NR. 46 anno XX DEL 19 DICEMBRE 2015
la domenica di vicenza
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Il Veneto chiama, il mondo risponde

Intervista a Fabio Sandonà, presidente dei Giovani Veneti del Mondo, emigrato nel 2000 in Australia. «Punto a due progetti: aiutare i giovani a fare uno stage lavorativo all’estero e creare un portale rivolto ai veneti»

di Pietro Omerini Zanella
pedro-zanna@hotmail.it

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Il Veneto chiama, il mondo risponde

Siamo un popolo di ladri, santi e navigatori, o almeno così dicono. Per le prime due categorie parla la storia (ma forse è meglio tralasciare ogni bilancio), mentre la figura dell'italiano migrante è qualcosa che ci appartiene più visceralmente e da vicino. Da Cristoforo Colombo in poi siamo Il Veneto chiama, il mondo risponde (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)sempre stati un popolo in viaggio. Nella memoria collettiva, infatti, si sprecano le cartoline ingiallite di nostri concittadini nonni, trisavoli, zii, parenti e conoscenti vari seduti su valige di cartone. Sarebbe un errore però credere che tutto questo appartenga al passato. Dagli studenti in Erasmus, ai cervelli in fuga, a chi ancora cerca lavoro oltre confine, sono milioni gli Italiani all'estero che mantengono un rapporto privilegiato con la madre patria. Lungo il villaggio globale capita spesso, talvolta anche involontariamente, di imbattersi in “compaesani” che dallo Stivale, e se non loro i loro padri, se ne sono andati cercando fortuna altrove.

Senza dubbio, di pizzerie “Bella Napoli”, se ne trovano migliaia sparse per il globo. McDonald’s ha solo copiato l'idea.

Il problema in questi casi è quello di mantenere i contatti, le tradizioni, senza finire immobilizzati – anche culturalmente – in inusuali macchiette.

A questo servono, o dovrebbero servire, associazioni come Veneti nel Mondo, che con l'appoggio della Farnesina e della Regione promuovono la cultura veneta fuori dall’Italia creando una rete di scambio, di esperienze, economie, culture, incontri, capace di cementificare un ponte sospeso sopra i continenti.

La settimana scorsa, a Johannesburg, si è tenuto l'incontro internazionale di quest'anno dell'associazione.

Tra le novità provenienti dall'Africa la nomina di Fabio Sandonà [a sin.], trentaquattrenne residente a Melbourne (Australia), eletto presidente dell'associazione giovani Veneti del mondo, che dopo le fatiche del congresso (una tre giorni intensa, Il Veneto chiama, il mondo risponde (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)dove sono stati rinnovati alcuni quadri dell'associazione e proposti nuovi progetti) ha trascorso alcuni giorni a Vicenza.

Quando è nato e quali sono gli scopi dell'associazione che lei rappresenta?

«Il Comitato dei Giovani Veneti all'estero è nato sotto la spinta dei giovani rappresentanti facenti capo alle Federazioni dell’Argentina, del Brasile, dell'Uruguay e del Venezuela durante la Consulta regionale che si è tenuta a Bento Goncalves (Brasile) nel mese di Novembre 2005, ed è poi stato ufficializzato dalla Regione Veneto nel mese di Settembre 2006 a Rovigo. Questo Comitato ha l'obiettivo di promuovere l'integrazione dei Giovani Veneti all'estero che costituiscono un valore aggiunto in ogni paese di emigrazione veneta. Il Comitato cerca di sviluppare iniziative ricreative, culturali, di business e di formazione nei settori di maggiore interesse rivolte ai giovani, lavorando congiuntamente alle Istituzioni all'estero riconosciute dalla Regione Veneto.

Attualmente gli Stati membri sono: l'Argentina, il Brasile, l'Uruguay, il Venezuela, il Canada, l’Australia, la Svizzera ed il Sud Africa per un totale di 13 delegati, ad oggi uno per ogni Federazione riconosciuta dalla Regione. I meeting finora realizzati si sono tenuti a: Rovigo (2005), Belluno (2007), Montevideo (2008), Venezia (2009), Bruxelles (2010) e Johannesburg».

Concretamente di cosa si discute?

Il Veneto chiama, il mondo risponde (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Proviamo sempre a promuovere nuovi progetti che permettano di promuovere la cultura veneta nel mondo, ma che abbiano dei risvolti anche pratici, di natura economica oltre che di crescita dell'associazione».

Un congresso all'anno, con molti delegati, spesso in Paesi (vedi l'ultima “gita” in Sud Africa) spesati dalla Regione per andare all'estero: una macchina organizzativa di un certo rilievo, anche economico...

«È vero, le spese non sono esigue: anche per questo, da quando è arrivata la crisi, si pone di più l'accento su proposte concrete, più economiche di un tempo. All'inizio più che altro questi incontri erano una questione di condivisione della cultura veneta, un momento anche di promozione, ma ora c'è stato un cambio di marcia. Il numero dei meeting andrà via via diminuendo, si pensa ad uno ogni due anni, e poi si punterà più al business».

Può fare qualche esempio?

«Penso ai due progetti che stiamo portando avanti e che presenteremo, come giovani, al più presto. Il primo prevede di dare l'opportunità ad alcuni ragazzi di fare un periodo di lavoro in aziende all'estero, utilizzando le reti dei vari comitati. A chi partecipa sarà dato un aiuto economico per il viaggio. Inoltre l'idea è quella di garantire l'ospitalità in casa di membri, magari anziani, dell'associazione. Oltre a questo stiamo lavorando ad un portale internet che permetta di mettere subito in contatto i giovani della regione con le opportunità rivolte a loro che si trovano all'estero e che viceversa fornisca un profilo dei candidati alle aziende. Credo che entrambe le proposte possano ottenere un discreto successo, infatti siamo già al lavoro».

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