NR. 10 anno XIX DEL 15 MARZO 2014
la domenica di vicenza
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Altaburg, la fiaba che “vive” sull’Altopiano

Si può amare una fata? Se lo chiede la raffinata scrittrice Paola Martello capace di interpretare e adattare una leggenda alla storia che lei ha voluto narrare

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Altaburg, la fiaba che “vive” sull’Altopiano

Altaburg, la fiaba che “vive” sull’Altopiano (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Non c'è bisogno di scomodare Andersen, Disney o Collodi. Anche nel nostro vicino Altopiano dei Sette Comuni ci sono fiabe e racconti che ci trasportano sulle ali della fantasia e ci aiutano a riscoprire il senso profondo delle cose e della vita. È quanto accade leggendo "Altaburg - Si può amare una fata?", poema per immagini di Paola Martello, altopianese di nascita e residente a Vicenza, che esce in questi giorni per i tipi dell'Editrice Veneta. Una storia dedicata agli amori impossibili scritta in prosa ma alternata anche da poesie, ballate e filastrocche. La trama, modificata in parte per lo scopo, è quella della leggenda legata all’Altaburg di Rotzo. Il libro, che contiene più di 150 bellissimi disegni della stessa autrice, narra del difficile e ambiguo rapporto che l’essere umano ha sempre avuto con il soprannaturale e l’immaginazione. Il protagonista, Zavra, va alla ricerca di Idra, la Regina della Fantasia e dell’Altaburg, che gli è apparsa in sogno. Ma all’uomo è concesso amare una fata? Esiste un punto d’incontro tra la realtà e l’irrealtà? Su questo argomento si sviluppa tutto il testo, che si avvale anche di alcune frasi in cimbro, tratte dal Dizionario della Lingua Cimbra di Umberto Martello Altaburg, la fiaba che “vive” sull’Altopiano (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Martalar, padre dell'autrice. L’Altaburg o Altaborg, toponimo cimbro che tradotto vuol dire Vecchio Borgo o Vecchio Castello, è il nome di un luogo dell’Altopiano, nel territorio di Rotzo. A esso sono legate antiche storie di riti pagani, boschi sacri e leggende di fate. "Uno dei grandi problemi del nostro tempo - scrive il noto medico e naturopata di lingua tedesca Rudiger Dahlke - è che crediamo di poter rinunciare alla fantasia, ai sogni, alle fiabe, ai miti e alle saghe: pensiamo addirittura che staremmo meglio facendo a meno delle zone oscure e misteriose dell'inconscio". Ma, come insegna la buona psicologia, ciò che ricacciamo con forza o con distrazione nell'ombra, torna prima o poi ad emergere, tanto più forte quanto più noi lo ignoriamo.

 

"Ho raccolto tasselli di pensieri, di poesie, d’immagini - scrive l'autrice nella premessa al libro - pezzetti della mia esistenza e del mio lavoro. Ho preso una leggenda dell’Altopiano dei Sette Comuni Vicentini, la più arcana e intrigante e ho inserito le tessere lungo la trama creando questo libro. Ho pensato che le contraddizioni potessero essere gli ingredienti principali, come d'altronde lo sono spesso nel gioco della vita. Anche Zavra, il protagonista, sente che non c’è coerenza in ciò che si propone di fare, ma sa anche che non vale la pena di vivere senza rincorrere i sogni. Insoddisfatto della propria esistenza, va alla ricerca di Idra, la regina della fantasia che gli è apparsa in sogno chiamandolo. Zavra si chiede: Si può amare un essere illusorio? È possibile trovarla? Cosa c’è oltre il nostro mondo? Esiste una dimensione contrapposta a quella reale? Ed ecco la decisione che accantona i dubbi: andrà a cercare Idra poiché vale la pena di rischiare per trovare l’amore ideale e per avere la certezza che esiste qualcosa che va oltre la realtà. Zavra si mette dunque in cammino per andare all’Altaburg dove vive, secondo la leggenda, la regina della fantasia. Il lettore scoprirà, pagina dopo pagina, gli ostacoli che il poeta dovrà affrontare lungo il percorso. Era un amore impossibile il suo? Nella vita esistono dei miraggi: le aspirazioni a un mondo più buono, i sogni nel cassetto e le grandi passioni d’amore. Per molti uomini, cercare di realizzarli rende la vita appagante e degna di essere vissuta. Questo poema per immagini è dedicato a tutti gli amori impossibili e a quelle persone che rincorrono degli ideali nonostante la strada da percorrere sia lastricata di rischi e talvolta causi dolore".

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