NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Con la Rioult Dance Company
in scena colori, musica e danza

Uno spettacolo di danza neo moderna dedicato alla musica di Bach

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Rioult Dance Company

Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom



(crediti foto GIORGIO VIALI)

 

Prosegue la stagione danza del Comunale di Vicenza con i grandi nomi del panorama coreutico internazionale, questa settimana con un raffinatissimo spettacolo di danza neo moderna ad opera della compagnia Rioult Dance Company, dedicato alla musica di Bach. Suddiviso in quattro parti, “Views of the world”- “City”-“Polymorphous”-“Celestial Tide” lo spettacolo si amalgama attraverso colori, musica e codici della danza molto precisi in uno scambio continuo tra corpo, spazio ed esperienza visiva che si doppia tra danzatori in scena e video danza alle loro spalle. Abbiamo incontrato il direttore artistico e coreografo della compagnia, Pascal Rioult, francese naturalizzato statunitense, considerato uno degli eredi artistici di Martha Graham.

Abbiamo visto molti fiori sul fondale, macchie che si dislocano, transizioni di colori e di forme. Che rapporto c’è tra i colori del fondale e dei costumi? Qual è il significato di questa mescolanza per lei?

Rioult Dance Company (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Pascal Rioult: “Riguarda la natura e la sua glorificazione, specialmente nella prima parte, chiaramente. Nella seconda c’è la città, New York, ed è molto diverso, nella terza non ci sono colori, bianco e nero e l’ultima è “celestial”, riguardante lo spazio, le galassie, le stelle e i colori sono il verde e il blu, lo stesso per i costumi, un mix tra acqua e paradiso, il cielo".

Che rapporto c’è per lei tra i colori e la musica di Bach?

“Vedo che molta gente definisce Bach molto freddo ed è una delle ragioni per cui ho voluto creare questo programma: per mostrare alla gente che non è vero. Bach è molto emozionale, ricco, colorato e molto attraente. Questo è quello che volevo mostrare e per me i colori stanno molto bene con Bach".

La parte della città, mi sembra New York.

“Sì, è proprio New York".

Quale fu l’impatto visivo per un artista europeo come lei quando arrivò a NY? Ha ancora quello stesso impatto oggi per lei?

“Assolutamente. è una città estremamente esaltante perché l’energia è così compatta. È diverso dal pezzo sulla natura che è molto aperto e calmo. L’impressione che si ha a NY è che l’energia sia fortissima, che cambia col tempo e diventa sempre di più, non so come finirà, ma continuiamo a costruire palazzi sempre più alti e per me questa energia qualcosa che non si trova da nessun’altra parte. Sebbene io ami Parigi, dalla quale provengo, Roma, Firenze o la stessa Vicenza, non c’è niente come NY; se ti piace l’architettura c’è un fenomeno interessante: in ogni angolo tu giri e ci sono linee che si incrociano in continuazione riflettendosi sui vetri dei palazzi intersecandosi le une con le altre e questo crea delle incredibili strutture spaziali. Spazio e tempo a New York sono molto diversi da qualsiasi altro posto per questo".

Rioult Dance Company (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Quindi NY per lei ha lo stesso impatto di quando arrivò.

“Oh sì, anche di più, a dire il vero. Penso che NY stia diventando sempre più “folle”, non in senso cattivo ma più energia, gente più veloce, più palazzi…”.

Più creativa.

“Sì!”.

E che rapporto c’è tra NY e Bach?

“Credo che ci sia un’unica risposta per me: tutto è in relazione con Bach. Bach è un grande, l’inizio e la fine di tutto, così ho visto che si può parlare di tutto e fare di tutto con la musica di Bach e per qualche ragione si riesce a trovare un rapporto tra la musica di Bach e quasi tutto e sicuramente la città, perché è completamente oltre lo spazio e il tempo. Ci sono così tanti cambiamenti di note e di accordi, addizione, sottrazione, molto matematico e stava proprio bene con la città".

Le piace dedicare una serata ad ogni compositore, Stravinskij, Bach, Mozart. Come architetta il suo spettacolo? Sceglie prima la musica e poi costruisce la coreografia oppure su essa pensa se ci può stare bene un compositore?

“Va in entrambe le direzioni. Per questo programma è cominciato con la prima parte del lavoro in cui ho sentito che sarebbe stata bene con Bach e l’altra metà ho voluto costruirne l’intero programma su Bach perché, come dicevo, volevo mostrare alla gente a cosa io penso serva la musica; ho anche imparato molte cose, sul mio lavoro artigianale, e sto ancora imparando, ho imparato moltissimo su questi grandi compositori sui quali ho lavorato per anni: Ravel per 3-4 anni, Stravinskij e Bach lo stesso e in ogni pièce imparo qualcosa sulla creazione e la composizione. Per cui, dipende: la pièce su Ravel è venuta ascoltando la musica, “La valse”, ho sentito la musica e ho visto le immagini. Per questa pièce è successo al contrario: ho pensato a un viaggio poetico nella natura, un tema orientale, una ispirazione giapponese per la prima parte, poi la terza ho pensato a una struttura astratta giocata sul bianco e nero e forme geometriche e ho trovato la musica di Bach che ci stava bene. La cosa importante è che non importa come comincia il lavoro ma che i processi funzionino insieme".

Vediamo queste figure geometriche in bianco e nero in una specie di rapporto matematico con le figure che si spostano creandone altre. Si dice che Bach componesse la sua musica sfruttando il numero di Fibonacci. In questa ispirazione tra matematica e geometria, sul palco vediamo che i suoi danzatori non sono costretti in alcun tipo di geometria, sembrano molto liberi.

Rioult Dance Company (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Questo è anche il modo in cui percepisco Bach: sebbene tutto sia molto matematico, ciò che lui mette tra le note e nelle note e il modo in cui le arrangia per me è molto umanistico. Lui diceva di questa cosa magnifica sulla musica nello spazio, dell’armonia con cui orbitano i pianeti e pensava che dovesse esserci della musica che fa funzionare tutto questo perché è armonico".

Il linguaggio dell’universo.

“Esatto, va oltre la matematica. Io non sono un matematico ma so che i ricercatori di matematica la pensano allo stesso modo, cioè che i numeri possono spiegare il mondo e penso che per Bach ci fosse la stessa correlazione tra come funziona il mondo e la musica".

Qualche settimana fa ho intervistato Philippe Lafeuille e parlavamo del fatto che in America la massima aspirazione di un danzatore è fare uno spettacolo con Katy Perry o Byoncé mentre in Italia, Francia e Russia l’aspirazione è danzare alla Scala, Bolshoi e Mariinskij. In USA l’arte e la cultura non sono sostenute dallo Stato e le compagnie, orchestre e compagnie devono raccogliere i soldi per portare avanti i loro progetti. La sua è una compagnia di danza neo-moderna: come riuscite a competere con le crew di streetdance?

“Non c’è competizione, non c’è similitudine, è un mondo completamente diverso che viene dai programmi televisivi. Penso che sia meraviglioso che facciano dei programmi di danza in tv non è stato davvero mai fatto negli States ma non ha cambiato le cose perché non è ciò che facciamo noi. la streetdance è stupenda, dipende da cosa fai, e io amo qualsiasi tipo di danza finché è buona ma se balli dietro a una star in uno show musicale o in un video o altro non ha niente a che fare con quello che abbiamo fatto stasera o che facciamo sul palco. Io mi trovo più vicino al modello europeo anche se l’unica differenza nel tipo di danza e stile di ciò che faccio è che non esiste in Europa perché è danza moderna americana e la danza contemporanea europea non ha niente a che fare con questo e ha davvero poca influenza, è un’invenzione americana. La gente non lo sa che sono state Martha Graham e Isadora Duncan a inventare le forme della danza moderna e a separare il balletto, questa è una invenzione totalmente americana che non ha avuto molta influenza in Europa ed è la danza che io ancora faccio. Ci sono dei coreografi come Pina Bausch, Jiri Kylian, o Mats Ek che un pochino hanno preso qualche influenza da quello ma in Europa noi deriviamo dal balletto a Cunningham e la post moderna, un lavoro più intellettuale, in mezzo c’è un buco".

In Europa abbiamo una grande nuova ondata di turisti da Asia e India, molta gente incuriosita di vedere Italia, Francia ecc. Lei pensa che la nuova ondata di turismo possa influenzare il modo di promuovere e vendere cultura come è successo per i turisti americani, per cui certe cose vengono fatte solo per gli americani o per gli asiatici?

“È universale e dovremmo conoscere tutti quello stato d’animo. La danza è un linguaggio universale e se queste persone ce l’hanno nella loro cultura lo capiscono e si spera che se sentono qualcosa ne vogliano vedere dell’altro e noi glielo dobbiamo dare".

Quindi lei non pensa che la danza cambierà perché tanta gente con culture diverse vorrà vedere qualcos’altro.

“No, cambia sempre, la danza è sempre emozione che cambia, non rimarrà così com’è".



nr. 10 anno XXIII del 17 marzo 2018

Rioult Dance Company (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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