NR. 10 anno XIX DEL 15 MARZO 2014
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Vendemmia 2012, meno uva ma vino più buono

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Vendemmia 2012, meno uva ma vino più buono

Vittorio Giuseppe Santacatterina, presidente della Cantina Sociale di Breganze:

«Il Novello 2012 è il migliore degli ultimi 20 anni. Pronti vini nuovi di alta gamma»

«Quello che stiamo bevendo in questi giorni è in assoluto il miglior vino Novello degli ultimi 20 anni». Vittorio Giuseppe Santacatterina, presidente della cantina sociale di Breganze, si è già lasciato alle spalle le preoccupazioni e qualche segno negativo della vendemmia conclusa da poco. E fa un bilancio finale partendo dalle ultime settimane. «Non solo per noi ma per tutti i produttori di vino vicentini - spiega - abbiamo registrato una parte conclusiva di annata straordinaria, che ha compensato l'inizio di stagione caratterizzato da qualche brinata e da alcune grandinate, seppur limitate a fasce di poche centinaia di metri. Un settembre forse irripetibile con temperature elevate di giorno ma anche freddo di notte, hanno garantito sbalzi termini straordinari per la maturazione completa del vino: la vendemmia è stato posticipata di 10-15 giorni, garantendo quindi un aumento della qualità. A beneficiarne, come detto, anche il vino Novello, che definirei eccelso, che peraltro è stato gustato ad iniziare dal 27-28 ottobre, in anticipo di oltre una settimana rispetto ai tradizionali primi di giorni di novembre».  

Il bilancio economico 2012 della cantina sociale di Breganze, che vanta 800 soci conferenti (nella storia ha raggiunto anche un massimo di 1.000) chiuderà con un fatturato attorno ai 9 milioni di euro, in leggero aumento rispetto all'anno precedente, nonostante una raccolta di 55 mila quintali d'uva, contro una media di 60-62 mila. «Alla fine è un bilancio più che positivo - aggiunge Santacatterina - che ci consentirà di aumentare del 15-20% il dividendo ai nostri soci. Si tratta di un aumento comunque significativo in un momento di difficile congiuntura economica che vuole rappresentare anche un motivo di ottimismo rivolto alla nostra squadra. Ovviamente non intendiamo fermarci qui e anche quest'anno abbiamo studiato e portato avanti la produzione di altri vini, che vanno ad aggiungersi a una serie di bianchi e rossi di altissima qualità. Tra questi ultimi la novità 2012 è un Pinot nero che supera i 15 gradi, probabilmente migliore del Valpolicella: si tratta di un vitigno unico nella nostra zona e prodotto in pochissime cantine, che arriva da una selezione particolare. Tra le nuove selezioni, lanceremo anche il primo prosecco millesimato, alla sua prima produzione. Anche questo vino, sono sicuro, farà parlare di sé».

«L'85% del nostro prodotto va a finire in bottiglia - conclude il presidente Santacatterina - una percentuale molto alta, quindi la qualità continua a rappresentare una nostra priorità. Il 2012 sarà caratterizzato da vini di grande spessore, a partire dal Pinot grigio. La nostra area di competenza sono le zone collinari della Pedemontana vicentina, da Schio sino ad oltre bassano, passando per Thiene, Sarcedo, Calvene, Lugo, Mason e Marostica. Si tratta di aree sicuramente più fresche rispetto alla pianura e al Basso Vicentino, con temperature medie che in estate possono essere inferiori anche di 4-5 gradi centigradi. In realtà il secco estivo e il grande mese di settembre hanno permesso di migliorare la caratteristica organolettiche, che significano maggior gusto, profumo e fragranza».

 

Pietro Zambon, presidente delle Cantine Colli Berici e del Gruppo Collis:

«Il prosecco rimane un punto di forza della viticultura vicentina»

Vendemmia 2012, meno uva ma vino più buono (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Concludiamo la carrellata relativa al bilancio della vendemmia 2012 con Pietro Zambon, presidente delle Cantine Colli Berici e del Gruppo Collis, che oltre alle Cantine che conglobano le aree di Lonigo, Barbarano e San Bonifacio (Verona), comprendono altre due zone di prestigio della provincia scaligera, ossia Merlara e Colognola ai Colli. Le Cantine dei Colli Berici sono, a livello numerico, la prima realtà vitivinicola della provincia con circa 2000 soci, per buona parte vicentini, che anche quest'anno hanno portato ad un raccolta di circa 900 mila quintali d'uva. Tanto per dare un altro ordine di grandezza il Gruppo Collis garantisce da solo il 16% dell'uva raccolta in tutto il Veneto.

Pietro Zambon, che risiede a Sarego, è un produttore di prosecco e la sua azienda è molto conosciuta e apprezzata. «Non c'è dubbio che il prosecco - ammette il presidente, con un pizzico di orgoglio - rimane un asso nella manica per la viticultura vicentina. In qualche modo rappresentare una delle immagini del vino in veneto, assieme al Valpolicella e al Soave. Il prosecco rimane un prodotto, oltre che molto richiesto, anche di grande prestigio visto che per ogni ettaro esiste una produzione massima di 180 quintali, oltre la quale non si può andare, pena forti multe. Negli ultimi anni, anche nel Vicentino, la produzione di prosecco è cresciuta, in controtendenza rispetto ad altri vini. In compenso è cresciuta, anche se con una percentuale meno evidente, la domanda, perché si tratta di un prodotto molto apprezzato anche in molti Paesi esteri, dove come

noto l'attenzione per il vino italiano di qualità è molto alta. Visto il successo molti stanno copiando il prosecco, per questo il nostro "doc" acquista un significato particolare, perché significa andare sul sicuro. In una fase di mercato, in cui la crisi economica rischia di condizionare anche il settore del vino, bisogna fare molta attenzione anche al prezzo della vendita al dettaglio: aumenti troppo elevati, seppur nell'ordine di uno-due di decimi di euro rispetto all'anno precedente, rischiano di penalizzarlo nel mercato».

Un altro argomento di grande attualità riguarda la meccanizzazione dei vigneti. «È una trasformazione di fatto già in atto - conclude Pietro Zambon - che inevitabilmente richiederà dei tempi medio-lunghi per essere completamente a regime. Il futuro è indubbiamente questo, questo dimostra un altro dato della nostra realtà, ossia quello di una diminuzione dei soci, ma nel contempo anche un rafforzamento della aziende. D'altronde la meccanizzazione dei vigneti richiede investimenti sull'ordine di 18-20 mila euro all'ettaro, in quanto è necessario ricollocare ex novo i vigneti o impiantarli di nuovi per garantire certe distanze che permettano poi la raccolta con le macchine e non più a mano. Ma va ricordato che con la meccanizzazione la raccolta avviene in un paio di giorni e non in un mese come richiede quella a mano».

 

nr. 38 anno XVII del 3 novembre 2012

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