NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Vendemmia, un'annata da incorniciare

Le stime indicano per il 2018 un aumento della produzione e un'ottima qualità

di L.P.

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Vendemmia, un'annata da incorniciare

Si preannuncia una stagione positiva, se non addirittura da incorniciare, per la vendemmia nel Vicentino: le prime stime confermano che alla fine (per diverse specie la raccolta del vino è ancora in corso e si concluderà solo nella prima metà di ottobre) il 2018 come un anno sicuramente positivo, sia per quanto riguarda la qualità del vino, sia bianco che rosso, che per la produzione, indicata in aumento. L'estate appena conclusa è stata caratterizzata da condizioni ideali, con una stagione molto calda (ma senza punte eccessive) nella seconda parte e proseguita sino a metà settembre: proprio nel corrente mese si è registrata una forte escursione termica che ha migliorato ulteriormente gli acini d'uva. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema: ecco cosa è emerso. 

 

Il report di Veneto Agricoltura: «Nel Basso Vicentino produzione in crescita del 35-40%, nella zona settentrionale del 20%»

È molto positivo il report previsionale, reso noto qualche settimana fa, da parte di Veneto Agricoltura, l'ente strumentale della Regione del Veneto, che svolge attività di supporto alla Giunta Regionale nell’ambito delle politiche per i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. I dati complessivi indicano per la vendemmia in Veneto una produzione in aumento tra il 12 e il 15%, ma con punte anche superiori e di buona qualità.

Secondo quanto viene precisato nell'indagine di Veneto Agricoltura la stagione «è proseguita secondo le previsioni e i primi grappoli d’uva a finire nei cesti sono stati quelli delle varietà chardonnay e pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre, sino alla prima-seconda settimana di ottobre».

Veneto Agricoltura ha poi tracciato l'andamento della vendemmia 2018, provincia per provincia, un focus unico nel suo genere in Italia. E il quadro che riguarda quella berica è ampiamente positivo, soprattutto per quanto riguarda il Basso Vicentino. «L’annata è stata caratterizzata - spiega il report per il Vicentino - da una forte spinta vegetativa e da una forte produzione. Ora i viticoltori sono nelle mani del meteo e sperano per le ultime settimane in giornate prive di ondate di calore e con buone escursioni termiche giorno/notte. Nella zona meridionale della provincia è prevista, in media, una produzione che si attesterà a una percentuale superiore del 35-40% rispetto allo scorso anno, mentre nella zona settentrionale l’aumento sarà circa del +20% rispetto al 2017. I motivi delle variazioni produttive sono dovuti all’assenza di gelate in pianura e di siccità in collina, e ad abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate che hanno contribuito ad un elevato sviluppo vegetativo e alla presenza di grappoli più grossi e pesanti. L’entrata in produzione di nuovi vitigni incide tra il 2 ed il 5% sulla produzione complessiva».

 

Dati positivi dal Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza Doc: «Annata favorita dall'alternanza caldo e pioggia, nessun danno dai temporali»

Una vendemmia che torna a numeri positivi, dopo le difficoltà del 2017. È questo il bilancio, in sintesi, dell'osservatorio dal Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza Doc, che comprende una delle aree agricole più ampie nel Vicentino per quanto riguarda la produzione di vino.

Vendemmia, un'annata da incorniciare (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«L'annata 2018 nella provincia di Vicenza – spiega Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza Doc – sarà caratterizzata da una forte produzione. Se lo scorso anno le gelate primaverili in pianura e la siccità in collina avevano messo a dura prova i nostri vigneti, quest'anno le abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate hanno contribuito ad un notevole sviluppo vegetativo e alla formazione di grappoli più pesanti. Fortunatamente i forti temporali di agosto non hanno creato nessun problema alle piante. Inoltre la produzione più esuberante ha consentito alle aziende di effettuare in modo efficace le operazioni di vendemmia verde in luglio, equilibrando le produzioni e portando a maturazione i grappoli migliori. In definitiva questa stagione, seppur instabile tra piogge e temporali, preannuncia un ritorno a livelli ottimali dei numeri di produzione e nella zona Doc Colli Berici è previsto un aumento di circa il 15% rispetto al 2017».

Il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza ha riassunto quanto avvenuto nell'ultimo mese. «Attorno al 20 agosto - precisa il direttore Ponchia - sono iniziate le operazioni di raccolta per le varietà precoci a bacca bianca, come pinot bianco e chardonnay, seguite dal sauvignon. Dal 5 di settembre, in anticipo di qualche giorno rispetto alla media storica, la raccolta dei grappoli di merlot, mentre per il tai rosso e la garganega si inizierà attorno al 15-20 settembre. Per carmenère e cabernet sauvignon si attenderà infine, come da consuetudine, la fine di settembre e la prima decade di ottobre. Per quanto riguarda la qualità della produzione a fine agosto le uve, sia a bacca bianca che a bacca rossa, si presentano con elevate gradazioni zuccherine e tenori ottimali di acidità, lasciando presagire una vendemmia ottima dal punto di vista della qualità delle uve, oltre che della quantità. Dal punto di vista organolettico, nei Colli Berici le previsioni fanno ipotizzare vini rossi strutturati e con tannini levigati e morbidi, grazie all’ottima maturazione polifenolica garantita dalla prolungata stabilità meteo del mese di agosto. Per i vini bianchi, in particolare quelli ottenuti dai vitigni garganega, pinot bianco e sauvignon, ci si attendono vini sapidi, dal quadro acido di grande equilibrio e con note fruttate prevalenti su quelle floreali».

 

Lo studio di Ismea sulla vendemmia 2018: l’Italia si conferma primo produttore al mondo di vino con 49 milioni di ettolitri

In attesa che le associazioni di categoria vicentine elaborino i dati relativi alla stagione attuale della vendemmia, un importante studio è stato reso noto in questi giorni da Ismea, l'Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare che opera a livello nazionale. Il report 2018, ampiamente positivo, precisa «che quella dell’Italia sarà una vendemmia più abbondante rispetto al 2017 che dovrebbe riportare la produzione di vino in linea con il dato medio degli ultimi anni. In base alle stime effettuate da Ismea, la produzione enologica nazionale dovrebbe attestarsi a 49 milioni di ettolitri, con un recupero del 15% sulla scorsa annata, tra le più scarse di sempre».

«La stima della produzione - precisa lo studio di Ismea - è la sintesi di una forbice che va da un minimo di 48 milioni e un massimo di 50 milioni di ettolitri e che, se confermata, permetterebbe all’Italia di mantenere la leadership mondiale nonostante i notevoli incrementi produttivi stimati anche per Francia e Spagna. Le ultime stime transalpine, infatti, fermerebbero la produzione a 46,1 milioni di ettolitri, mentre in Spagna sembra attendibile un tetto di 43 milioni di ettolitri. Dal punto di vista qualitativo, lo sviluppo dei vigneti, iniziato sotto i migliori auspici, è stato condizionato dal clima bizzarro che ha alternato gelate, piogge e umidità e che ha fortemente ridimensionato le attese più rosse di inizio anno».

«Il risultato finale - viene spiegato nell'indagine - dipenderà come di consueto dal periodo immediatamente precedente la vendemmia, fondamentale per la maturazione delle uve e il raggiungimento del giusto sviluppo del grado zuccherino. L’incremento produttivo della campagna in corso è un’importante notizia per le cantine italiane e consentirà di recuperare gli effetti negativi derivati dalla forte riduzione registrata nel 2017, soprattutto sul fronte delle esportazioni. La minore disponibilità di prodotto dell’anno passato, associata ad un aumento consistente dei prezzi, ha determinato infatti nei primi 5 mesi del 2018 una riduzione del 10% dei volumi di vino esportati in tutto il mondo. Di rilievo il calo di prodotto italiano importato dalla Germania e dal Regno Unito e la conferma, a meno di clamorose sorprese, del sorpasso da parte della Francia nel mercato statunitense. L’incremento di produzione del 2018 avrà comunque un effetto positivo sulla ripresa delle esportazioni italiane nei mercati internazionali, con la prospettiva di superare la soglia dei 6 miliardi di euro a fine anno».

 

nr. 32 anno XXIII del 15 settembre 2018

Vendemmia, un'annata da incorniciare (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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