NR. 10 anno XIX DEL 15 MARZO 2014
la domenica di vicenza
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Da lettore a scrittore, il passo, talvolta, è breve

Il giovane Marco Biolchini sceglie per il suo esordio letterario dal titolo “Il ritorno di Roma” il difficile mondo del romanzo storico. Ne esce un volume non solo di avventure, ma anche di profili psicologici. Al centro della trama Tito Valerio Barbato, un giovane alle prese con le difficoltà di diventare adulto

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Il ritorno di Roma

Il ritorno di Roma (Art. corrente, Pag. 3, Foto generica)Britannia, quinto secolo dopo Cristo. Faide interne allontanano sempre più il ricordo della dominazione romana. La partenza delle legioni ha aperto la strada a un nuovo periodo di lotte ei sovrani britanni si combattono per ampliare i confini dei propri regni, mentre i comandanti dei popoli barbari approfittano delle controversie per invadere l’isola e fare bottino. I signori della guerra si vendono al miglior offerente, i druidi fomentano nell’ombra le ribellioni, i mercanti cercano di fare i profitti migliori commerciando con tutti. Tra questi ultimi, si distingue Publio Valerio Barbato, erede di un’antica famiglia romana, tanto ricco e potente da essere considerato il re delle sue vaste tenute. In questo contesto storico si snoda la trama de "Il Ritorno di Roma", romanzo d'esordio di Marco Biolchini, giovane Il ritorno di Roma (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)scrittore modenese che ha scelto l'antica e misteriosa Albione come sfondo per ambientare una storia complessa e affascinante. Publio ha un nipote di diciotto anni, Tito, che ha cresciuto come un figlio dopo la morte dei genitori. Il ragazzo ha un rapporto conflittuale con il nonno: i due si vogliono molto bene, ma non riescono a entrare in confidenza. Tito odia l'epoca in cui vive, che percepisce come oscura e turbolenta. È stato educato a comportarsi come se fosse ancora in piedi il sistema di valori dei suoi antenati romani, ma ogni giorno di più si accorge che esso è diventato inadeguato. La sua vita subisce un brusco cambiamento quando Publio, preoccupato dalle pressanti minacce degli Angli, decide di delegargli alcune funzioni di rappresentanza all'interno dei territori della famiglia. Proprio durante il suo primissimo viaggio, infatti, Tito capita nei pressi della "zona maledetta", una porzione delle vicine colline coperta da fitta vegetazione, su cui nessun uomo dell'isola ha diritto di accesso.

Fedele a filosofie materialiste e bisognoso di sedare la sua curiosità, Tito decide nottetempo di oltrepassare il confine. A prima vista gli sembra di scorgere esseri misteriosi che vagano tra gli alberi, ma in seguito entra in contatto con le creature, che si rivelano esseri umani. Dopo essere stato catturato e trasportato nel villaggio in cui risiede la popolazione, Tito scopre che sulla montagna si cela l'ultimo baluardo della romanità: una città che ha continuato a vivere secondo le regole dei Romani, isolata dal mondo da quasi un secolo. Sono stati gli abitanti della nuova Roma a sconfiggere Hrothmund, e a guidarli in battaglia non c'era una persona qualunque, bensì suo nonno Publio, che poi aveva deciso di abbandonare quel luogo e nascondere a tutti l’impresa compiuta. Nel frattempo gli Angli, sotto l'egida del misterioso comandante Hryp, hanno gettato le basi per costituire un nuovo esercito. Molti giovani che lavorano presso i proprietari terrieri decidono di lasciare le loro famiglie e diventare soldati...

Alternando personaggi storici realmente esistiti ad elementi di pura fantasia, Biolchini costruisce un poderoso affresco storico e sociale di un'era ormai lontana, ma non per questo meno intrigante. L'autore si addentra in un periodo considerato l'era oscura della storia inglese e questa particolarità gli ha permesso di adattare con maggior facilità le vicende del romanzo ai fatti reali. Gli ultimi capitoli sono interamente dedicati alla battaglia tra Romani e Angli: le fasi dello scontro sono descritte nei minimi particolari e con un alto grado di approfondimento tecnico. È questo il punto più alto della narrazione, nel quale l’autore cerca di mostrare la paura e il coraggio, l’eroismo e la fedeltà di persone che si trovano a muoversi a un passo dalla morte. L’elemento sottostante tutta la narrazione è il continuo contrasto tra il modo di vivere dei Romani e quello dei popoli barbari. Al giovane autore modenese abbiamo rivolto alcune domande.

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