NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
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«La città dello sport trascinerà il turismo»

L'assessore Nicolai: «Il riconoscimento europeo per il 2017 garantirà l'organizzazione di anche a carattere internazionale con vantaggi nelle presenze in città»

di L.P.

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«La città dello sport trascinerà il turismo»

Il programma di “Vicenza - Città Europea dello Sport”, che ci accompagnerà per tutto l'anno, è già iniziato. Il "via ufficiale" è avvenuto in occasione della Festa dello Sport ospitato nel Salone d’onore di Palazzo Chiericati. Con la cerimonia di presentazione dell'attività 2017 si è dunque aperto il ricco programma di eventi che non è ancora definitivo, in quanto verrà ulteriormente integrato. A parlarne è Umberto Nicolai, assessore comunale alla formazione (che comprende anche la delega dello sport) ed ex presidente provinciale del Coni, carica che ha ricoperto sino al 2012. Ecco l'intervista rilasciata al portale www.ladomenicadivicenza.it.

 

Assessore Nicolai, una prima domanda. Vicenza saprà essere all'altezza di questo riconoscimento?

«Iniziamo nel dire che questo riconoscimento è più che mai meritato per la città di Vicenza. Non è auto-proclamazione, lo dicono i numeri».

Quali sono questi numeri?

«Oltre 20 mila i giovani under 20 e 7 mila over 60 che praticano attività fisica, a cui si aggiungono 3.900 vicentini impegnati nello sport come dirigenti, tecnici, arbitri e volontari. Ma c'è un altro record prestigioso, quasi imbattibile anche a livello nazionale: al Coni di Vicenza, che opera a livello provinciale, sono rappresentate ben 42 federazioni sportive nazionali, cioè tutte quelle esistenti (sono 44 in totale, ndr.) con la sola eccezione di canottaggio e hockey su prato. Mi piace ricordare che se il titolo di Città europea è stato assegnato a Vicenza, in realtà è stata nostra intenzione, sin da subito, coinvolgere tutta la provincia berica».

Come siete arrivati ad avere questo riconoscimento, battendo anche città italiane vicine a 1 milione di abitanti?

«Quello di presentare un dossier non solamente con grandi eventi, che comunque ci sono, ma anche con iniziative di massa, come il progetto scuole, i centri estivi, la ginnastica nei parchi e altro ancora. Certamente anche qui hanno pesato i numeri: penso ad esempio a poco meno di 132 mila persone coinvolte nelle iniziative, che si sono tenute non solo negli impianti sportivi, ma anche nel centro storico, parchi e aree attrezzate della città. Negli ultimi otto-nove anni l'amministrazione di Vicenza ha investito molto non solo a livello impiantistico, ma anche sull'attività motoria di base».

Il calendario di “Vicenza - Città Europea dello Sport” è in continuo aggiornamento, giusto?

«La città dello sport trascinerà il turismo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Verissimo. Diciamo che non esiste un limite massimo per definire il programma, che potrà essere integrato con il passare dei mesi, anche cogliendo al volo eventuali occasioni di manifestazioni a tutti i livelli. Comunque le grandi iniziative non mancano, visto che sono oltre una quindicina gli eventi a livello internazionale».

Qual è la strategia che state portando avanti a livello di organizzazione di eventi?

«Diciamo che ce ne sono diverse, senza tralasciare nulla. Oltre alle manifestazioni sportive, che registreranno notevole attenzione e speriamo anche tanti spettatori, stiamo ad esempio collaborando con il Coni provinciale e regionale, per l'organizzazione ad esempio di convegni rivolti alle società sportive e incentrati sugli aspetti fiscali, di gestione e organizzazione: in uno di questi, tanto per fare un esempio interverrà il dottor Tonino De Silvestri sugli aspetti legati alla legislazione. Con il Coni di Roma stiamo collaborando per due eventi in cui si parlerà di attività e promozione sportiva. In altre parole vogliamo sfruttare questa occasione, davvero unica, anche per crescere in cultura sportiva».

Ci saranno anche mostre e esposizioni?

«Sono previste nel calendario. La prima sarà probabilmente quella itinerante dedicata a Paolo Rossi, che proprio a Vicenza è diventato un campione. Ma c'è molto altro allo studio».

Qual è il valore aggiunto di questo riconoscimento europeo?

«Nel ricordare che il titolo non garantisce l'arrivo di soldi o finanziamenti diretti, diciamo che il vantaggio maggiore è rappresentato dal canale privilegiato

nell'organizzazione di certi eventi, anche a scapito di altre città italiane. L'esempio più lampante è la possibilità di ospitare la fase finale dei campionati europei 2019 di calcio under 21, in cui siamo in lizza con Trieste. Qui potrebbe essere decisivo anche l'appoggio del Vicenza Calcio, che si sta impegnando nella ristrutturazione dello stadio Menti, in primis con la costruzione a tempo di record della palazzina che ospita "Casa Vicenza". Anche il Comune sta investendo molto sullo stadio: abbiamo risolto il problema dell'area destinata ai disabili, verranno indietreggiate le panchine, inoltre abbiamo approvato il progetto dell'installazione di seggiolini anche nelle due curve: solo con tutti i posti a sedere potranno essere ospitati gli europei under 21. Il 1° settembre è prevista anche l'amichevole Italia-Russia tra nazionali di serie B».

Altri grandi eventi non calcistici?

«Tra quelli che non fanno già parte del programma tradizionale, di per sé già molto ampio, ci sarà l'organizzazione della finale nazionale del "Super Bowl" italiano di football americano, partite del campionato italiano di serie A1 baseball e softball, incontri di pugilato anche a carattere internazionale e finali nazionali di atletica leggera. Appuntamenti importanti di cui beneficerà tutto il territorio, anche sotto il profilo economico".

In che modo per essere più precisi?

«In primis grazie alle presenze turistiche, visto che molti di questi eventi si disputano in più giorni e quindi sono garantiti i pernottamenti per le relative notti. Grazie a questi eventi arriveranno in città le varie rappresentative, ma anche tifosi e appassionati, con vantaggi evidenti non solo per hotel e alberghi, ma anche per ristoranti, pizzerie, bar e locali in genere».

Voi avete lanciato un appello ai comitati provinciali delle federazioni e alle associazioni?

«Si, tanto è vero che quasi ogni giorno ci arrivano proposte e idee. Alla fine le vaglieremo tutte, l'obiettivo è poter garantire almeno uno, ma possibilmente di più, di ogni federazione, compresa anche quella del bridge. Lo stesso discorso vale anche per le scuole e gli istituti, a loro volta molto propositivo. Come detto il calendario verrà aggiornato continuamente, siamo sicuri che tra qualche mese sarà più ricco e variegato».

Ultima domanda: che eredità le piacerebbe lasciasse “Vicenza - Città Europea dello Sport”?

«Come detto, l'obiettivo principale è garantire una crescita sportiva a tutti i livelli. Da un punto di vista personale, con un pizzico d'orgoglio posso dire che il referato dello sport portato avanti in queste due mandati del sindaco Variati (a Vicenza si voterà per le amministrative nella primavera 2018, ndr.) ha sicuramente migliorato la situazione rispetto a prima. Nessuno può negare che in questo momento lo sport, assieme alla cultura, rappresenta il fiore all'occhiello di questa città, come peraltro evidenziato dalla classifica del "Sole 24 Ore" che ci indica tra le prime città italiane. Mi piacerebbe che in futuro lo sport, soprattutto quello praticato a tutti i livelli, rappresenti una priorità anche per il prossimo sindaco, mi auguro che il settore sport possa avere un assessorato».



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