NR. 28 anno XXII DEL 22 LUGLIO 2017
la domenica di vicenza
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La grotta di Alonte

Il volume di Luca Gelain

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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La grotta di Alonte

Come descrivere e far conoscere la grotta più lunga dei Colli Berici? E come spiegare che sotto quelle alture ben note e frequentate dai vicentini si cela un grande lago sotterraneo? Per farlo ci voleva l'impegno di un volenteroso e caparbio speleologo vicentino che ha avuto la felice intuizione di raccontare tutto in un libro. Grotta e sorgente dei Mulini di Alonte (Editori Veneti, Noventa Vicentina) è proprio il recente volume firmato da Luca Gelain e realizzato a cura della Federazione Speleologica Veneta, del gruppo speleologi Malo e della sezione del Cai di Noventa Vicentina, un lavoro che ha permesso di portare alla luce e far conosce in Italia la grotta dei Mulini di Alonte. Il progetto del libro, presentato in maggio nella sala parrocchiale di Alonte, è nato da un episodio accaduto all'autore nel 1998, durante un corso di specializzazione per speleologi con tema la meteorologia ipogea.

La grotta di Alonte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Durante i momenti di pausa del corso - scrive Gelain nella prefazione - il relatore ci raccontò di un suo coinvolgimento, come parte difensiva, nei confronti di una struttura privata, sostenuta da volontari, accusata di inquinamento ambientale, struttura che si occupava, guarda caso, proprio di ricerca scientifica e tutela dell’ambiente. In pratica, all’interno di una grotta situata in un parco naturale nel varesotto, alcuni speleologi avevano rinvenuto tracce di sostanze inquinanti lungo un corso d’acqua sotterraneo, accusando la cittadella delle scienze per l’evidente provenienza, in termini di direzione, dell’acqua contaminata. Dal rilievo della grotta e il conseguente disegno, era palese che il ramo con l’acqua inquinata proveniva da una struttura specifica delle due presenti nell’area del parco, ma il docente volle ugualmente approfondire le indagini fino ad avere la giusta intuizione: identificare la corretta struttura, fonte dell’inquinamento, dimostrando scientificamente che non corrispondeva a quella per cui era stato chiamato. Trovai subito questa storia affascinante anche perché, per risolvere il giallo, oltre alle abilità speleologiche, erano servite competenze di chimica e fisica, materie per le quali i professori di scuola mi hanno trasmesso una grande passione. Da qui lo stimolo a replicare l’esperienza in una grotta vicino a casa, rimasta impressa nella mia mente per la sua bellezza e complessità, ricca di punti interrogativi sotto molteplici aspetti: mi riferisco alla grotta dei Mulini di Alonte.

Il risultato cui l’autore e pervenuto - raccontano alla sottosezione del Cai di Noventa Vicentina, dove Gealin vive - è uno studio completo della grotta dei Mulini, frutto di giorni e notti di ricerche e di studio, di esperimenti, di innumerevoli escursioni e incursioni nel fango, elemento principe di quel luogo, di testardaggine nel credere in un nuovo sviluppo della grotta, come nessuno prima era stato capace neanche di immaginare. Il libro si rivolge a un pubblico molto ampio, sia preparato che completamente a digiuno della materia. Rappresenta un valido punto di partenza per chi, non esperto, voglia scoprire le meraviglie indagate dalla speleologia. Con testi semplici e comprensibili a tutti, non tralascia di fornire informazioni dettagliate di storia, fisica e chimica. E’ un modo nuovo di conoscere e scoprire una parte dei Colli Berici, così vicini, ma spesso sconosciuti ai più. Essere testimoni del fatto che la passione, i sentimenti e i sogni portano a volte a risultati sorprendenti e che il lavoro e l’impegno, uniti alla capacità di mettersi in gioco, permettono di superare anche grandi ostacoli, è una grande soddisfazione.

La grotta di Alonte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Maturato il desiderio di dar vita ad una ricerca scientifica, negli anni l'autore ha iniziato a raccogliere informazioni necessarie per lo studio, e finalmente arrivò il punto di svolta. Una sera a Malo nella sede del gruppo speleologico incontra l’amico Galliano Bressan, il quale sollecitò il gruppo, vista la scadenza imminente, a presentare progetti pertinenti alla commissione scientifica della federazione, richiedendo fondi rimasti disponibili per studi che riguardassero le grotte con acqua. Le sue parole mi scossero non poco - racconta ancora l'autore - i tempi erano strettissimi per mettermi al passo, ma nella mente l’obiettivo da raggiungere era chiaro. Il giorno successivo non mi fermo: riordino le informazioni e i preventivi raccolti nel tempo ed è così che, entro la scadenza prevista, Galliano consegna il progetto “Mugnaio cercasi”, così battezzato fantasticando di un mitico mugnaio che vive all’interno della grotta e ne custodisce i misteri e con essi le risposte alle nostre numerose domande. Arriviamo così all’autunno del 2009 e durante l’attesa dell’approvazione del progetto vengo invitato ad un altro corso di specializzazione sul tema Movimento dei fluidi in grotta: acqua e aria. È esattamente quello che mi serve... Tre giorni indimenticabili dove senza sosta, tra formule e reagenti chimici mi sento catapultato sui banchi di scuola, anche con una certa emozione... Risolto, almeno inizialmente, il problema della formazione, l’avventura può finalmente prendere il via grazie alla Federazione Speleologica Veneta che aveva nel frattempo approvato, prima in commissione scientifica e poi con l’assemblea dei soci, il progetto, mettendo a disposizione parte della strumentazione richiesta e finanziando l’acquisto di quella mancante.

La sezione speleologica del Cai di Noventa, costola del gruppo speleologi Malo, è impegnata a promuovere e divulgare la speleologia attraverso varie forme come l’attività di accompagnamento, serate culturali, corsi e ricerca scientifica. Dopo tanti posticipi, a fine 2016 si è concluso il progetto

scientifico “Mugnaio cercasi” legato alla grotta dei Mulini di Alonte, con la consegna del materiale necessario alla stesura del libro dedicato. Continua anche la collaborazione con le scuole, questa volta con l’istituto comprensivo Fogazzaro di Noventa, dove è stato sviluppato con alcuni insegnanti un progetto triennale che ci vede impegnati come guide speleologiche, ma anche come cartografi attraverso lezioni e uscite sui colli. Novità assoluta è la formazione geologica, con l’intenzione di dar vita ad una vera e propria campagna di scavi con i ragazzi coinvolti, alla ricerca di quei fossili caratteristici del nostro territorio. Poco meno di trenta sono le uscite svolte nel corso dell’anno con il ritrovamento, esplorazione e relativo accatastamento, di una nuova grotta nei pressi di Lumignano.

Abbiamo incontrato l'autore del volume.

La grotta di Alonte (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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