacere ed alla scienza””.
Nel 2011, sotto la supervisione di Busnardo, il Rotary Club Bassano Castelli organizza la prima edizione “Di rara pianta”. Motivo del recupero, come sottolinea il grande botanico bassanese era quello “di restituire il giardino a Bassano e di farlo rivivere come riserva d’eccellenza in campo educativo, culturale e turistico e per il tempo libero intelligente”. Ebbene, sabato 6 e domenica 7 Aprile si terrà la nona edizione di questa iniziativa che è diventata una importante rassegna di riferimento del Veneto per la qualità degli espositori di piante e di fiori di ogni tipo, espositori attentamente selezionati. La valenza di questa manifestazione è dimostrata dal numero crescente di visitatori, che hanno raggiunto la somma di quindicimila lo scorso anno. Qui si parla di giardinaggio, di collezionismo del verde e di educazione alla natura. Va detto poi, così come è avvenuto per le precedenti edizioni che “Di rara pianta” vanta il patrocinio dell’Orto botanico di Padova, patrimonio mondiale dell’Unesco.
Due giorni fra piante e fiori<br>nel cuore dei G (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Il tema dell’edizione 2019 – ci spiega Busnardo – è “le buone erbe” e a tal proposito ci saranno, accanto all’importante rassegna di aziende vivaistiche e di collezionisti, nuovi espositori di erbe; un secondo punto ristoro dedicato alla cucina naturale; incontri e passeggiate sulla flora simbolico-biblica e letture tema, ma molto altro”.
Una visita particolare, all’interno dei giardini, merita l’orto botanico curato dalle pazienti dell’Associazione Oncologica San Bassiano Onlus, ricco di piante officinali di vario genere, con uno spazio particolare riservato a quelle che si incontrano nella Bibbia. Per alleviare la malattia del tumore, dedicare parte del proprio tempo a contatto con la natura facendo crescere piante preziose altro non è che “ortoterapia”.
“Anche in questa edizione – aggiunge il dotto. Busnardo - “Di rara pianta” si apre alla città. Si può visitare nella chiesetta dell’Istituto Pirani, in via Museo, la raffinata mostra di ricami su tema floreale, a cura di un gruppo di scuole trivenete di ricamo, ma anche i percorsi tematico-floreali al museo civico, sia nelle opere della collezione permanente, che nell’esposizione temporanea dell’artista trevigiana Olimpia Biasi. Nel centro della città poi saranno allestiti giardini temporanei nelle piazze accanto a balconi fioriti e a vetrine a tema, mentre alcuni giardini di storici palazzi del centro, grazie all’impegno della Pro Bassano e della Confcommercio, saranno straordinariamente aperti.”
La manifestazione, ad ingresso libero, ideata e curata dal botanico Busnardo, è promossa dal Rotary Club Bassano Castelli con il patrocinio del Distretto Rotary 2060 e dell’Amministrazione comunale, in collaborazione con Sis Spa e Confcommercio.

 

nr. 12 anno XXIV del 30 marzo 2019

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