NR. 46 anno XX DEL 19 DICEMBRE 2015
la domenica di vicenza
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L'architettura tra contemporaneo e futuro

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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L'architettura tra contemporaneo e futuro

L'architettura tra contemporaneo e futuro (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)In che modo e misura parteciperete all'evento?

«Il premio Dedalo Minosse partecipa con una mostra e una tavola rotonda, focalizzando l'attenzione su quanto fatto e da fare per i giovani e l'innovazione. In particolare, la mostra a Palazzo Cordellina vuole essere una rielaborazione e rilettura delle tante esperienze e storie raccontate in tutti questi anni. Si è voluta dare visibilità ai progetti di progettisti Under 40 che la giuria ha selezionato in otto edizioni. Sono davvero tanti, da tanti paesi, ma anche dall'Italia e dal nostro territorio. Una soddisfazione per noi rivedere con un unico sguardo l'impegno profuso dal Premio per valorizzare nuovi talenti e nuove idee. Abbiamo esposto non tavole per una mostra, ma i book che i concorrenti solitamente preparano per la giuria, un materiale forse meno spettacolare delle già viste grandi tavole e filmati, ma che i visitatori possono conoscere più da vicino e in modo diverso, sfogliando le pagine a loro piacimento. Abbiamo organizzato i lavori in cinque book tematici: un primo dedicato ai vincitori delle diverse edizioni, e poi a seguire ai luoghi del vivere, del lavoro, della cultura, alle opere pubbliche, agli spazi urbani e al recupero dell’esistente. Infine abbiamo dedicato un faldone ai committenti selezionati nelle diverse categorie che hanno incaricato giovani architetti del territorio vicentino. In tutto esporremo una selezione di una quarantina di progetti. Inoltre, il 28 settembre sempre a Palazzo Cordellina alle 18 terremo una tavola rotonda sul promuovere l'architettura, con Luca Molinari, Fortunato D'Amico e Paolo Caoduro, tre personalità che in modo diverso contribuiscono a diffondere la qualità architettonica, rispettivamente dal punto di vista critico, della comunicazione e imprenditoriale».

L'architettura tra contemporaneo e futuro (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Vicenza è davvero la città dell'architettura in senso internazionale?

«Credo che il nostro Premio, le grandi mostre di architettura e, a diverso titolo, i soggetti che partecipano a questo evento, abbiano contribuito in questi anni a far conoscere la nostra città come un luogo di dibattito internazionale sui temi della qualità architettonica. Una sinergia tra tutti questi soggetti, che ha visto una prima prova in questo evento voluto dal Comune di Vicenza, sarebbe forse la chiave per un ulteriore salto di qualità. Ogni due anni il Dedalo Minosse, il solo giorno della premiazione, porta a Vicenza oltre 500 persone da tutto il mondo: architetti, committenti, imprenditori, amministratori pubblici. E poi nei due anni di ciascuna edizione, attraverso un tour per tutto il mondo contribuisce a rafforzare l'immagine della nostra città in Italia e all'estero».

La rassegna vicentina apre molto ai giovani architetti. Qual è il futuro in questo settore?

«Il settore dell'architettura attraversa una crisi durissima e iniziare un'attività come architetti per i giovani oggi è molto difficile. Credo, dai tanti progetti visti in questi anni, che si debba puntare sempre più sulla qualità e concretezza delle proposte progettuali, ed essere elastici nel considerare il proprio lavoro in un'ottica multidisciplinare. Occorre essere disponibili ad un lavoro di squadra e a considerare problemi che vanno oltre quelli della mera progettazione, a partire dagli aspetti economici, ambientali e sociali che determinano il costruire».

Crede che le istituzioni locali potrebbero sfruttare meglio l'importante eredità storica per promuovere turisticamente la città nel mondo? E cos'è oggi l'architettura per Vicenza, solo un retaggio del passato o anche un presente e un futuro?

«Credo che per una città come la nostra siano entrambi aspetti fondamentali: valorizzare il passato e scegliere un'architettura realmente contemporanea per il nuovo. Questo influenza la qualità della vita dei vicentini, ma può essere una chiave per promuovere non solo un turismo tradizionale, ma anche un turismo che visita il nuovo, come avviene in altre realtà urbane europee. Mi viene da pensare anche all'esempio di Torino che in questi ultimi dieci anni ha percorso queste due vie, raggiungendo risultati davvero sorprendenti, sia per la rivitalizzazione del centro storico, sia per la riqualificazione delle aree industriali dismesse, con la creazione in entrambi i contesti di nuovi contenitori per nuove attività. Vicenza ha un grande fascino sugli architetti. Quando noi invitiamo i nostri premiati a venire a Vicenza, a loro spese e a ritirare un premio simbolico, riceviamo risposte entusiastiche. Forse la vocazione di questa città è proprio in un turismo raffinato e colto che potrebbe essere ancor più valorizzato. Rispetto al fare architettura nella nostra città, questa mostra apre comunque una finestra sui giovani vicentini che hanno dimostrato l'esistenza di un'architettura di qualità possibile nel nostro territorio».

Il suo studio professionale promuove da tempo il Premio biennale Dedalo Minosse, sinonimo di qualità internazionale e molto legato alla città. Quali sono le novità dell'ultima edizione?

«Le novità vengono per lo più dai progetti presentati. La nostra formula è versatile ed elastica, pronta ad adattarsi ai cambiamenti. Nel tempo ci siamo accorti che i buoni progetti hanno sempre un importante programma funzionale, che ha profondi risvolti economici, sociali e ambientali. Attraverso la valorizzazione dei committenti, raccontiamo le storie che hanno generato buone soluzioni. In tal senso diventano fondamentali i fattori sociali e di contenuto del progetto, il processo, le professionalità diverse che vi hanno partecipato. Poi sicuramente qualcosa di nuovo ci sarà... ad ogni edizione allarghiamo l'orizzonte».

E durante l’ultimo fine settimana di settembre sarà organizzato un laboratorio di tre giorni con progettisti e fotografi per ripensare il futuro utilizzo del complesso dell’ex fiera campionaria ai Giardini Salvi di Vicenza. In occasione del laboratorio sarà riaperta la via sottostante il loggiato dell’ex fiera campionaria, messa in sicurezza e propriamente illuminata. Questa via, parallela a Contrà Mure Porta Nuova ma ancora all’interno del centro storico, permette di prolungare la "passeggiata" pubblica che da Corso Palladio porta al Teatro Comunale, fornendo un'utile spunto agli spettatori degli spettacoli teatrali per visitare quei luoghi della città che altrimenti resterebbero quasi del tutto nascosti o trascurati. Il fitto calendario delle iniziative è consultabile sul sito del Comune di Vicenza, all'indirizzo internet: www.comune.vicenza.it/vicenza/manifestazioni/cultura.php/73191.

 

nr. 32 anno XVII del 22 settembre 2012

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