NR. 08 anno XXIV DEL 2 MARZO 2019
la domenica di vicenza
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L'allarme lupi tra
polemiche e proposte

I continui avvistamenti stanno creando preoccupazione tra allevatori e residenti: in atto anche uno scontro politico

di L.P.

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L'allarme lupi tra polemiche e proposte

Anche la provincia di Vicenza è interessata all'allarme rappresentato dalla presenza dei lupi, annunciata in forte crescita, anche in branchi, ulteriore motivo di preoccupazione e di novità anche da parte degli esperti. Un problema che ormai non riguarda solamente le zone montane, ma anche quelle collinari, visto che negli ultimi mesi questi esemplari sono arrivati a ridosso delle case e degli allevamenti, con relativi assalti predatori. Un argomento di forte attualità che sta provocando interventi e prese di posizione, anche forti e decise, come quella di Emanuele Munari, sindaco di Gallio, uno dei comuni dell'Altopiano di Asiago, che invoca il diritto alla difesa sia per le persone che per gli animali, eventualmente anche con le armi, magari con l'utilizzo di pallottole di gomma. Il portale www.ladomenica.it ha voluto approfondire un tema che, da inizio primavera e soprattutto la prossima estate, quando le montagne del Vicentino ospiteranno allevatori e malgari, ma soprattutto turisti ed escursionisti, rischia di diventare esplosivo.

 

Nel Vicentino i primi esemplari avvistati ad inizio del 2016. Lo scorso anno una trentina gli eventi predatori denunciati dagli allevatori berici

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il ritorno del lupo nella provincia berica risale ad inizio del 2016, mentre negli anni precedenti i primi avvistamenti si erano registrati in Lessinia, nel Veronese, oltre naturalmente in Trentino e in Alto Adige. Tre anni fa i primi esemplari erano stati notati nei pressi del Monte Grappa, ma successivamente anche in Valbrenta e sul versante est dell'Altopiano di Asiago, nel comune di Enego, per noi arrivare anche a Foza, Gallio e Asiago, pur nei territori a nord in quota. Ma poi altri esemplari della stessa specie, presenti come detto da alcuni anni in Lessinia, sono entrati dal nel versante ovest, arrivando ad essere visti dalle guardie forestali in Val D'Assa, nel comune di Roana, ma successivamente anche nella parte alta della Pedemontana, dove alcune decine di animali selvatici (mufloni, ma anche cervi e caprioli) sono stati sbranati nel giro di pochi giorni.

Secondo i dati forniti dalla Regione nel corso del 2017 nel Veneto si sono registrati 163 eventi predatori da parte dei lupi, di cui sono stati vittime 357 capi (115 bovini, 219 ovi-caprini, 21 asini e 2 di altre specie). Per quanto riguarda l’anno 2018, alla data del 30 giugno erano già 43 gli eventi predatori denunciati dagli allevatori veneti, di cui 9 nella provincia di Vicenza. Un numero che è poi cresciuto nel secondo semestre dello scorso anno, soprattutto nei mesi estivi, al punto che a fine anno sono stati una trentina gli attacchi agli animali denunciati dagli allevatori presenti nel Vicentino alle forze dell'ordine.

 

In Regione Veneto allo studio una legge per sparare ai lupi, ma la decisione spetta allo Stato. Il Ministro Costa deciso: «Lupi e orsi non si uccidono»

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La Regione Veneto, che ad inizio luglio dello scorso anno aveva firmato un Protocollo d'intesa sulla presenza dei lupi in Veneto, ha pronta una legge per sparare ai lupi. Il testo è stato proposto e presentato dal capogruppo della Lega, il vicentino Nicola Finco, e approvato la settimana scorsa dalla Terza Commissione, con i voti contrari, tra gli altri, dei rappresentanti del Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle. Il problema è che l'iter rischia di "bloccarsi", visto che la Regione come ente non può decidere le sorti di questi carnivori, come dell'orso.

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tocca invece allo Stato prendere una decisione, anche su sollecitazione delle stesse regioni alpine (Veneto, Trentino, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) inviando un documento al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa in cui viene precisato «che nessuno si permette in dubbio il valore della biodiversità e nessuno intende contravvenire alle norme europee. A fronte però di una densità di lupi e orsi che fanno venire meno la sicurezza delle popolazioni e che rappresentano un danno per le attività economiche, chiediamo la possibilità di attivare azioni abbattimento dei grandi carnivori. Non vogliamo sparare ai lupi, ma gestire il fenomeno».

Il Ministro Costa, proprio in questi giorni, ha svolto un tour in Trentino Alto Adige, è sembrato fermo e deciso sulla sua posizione: "Lupi e orsi non si uccidono!" ha detto ai giornalisti e poi pubblicato su un proprio profilo facebook. La questione del lupo è stata al centro delle discussioni affrontate con amministratori e cittadini delle due province autonome e in qualche modo la dichiarazione del Ministro dell'ambiente sembra mettere le cose verso una strada precisa: a breve il Piano lupo sarà presentato alla Conferenza Stato-Regioni nella versione che non prevede le uccisioni.

 

Martino Cerantola, presidente provinciale della Coldiretti: «La diffusione del lupo nel Vicentino è fuori controllo, occorre una spinta decisa delle istituzioni»

Tra i più preoccupati della situazione riguardante la presenza di lupi nelle nostre montagne c'è, per conto degli associati della categoria, ossia gli allevatori, Martino Cerantola, presidente provinciale della Coldiretti, che da tempo sta lanciando l'allarme: «La diffusione del lupo nel Vicentino è ormai fuori controllo, così come non appaiono evidenti misure di contenimento che si rendono indubbiamente necessarie, alla luce delle ripetute predazioni a cui abbiamo assistito in estate e in autunno, ma anche durante questo inverno: gli elementi ci sono tutti, ma occorre una spinta decisa delle istituzioni, a tutti i livelli, affinché il Piano di gestione del lupo nazionale divenga legge».

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Il problema esiste da un paio d'anni - aggiunge Cerantola - anche se inizialmente il nostro è stato un silenzio funzionale a ricercare un dialogo fattivo con le istituzioni, in primis la Regione Veneto. Purtroppo dobbiamo constatare che continua a passare il tempo senza che vi sia l’individuazione di soluzioni razionali, utili ed immediate a tutela degli allevatori. Non possiamo nascondere tutto il nostro rammarico, che è anche la conseguenza del ripetersi di predazioni che sembrano lasciare indifferenti quanti dovrebbero tutelare economia, territorio e turismo. Siamo profondamente delusi di fronte a questa situazione che colpisce trasversalmente tutte le categorie economiche, non solo il mondo agricolo».

«La nostra non vuole essere una battaglia contro il lupo - tiene poi a precisare il presidente della Coldiretti vicentina - ma abbiamo l'obbligo di salvaguardare le nostre aziende, il territorio ed il sistema economico locale. La salvaguardia ed il benessere degli animali rientra nel nostro "dna" ma tutelare i nostri capi, quindi i nostri allevamenti, significa portare a compimento la nostra mission e preservare le aziende dalla chiusura definitiva, in un momento economico non certo facile. Tutto ciò, però, deve aspramente fare i conti con una realtà modificata dai comportamenti dell’uomo, che ha voluto rendere selvatico un territorio che forse non lo è mai stato, introducendo delle specie animali che da secoli non si vedevano o, in molti casi, non si sono mai viste. I danni determinati prima dalla presenza dell’orso, poi del lupo, passando per i cinghiali ed altri animali selvatici, hanno esasperato quanti lavorano in montagna e l’ipotesi abbandono di questi territori si fa sempre più concreta».

 

Sergio Berlato, consigliere regionale di FdI-Mcr: «Non più rinviabile l'approvazione di un Piano nazionale di contenimento del lupo da parte del Governo»

Nelle settimane scorse il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la mozione presentata da Sergio Berlato e Massimiliano Barison, del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia-MCR, per sollecitare la Giunta regionale ad attivarsi immediatamente presso il Governo nazionale per esercitare ogni pressione utile all’approvazione in tempi rapidi del piano di gestione del lupo.

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«È ormai improcrastinabile – la posizione di Berlato, così come quella del suo collega padovano - l’approvazione di un Piano nazionale di gestione e contenimento del lupo da parte del Governo. E’ necessario prevedere il monitoraggio delle popolazioni di questo grande carnivoro, il censimento su basi scientifiche e il contenimento, anche tramite gli abbattimenti, dei soggetti in esubero utilizzando personale specializzato ed esplicitamente autorizzato dalle autorità competenti. Abbiamo già esempi pratici di come altri Paesi europei, come ad esempio la Spagna, la Francia e la Svezia, abbiamo attuato appositi piani di gestione del lupo, arrivando anche agli abbattimenti dei soggetti in esubero nei casi in cui la consistenza delle popolazioni animali creassero ingenti danni alle attività antropiche come l’allevamento o squilibri tra le varie specie di animali selvatici».

«Gli agricoltori, gli allevatori e chi a vario titolo vive ed esercita la propria attività nelle nostre montagne - aggiunge il consigliere regionale vicentino - percepiscono una sconfortante sensazione di abbandono da parte delle Istituzioni. Se il Governo non attiverà tempestivamente misure efficaci per rendere compatibile la presenza del lupo con le attività umane esercitate in ambienti fortemente antropizzati come ad esempio la Lessinia o l’Altopiano dei Sette Comuni in breve tempo potremmo assistere ad un incremento esponenziale di deplorevoli episodi di azioni di "difesa fai da te" da parte di cittadini esasperati, vittime di ripetute predazioni da parte dei lupi e vittime delle istituzioni che sembrano averli abbandonati al loro destino. Le azioni di contenimento che noi auspichiamo devono prevedere precise azioni di abbattimento in quanto per avere un’efficace soluzione al problema non si possono intraprendere operazioni diverse da quelle che anche la natura esige».

 

Proposta di legge dei deputati leghisti Germano Racchella e Silvia Covolo: «Problema serio, non c'è tempo da perdere: dare alla Regione la gestione»

Sull'argomento sono intervenuti anche Germano Racchella e Silvia Covolo, deputati vicentini della Lega, che hanno presentato una proposta di legge in merito, in cui invitano «a dare alla Regione piena autonomia nella gestione del problema lupi». L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Non ci sono dubbi - dichiarano i due parlamentari - e non c'è più tempo da perdere: i lupi e gli orsi rappresentano un serio problema per l'agricoltura, l'allevamento e anche la sicurezza pubblica della popolazione. Per questo motivo abbiamo depositato una proposta di legge per rispondere alle esigenze di diverse zone d'Italia, grazie alla quale verrà conferito alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano la facoltà di adottare, per la fauna carnivora, le misure di deroga previste dalla direttiva 92/43/Cee, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche».

L'allarme lupi tra polemiche e proposte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Questa iniziativa - proseguono Racchella e Covolo - ci riporta inevitabilmente a episodi troppo frequenti anche nelle zone del Vicentino, di aggressioni da parte di lupi e orsi non solo ad animali di allevamento o domestici, ma persino a cittadini o turisti. Per tutelare quindi non solo gli allevatori e gli agricoltori ma anche la nostra gente, è necessario porre fine a questa confusa gestione e conferire autonomia alle regioni. Un atto quindi necessario e dovuto: finalmente alla Regione Veneto verrà garantita la gestione, la salvaguardia e il monitoraggio dello stato di conservazione dei grandi carnivori, e dei relativi habitat di interesse comunitario. Alla Regione verrà, inoltre, conferita la possibilità di regolare anche eventuali "prelievi" qualora siano a rischio l'incolumità della popolazione locale e la pacifica convivenza con animali predatori, quali ad esempio il lupo. È assolutamente prioritario per evitare la proliferazione incontrollata dei grandi carnivori e la presenza di branchi vaganti sul territorio, che rendono impossibile il sereno svolgimento delle attività giornaliere e tradizionali della popolazione, minacciano la sopravvivenza degli allevamenti e la sicurezza delle persone e vanificano il contrasto allo spopolamento delle valli e la tutela delle attività montane».

 

nr. 07 anno XXIV del 23 febbraio 2019



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