NR. 40 anno XXII DELL'11 NOVEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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Unione tra comuni, Vicenza allunga il passo

Il 17 dicembre a al voto i cittadini di quattro paesi. E in Valbrenta si prepara una fusione a 5

di L.P.

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Unione tra comuni, Vicenza allunga il passo

ECCO LA SITUAZIONE NEL VICENTINO

  FUSIONE REALIZZATA 

Grancona e San Germano dei Berici

Nuovo nome: Val Liona

Primo sindaco eletto: Maurizio Fipponi

  REFERENDUM GIÀ FISSATO (domenica 17 dicembre 2017) 

Barbarano Vicentino e Mossano

Nuovo nome: Barbarano-Mossano

Arsiero e Tonezza del Cimone

Nuovo nome: Arsiero-Tonezza

  ITER GIÀ INIZIATO 

Mason e Molvena

Probabile nome: Colceresa

Campolongo sul Brenta, Cismon del Grappa, Pove, San Nazario e Valstagna (Valbrenta)

Probabile nome: Valle del Brenta

Carrè e Chiuppano (Alto Vicentino)

Probabile nome: Carrè-Chiuppano

  ALTRE FUSIONI ALLO STUDIO 

Gambugliano e Monteviale

(hinterland di Vicenza)

Conco e Lusiana

(Altopiano di Asiago)

Nel Vicentino la prima storica fusione tra i comuni è stata portata a termine all'inizio di quest'anno, tra due paesi dell'area dei colli Berici, Grancona e San Germano dei Berici, che ha portato alla creazione del nuovo comune denominato Val Liona, la cui nascita ufficiale (dopo un periodo di alcuni mesi con un commissario) è stata sancita con l'elezione del primo sindaco, Maurizio Fipponi, avvenuta il 12 giugno scorso in occasione delle amministrative 2017. Lasciato alle spalle il primo storico "matrimonio" l’unificazione dei comuni del Vicentino, con popolazione inferiore a 5 mila abitanti, sembra aver ingranato la marcia. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema facendo il punto della situazione tra prossimi referendum e iter già avviati dalle amministrazioni.


Per la fusione tra Barbarano e Mossano e tra Arsiero e Tonezza decidono i cittadini: alle urne fra 40 giorni. Altri referendum previsti nel 2018

Dopo gli abitanti dei due comuni che hanno portato al nuovo comune Val Liona toccherà ora esprimersi ai residenti di altri quattro comuni della nostra provincia: gli elettori di Barbarano Vicentino e Mossano (paesi situati a loro volta nell'area dei Colli Berici, così come Val Liona) e quelli di Arsiero e Tonezza del Cimone (due paesi montani che confinano a nord con il Trentino) domenica 17 dicembre saranno chiamati alle urne per decidere con un referendum consultivo l’istituzione di due nuovi comuni: Barbarano-Mossano e Arsiero-Tonezza. A decidere la data della consultazione referendaria è stata, nelle settimane scorse, la Regione Veneto che ha dato il benestare al termine del previsto iter di legge per la fusione, preceduto dal "via libera" all'iter. Se, come probabile, a prevalere saranno i sì, a ridosso delle festività natalizie prenderanno vita nel Vicentino due nuove realtà comunali, mentre nei primi mesi del 2018 saranno convocate le elezioni amministrative per l’elezione di sindaco e consiglio comunale. Dopo le unioni Barbarano-Mossano conterà circa 6.500 abitanti su un territorio di 33,58 kmq, mentre Arsiero-Tonezza 3.600 abitanti su 55,53 kmq. di superficie. Secondo alcune statistiche alle nuove realtà comunali la fusione porterà un vantaggio economico di circa 5 milioni di euro, distribuiti in una decina d'anni, da Stato e Regione, attraverso contributi, oltre a esenzioni e agevolazioni da vincoli legislativi.

La corsa alle fusioni però non si fermerà, visto che nel 2018 si procederà con altri probabili matrimoni. Oltre a quello "plurimo", addirittura tra cinque comuni in Valbrenta (di cui si parla nel paragrafo successivo) un'altra probabile fusione riguarderà altri due centri del Bassanese, precisamente Mason e Molvena. Pochi giorni fa i consigli dei due paesi hanno approvato la richiesta da presentare in Regione Veneto, con la consultazione che sarà celebrata tra meno di un anno, probabilmente all'inizio dell'autunno 2018. Nella tabella qui a fianco abbiamo riepilogato la situazione con le possibili nuove unioni tra comuni nel Vicentino.

 

Super-accordo nell’Unione Montana Valbrenta: pronte ad unirsi in un solo comune Campolongo, Cismon sul Grappa, San Nazario, Solagna e Valstagna

Unione tra comuni, Vicenza allunga il passo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)In Valbrenta, a nord di Bassano del Grappa, dovrebbe avvenire la prima fusione plurima del Vicentino, capace di coinvolgere ben cinque comuni. Si tratterebbe di un evento mai successo, oltre che nella provincia berica, neanche in Veneto: sinora l'unica fusione plurima è avvenuta nel Bellunese con un'unione tra tre comuni montani, Farra d'Alpago, Puos d'Alpago e Pieve d'Alpago, che ha portato alla costituzione del nuovo comune Alpago, dove il primo sindaco (Umberto Soccal) è stato eletto il 6 giugno 2016. Un iter già ben avviato se è vero che all'inizio di questa settimana, precisamente lunedì 30 ottobre, nella sede dell’Unione Montana Valbrenta, a Carpané di San Nazario, è avvenuta la conferenza stampa di presentazione del "Percorso verso la fusione dei 5 Comuni della Valbrenta”, alla presenza dei cinque sindaci: Mauro Illesi in rappresentanza di Campolongo sul Brenta, Luca Ferazzoli per Cismon sul Grappa, Ermando Bombieri per San Nazario, Daniele Nervo per Solagna e Carlo Perli per Valstagna. Per la prima volta tutti assieme, i cinque primi cittadini della Valbrenta hanno fatto il punto sullo stato di avanzamento dell’ambizioso progetto che intende dare vita ad un comune unico per la Valle del Brenta, senza però, perdere di vista il valore delle singole identità storiche e culturali di ciascun territorio.

«Nulla è già deciso», hanno ripetuto più volte i sindaci che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, lavoreranno in primo luogo per informare la popolazione. Saranno infatti i cittadini, a scegliere il futuro della valle con un referendum che, comune per comune, stabilirà se compiere o meno un passo tanto importante. Lo faranno illustrando ai loro cittadini i vantaggi e la grande opportunità della futura unione, attraverso incontri pubblici e distribuzione di materiali informativi.

«L’obiettivo - spiegano i cinque sindaci della Valbrenta - è quello di diminuire le poltrone ed aumentare al contempo i servizi, arrivando alla creazione di una nuova identità amministrativa che sia condivisa ed approvata dai cittadini. Dal punto di vista sociale, in Valbrenta, il comune unico esiste di fatto già da tempo, basti pensare all’unico Pati, un istituto comprensivo, un’unica Caritas e una sola Polizia locale. Lo dimostrano anche le collaborazioni sempre più strette tra associazioni sportive, parrocchie, scuole. Inoltre, dal 2014 i cinque comuni hanno affidato le loro principali funzioni all’Unione Montana Valbrenta che le sta esercitando nell’interesse di tutti».

«Ora però è arrivato il momento - è stato precisato congiuntamente durante la presentazione - di fare un passo ulteriore: dare un governo unitario al territorio assicurando una diminuzione e razionalizzazione delle spese, garantendo nel contempo maggiori e migliori servizi alla comunità. Per questo il progetto prevede meno sindaci, meno assessori, meno consiglieri comunali, in una parola meno poltrone e meno spese per la politica. Al centro rimarranno sempre i cittadini grazie ad un progetto di municipalità diffusa che comporterà un aumento dei servizi in tutti i municipi che, dunque, non verranno affatto chiusi, ma anzi potenziati, attraverso sportelli dedicati ai cittadini con personale sempre più specializzato. Inoltre sono previsti investimenti sul fronte dell’informatizzazione dei servizi, così da permettere il disbrigo di molte pratiche direttamente on line via computer o con una semplice telefonata. Il ruolo dei municipi oggi esistenti sarà quello di veri e propri centri civici a servizio della collettività. Campolongo sul Brenta, Cismon del Grappa, San Nazario, Solagna e Valstagna non perderanno i loro uffici e i cittadini continueranno ad avere un punto di riferimento diretto vicino a casa. Con un ulteriore vantaggio, ossia servizi migliori garantiti a tutti».

 

Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale: «Nessuna fretta per il percorso dell'iter di fusione. E l'ultima parola spetta ai cittadini»

L'ente che procede con i controlli e le autorizzazioni inerenti la fusione tra comuni è la Regione Veneto, la cui la legge n° 18 del 27 aprile 2012 «valorizza ed incentiva la costituzione di gestioni associate tra i comuni, promuovendo, in particolare, lo sviluppo delle unioni e delle convenzioni, nonché la fusione di comuni, al fine di assicurare l’effettivo e più efficiente esercizio delle funzioni e dei servizi loro spettanti e individuando, tramite un processo concertativo, la dimensione territoriale ottimale e le modalità di esercizio associato».

In prima linea nello "staff di lavoro" c'è un vicentino, Roberto Ciambetti, attuale presidente del Consiglio regionale - che ha l'ultima parola sull'iter di autorizzazione - ma anche negli anni scorsi ha seguito personalmente le prime procedure nelle vesti di assessore regionale a bilancio ed enti locali.

Unione tra comuni, Vicenza allunga il passo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«È una macchina che si è messa in moto - conferma Ciambetti - visto che, mese dopo mese, aumentano i comuni, sparsi tutta la regione, che stanno procedendo con l'iter di fusione. Ormai sono chiari a tutti i vantaggi legati all'unione dei comuni, ma come Regione Veneto vogliamo che gli iter proseguano con i tempi giusti, non serve correre e non vogliamo ansie da prestazioni giusto per arrivare qualche mese prima ai referendum. Quanti comuni vicentini potrebbero arrivare all'unione? Nella mia posizione non voglio sbilanciarmi e per questo, assieme ai miei più stretti collaboratori, non opero nessuna pressione perché ogni comune deve restare un presidio di democrazia. Alla fine tale scelta deve essere fatta per convinzione, non per una convenienza economica. E' fondamentale che il processo sia condiviso con i cittadini e non calato dall’alto, da qui l’importanza del referendum, che garantisce ai cittadini l'ultima parola».

Lo stesso presidente del Consiglio Regionale preferisce non soffermarsi sui singoli casi di unioni nel Vicentino, ma sulla probabile mega-fusione in Valbrenta. «Qui siamo di fronte - conclude Ciambetti - ad un caso tra i pochi in Veneto e forse in Italia, in cui di fatto più comuni, cinque nello specifico, di fatto ragionano da anni quasi come un unico centro, anche per quanto riguarda le associazioni, anche ad un ente che sta lavorando molto bene in loco come la Comunità Montana del Brenta che ha iniziato questo lavoro da anni».

 

nr. 39 anno XXII del 4 novembre 2017

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