NR. 15 anno XXIV DEL 20 APRILE 2019
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Il Pd verso le europee, intreccio vicentino

Botta e risposta tra candidati: rimangono in corsa Variati (tornato sui suoi passi) e la Moretti, rinuncia Fracasso

di L.P.

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Il Pd verso le europee, intreccio vicentino

Anche il Partito Democratico, così come le altre coalizioni, "corre" verso le elezioni europee 2019, le cui urne saranno aperte domenica 26 maggio 2019, dalle ore 7 alle 23. Nel raggruppamento del Nord-Est, capitanato da Carlo Calenda, già ministro dello sviluppo economico nel governo Gentiloni, che nelle ultime settimane ha spostato la propria residenza a Padova («È la città più centrale del Veneto», ha detto sabato 6 nella presentazione a Vicenza), si è assistito a diversi colpi di scena con protagonisti tre candidati vicentini, anche se poi il contingente in corsa si è ridotto a due. Protagonisti di queste "schermaglie" l'ex sindaco del capoluogo berico Achille Variati che prima ha annunciato la sua rinuncia per poi tornare sui suoi passi, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Fracasso che ha annunciato la sua uscita di scena dopo essersi candidato, mentre Alessandra Moretti, l'unica dei tre ad avere già avuto un'esperienza nel consiglio europeo, ha sempre confermato l'intenzione di candidarsi. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha approfondito il tema, riportando la posizione dei protagonisti.



Achille Variati, ex sindaco di Vicenza ed ex presidente delle Province Italiane: «So cosa mi attende: sarà la sfida più difficile della mia vita»

Tutto in pochi giorni. Prima la disponibilità a candidarsi, poi la rinuncia e infine la decisione di mettersi in corsa per le elezioni europee. Ecco come Achille Variati, 66 anni, che vanta una lunga esperienza amministrativa e politica alle spalle tra Consiglio Regionale, sindaco di Vicenza (per tre mandati complessivi, dal 1990 al 1995 e poi dal 2008 al 2018), presidente della Provincia di Vicenza e presidenza, con relativo rilancio, dell'Unione delle Province d'Italia, ha motivato la sua decisione definitiva a candidarsi.

Il Pd verso le europee, intreccio vicentino (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Ho ascoltato l’invito del segretario nazionale Nicola Zingaretti - le sue parole - così come quelli di altre autorevoli personalità del mio partito, tra cui Carlo Calenda e Matteo Ricci (attuale sindaco di Pesaro dal 2014, già presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, ndr.) e i tanti appelli giunti dal territorio veneto e vicentino. E ho deciso di accettare la proposta di candidatura per le prossime elezioni europee. Sarà, lo so bene, una sfida molto difficile, forse la più difficile della mia vita: ma la affronto non da solo e per difendere un’idea di Europa, di Veneto, e anche di politica. Una politica basata su impegno, serietà e responsabilità, lontana anni luce da quella litigiosa e vanitosa dei soli salotti televisivi».

Lo stesso Variati è consapevole delle difficoltà di poter essere eletto in Consiglio europeo. «Sono molto consapevole - afferma - della complessità di questa partita. In lista ci sono big come Calenda, la vicepresidente dell’Emilia Romagna Gualmini, parlamentari uscenti di valore. E, anche in Veneto, figure con una notorietà molto superiore alla mia. Di corse ne ho fatte tante, vincendole sempre, e questa è forse la più difficile. Se mi rimetto in gioco è per difendere alcune cose in cui credo, e che vedo minacciate anche in queste elezioni così importanti per il nostro futuro. L’idea di Europa come casa dei popoli, non più debole come la vogliono le destre che alimentano divisioni e diffidenze ma più forte, capace di affrontare sfide epocali come quella ambientale e la lotta a povertà e diseguaglianze».

«Sono sicuro che sia necessario avere l’idea di Nordest e di Veneto come territorio leader - conclude l'ex sindaco di Vicenza - che merita rappresentanti credibili e a tempo pieno, che a Bruxelles lavorino per il nostro bene e non per la propria carriera. E l’idea di una politica vera, fatta di serietà, responsabilità, impegno e risultati, non la politica spettacolo che si esprime dalla mattina alla sera nei litigiosi salotti televisivi. A qualcuno sembrerà un’idea romantica, per me rimane l’unico modo in cui ha senso intendere la politica: come impegno per migliorare la realtà, non per coltivare le proprie ambizioni».



Stefano Fracasso, capogruppo Pd in Consiglio regionale, ritira la candidatura alle europee: «Motivazioni personali, la politica non c'entra»

La sera precedente all'annuncio ufficiale del "ritorno in pista" di Achille Variati, ufficializzato dallo stesso ex-sindaco di Vicenza sabato 6 aprile, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Stefano Fracasso, 54 anni, nativo e residente ad Arzignano (dove è stato sindaco dal 2004 al 2009), ha annunciato il ritiro della disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni europee. «Questa mattina (venerdì 5 aprile, ndr.) - le sue parole affidate ad un comunicato stampa - ho informato il segretario regionale del Pd del ritiro della mia disponibilità alla candidatura alle elezioni europee. Achille Variati vuole ripensarci? Credo lo dovrebbe fare».

Il Pd verso le europee, intreccio vicentino (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lo stesso Fracasso ha poi fornito le motivazioni di tale decisione, che conferma anche a distanza di qualche giorno. «Si tratta - precisa - di una valutazione del tutto personale ed estranea al dibattito dei giorni scorsi sulle candidature. Continuerò a lavorare in Consiglio regionale in un momento in cui molte questioni sono sul tappeto e richiedono grande impegno e dedizione: dai problemi della sanità a quelli dell'autonomia, che rappresentano questioni decisive per costruire una proposta politica credibile in vista della scadenza del 2020. Sono abituato a unire, non a dividere, e quindi ho rinunciato anche augurandomi che questo permetta di trovare una sintesi unitaria, nel Veneto quanto a Roma, in modo che a Bruxelles ci sia almeno una voce della nostra regione».

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha poi lanciato un "caloroso invito" ai vertici del partito. «Mi aspetto anche che il segretario nazionale dia dignità ai candidati veneti in lista. Il Veneto e l'Italia hanno grande bisogno di Europa per uscire dall'isolamento in cui le forze di governo ci stanno mettendo. Ringrazio il partito per aver condiviso l'indicazione del mio nome e non mancherà il mio sostegno a coloro che saranno candidati, già da questi giorni al capolista Carlo Calenda».



Alessandra Moretti, consigliere regionale del Veneto per il Pd: «Sfida difficile, ma entusiasmante per rilanciare i valori dell’Europa»

Concentrata e già al lavoro da settimane sulle elezioni europee è Alessandra Moretti, 45 anni, residente in città, già vicesindaco di Vicenza ed attuale consigliere regionale del Veneto per il Partito Democratico che sulla corsa in vista del voto del 26 maggio ha un'idea precisa. «Si tratta - il suo pensiero - di una sfida difficile ma entusiasmante per rilanciare i valori di un’Europa che torni ad essere il punto di riferimento dei cittadini, contro la destra peggiore di sempre che vuole isolare il nostro Paese rispetto agli altri partner europei».

Il Pd verso le europee, intreccio vicentino (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Posizione dura, quella della Moretti, contro l'attuale Governo, guidato da Lega e Cinque Stelle. «Presto i cittadini si accorgeranno di avere meno soldi in tasca grazie alle scelte di Salvini e Di Maio. Dal 1 aprile è scattato il contributo di solidarietà per tutti i pensionati sopra i 1.500 euro lordi. Questo Governo saccheggia le pensioni per pagare quota 100 e recuperare così 3,6 miliardi di euro da 5,6 milioni di italiani in tre anni. La luna di miele di Salvini credo finirà presto e forse il vice premier la smetterà di fare solo propaganda e inizierà a prendere davvero in mano le sorti di questo Paese. La Lega di Matteo Salvini tradisce il Nord: nessun taglio delle tasse come promesso ma anzi la pressione fiscale aumenterà di circa 6 miliardi per la piccola e media impresa. In compenso cresce la burocrazia e il decreto dignità blocca assunzioni e rinnovi contrattuali, mentre non c’è nessun investimento in innovazione tecnologica e sviluppo».

Tornando a parlare del futuro dell'Europa ecco l'auspicio della candidata vicentina: «Penso che ci sia ancora tanta strada da fare per raggiungere l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa, un sogno ancora non realizzato e forse l’unico capace di scaldare i cuori facendoci sentire parte di un’unica famiglia. Fiscalità, difesa, ambiente, salario unico europeo, sono tanti i temi sui quali impegnarci. Apriamo il confronto ma difendiamo i valori per i quali è nata l’Unione Europea che ha garantito per oltre 60 anni la pace e lo sviluppo economico e sociale dei popoli».

«La prossima commissione e il prossimo Parlamento Europeo - conclude Alessandra Moretti - avranno grandi sfide da affrontare. Le più importanti sono la politica dell’accoglienza che certamente non potrà più gravare solo sulle spalle dell’Italia, il problema delle tasse e dell’uniformità fiscale, quello del lavoro e dei giovani e infine la politica ambientale che non può più essere rinviata dato che surriscaldamento, rifiuti e siccità sono ormai la vera emergenza per il pianeta».

 

nr. 14 anno XXIV del 13 aprile 2019

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