NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Cercava i nidi sugli alberi

Maria Pia Morelli torna con un romanzo ambientato nel nordest che racconta passioni e debolezze della borghesia di provincia

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Cercava i nidi sugli alberi

La nebbia inghiottiva il paesaggio e anche il suo stato d'animo mentre l'auto viaggiava in direzione dell'aeroporto. In fin dei conti erano mesi ormai che viveva avvolta in questo bozzolo di nebbia che le aveva anestetizzato la volontà. Perché, se agli occhi degli altri appariva come una farfalla leggera, capace di volteggiare nell'aria, libera da qualsiasi freno, la realtà inconfessata e inconfessabile era tutta un'altra cosa. Spesso non aveva avuto il coraggio di ammettere neppure a se stessa che la verità era completamente diversa da quella che faceva vedere o di cui voleva convincersi e che la maschera che le avevano cucito addosso ora rischiava di soffocarla.

 

Cercava i nidi sugli alberi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)È l'incipit del romanzo Cercava i nidi sugli alberi della bassanese Maria Pia Morelli, che racconta passioni e debolezze della borghesia di provincia, quella del nordest e del Vicentino. Romanzo d'esordio - l'autrice aveva già scritto un paio di saggi di ispirazione sociologica - con cui Morelli narra una storia molto verosimile, che diventa uno struggente inno alla vita in un sia pur affannoso cammino verso la scoperta dell’amore autentico da parte di chi si è lasciato irretire da vuoti surrogati.

Definito dalla giornalista Federica Zandri "un inno ai rapporti umani e all'amicizia femminile fondati sempre e comunque sulla sincerità", il romanzo è una storia intimistica sulla possibilità di elaborare il dolore rivisitando se stessi, in un mondo che passa dall'incanto al disincanto. L'interprete principale della storia, Maria Paola Maggi, benestante imprenditrice vicentina, si ritrova a fare i conti con se stessa e si accorge che quei conti non tornano, almeno non nel modo in cui lei avrebbe voluto. Un affresco amoroso, ma anche una lucida interpretazione sul comportamento diviso tra l'andare fuori e dentro se stessi.

Maria Paola, figlia di una famiglia ricca del Nordest, decide allora di volare in India per scappare da un’esistenza che sembra aver perso di significato. Inizia così per lei un tortuoso cammino in cui mondi diversi si incrociano, esperienze di vita vissuta si intrecciano, il presente si confonde con il passato e non aiuta a costruire un futuro che resta sempre difficile da decifrare, in un susseguirsi di finestre narrative aperte su inquadrature a volte romantiche, a volte ciniche e spregiudicate.

Cercava i nidi sugli alberi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Seguiamo così, con interesse sempre crescente, la storia di una donna alla disperata ricerca di se stessa, attorniata da personaggi e situazioni descritte sempre con ironia. Sullo sfondo c'è la società postindustriale con le sue miserie, passioni e umane debolezze dell’agiata borghesia di provincia che riesce a coniugare frenesia produttiva e noia, organizzazione economica e disorganizzazione mentale, amicizia - spesso falsa e interessata - e cinismo. Seguendo il flusso delle emozioni della protagonista il lettore si trova catapultato in un percorso che avvince e coinvolge, il racconto di una “naufraga” che combatte per sentirsi viva, per togliersi una maschera che non le calza più.

Con una prosa che scorre leggera e disincantata, Morelli dipinge a tutto tondo e senza artifici un ritratto di donna che oggi definiremmo moderna ma che cela dentro sé un mondo di luci e di ombre, divisa a metà tra ricerca di libertà e desiderio di appartenenza, in una vita di solitudine affollata che non sente più suo. E se la libertà è un bene prezioso da perseguire è anche vero che, a volte, ci si può perdere nella troppa libertà e muoversi senza l'impiccio di dover decidere con qualcun altro non sempre rende la vita più dolce.

Ecco allora che il viaggio in India della protagonista - un po’ come accadeva nel romanzo Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert, divenuto poi un film di successo con l'affascinante Julia Roberts - ancor prima di essere un itinerario geografico è un viaggio dentro se stessa alla ricerca della propria anima, perché la vita stessa - come scrive l'autrice nel finale - è un gran viaggio che per fortuna riserva la sorpresa di incontri fatali: nel bene e nel male.

Cercava i nidi sugli alberi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Come nota il sociologo Domenico De Masi nella lunga e pungente prefazione, questo è un libro prezioso per chi nei romanzi non cerca solo emozioni ma anche indizi sulla società descritta. Questo libro è un oblò sulla classe agiata della Romagna, del Veneto, del Nord Italia. Per estensione, possiamo dire la classe agiata dell'Europa e dell'Occidente; ma anche dell'India, in cui si svolge una parte non secondaria del racconto. Un oblò sul capitalismo parvenu di una regione che fu a lungo povera ed emigrante, ma poi è stata capace, cattolica com'è, di compiere un miracolo non in senso religioso ma in senso economico. Cercava i nidi sugli alberi è un libro prezioso proprio per questo suo certificare la crisi irreversibile di una borghesia che riesce a coniugare ricchezza e noia, globalizzazione e localismo, organizzazione economica e disorganizzazione mentale. Sotto tale aspetto, nel romanzo della Morelli si ritrova la capacità rappresentativa esibita a piene mani da Moravia nel descriverci la borghesia romana che, rispetto a quella veneta, presentava lo stesso grigiore, la stessa presuntuosa inconsistenza, senza però l'innata imprenditorialità che assicura a ogni veneto 40.000 dollari annui di Pil.

Ecco come la descrive Maria Paola, questa borghesia di cui fa parte e di cui si sente migliore: Nonostante il Veneto l'avesse accolta con simpatia, si era però trovata a respirare un’aria bigotta e perbenista che rispecchiava fedelmente una realtà limitata a volte perfino asfittica e meschina, tanto poggiava sull’apparenza. Persone vicine a lei l’avevano nauseata per il loro cinismo e per atteggiamenti del tutto opportunistici dimostrati a più riprese. In certe situazioni, aveva avuto la sgradevolissima esperienza di essere stata trattata dapprima con ogni riguardo e poi dimenticata come fosse un capriccio qualsiasi. Quello che l’aveva lasciata esterrefatta era l’inconsistenza di questi soggetti che apparentemente sembravano i depositari delle verità rivelate e le si rivolgevano con il modo paternalistico di chi sa far da guida. Ligi alle regole d’osservanza della chiesa cattolica, andavano a messa con regolarità quando non facevano addirittura officiare a casa le funzioni religiose. Maria Paola ora pensava amaramente che per loro sarebbe bastato invertire una semplice vocale e trasformare in maiuscola l’iniziale della parola guida, per connotarli esattamente per ciò che erano nei fatti: dei Giuda. Questa borghesia di provincia resta cattiva e opaca benché onnivora: fa soldi e va alle mostre, fa sport e va al teatro, ascolta i Boyzone, Venditti e Mahler con uguale, moderato coinvolgimento. Ma tutto le scivola addosso senza lasciare traccia, senza contribuire a una sua crescita culturale e sociale.

Abbiamo incontrato l'autrice in occasione di una recente presentazione del libro a Quinto.

 

Nelle foto, partendo dall'alto: Morelli al Teatro Olimpico;  La copertina del libro "Cercava i nidi sugli alberi"; Morelli con Zavoli e Cavalli; Morelli con Gribaudo e Avagnina. Qui sotto: Morelli alla presentazione a Londra

Cercava i nidi sugli alberi (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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