NR. 43 anno XXII DEL 2 DICEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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La storia in 25 ville
le foto che raccontano

Un nuovo libro illustrato sul grande patrimonio veneto

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Le Ville Venete

Ancora un bel volume illustrato sulle ville venete e sulla loro importanza nella cultura e nell'arte non solo regionale, è in libreria da qualche settimana per i tipi dell'editore scledense Sassi, curato dalla giovane Valentina Facci. Un volume elegante, illustrato con la sapienza dell'arte fotografica già sperimentata da Sassi in molte altre precedenti pubblicazioni. La scelta in questo caso è caduta su venticinque ville, distribuite su tutto il territorio veneto, da Venezia a Verona, da Vicenza a Belluno passando per Padova, Treviso e Rovigo, in modo tale da offrire al lettore una panoramica, tanto essenziale quanto incisiva, delle ville più celebri per architettura, decorazioni e funzioni, familiarizzando con le varie tipologie strutturali: dalla villa-castello quattrocentesca alla villa palladiana tipica del Cinquecento, sino alla villa-reggia del Settecento.

Le Ville Venete (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il tema dunque è noto ai più: tra Cinquecento e Ottocento, nella terraferma della Repubblica di Venezia, si sviluppa una nuova tipologia di architettura rurale: la villa veneta, che attorno ad essa fa nascere una vera e propria "civiltà". Nata per soddisfare le esigenze legate al lavoro agricolo, diventa ben presto anche emblema dello status economico e sociale dell’aristocrazia locale. Ingenti quantità di denaro venivano investite dai nobili per la costruzione della villa di famiglia, da questi spesso utilizzata soltanto come residenza estiva e per stabilire la propria importanza attraverso lo sfoggio di preziose decorazioni, suppellettili, arredamenti e ricchezze di qualsiasi genere. La villa esprime il desiderio del patriziato veneto di un ritorno alle origini, spostandosi dalla laguna, fino ad allora centro nevralgico del potere veneziano, alla terraferma. Gli stucchi, gli affreschi e le opere d’arte del corpo centrale di rappresentanza coesistono con le strutture destinate alle funzioni produttive della tenuta agricola, come barchesse e stalle. Il modello della villa veneta rappresenta da allora il prezioso scenario che accoglie tra i tanti artisti la figura del sommo architetto vicentino Andrea Palladio, tra i più famosi architetti in grado di soddisfare le esigenze dei committenti e, al contempo, di catturare il genius loci dell’ambiente. Oggi sono più quattromila le ville censite sul territorio triveneto, un patrimonio inestimabile sotto diversi punti di vista, in quanto testimonianze architettoniche, storiche, artistiche e culturali che ancora oggi rappresentano un collegamento diretto con la più intima natura della nostra regione. Quest’ultima, nel corso dei secoli, si è andata a delineare sommando il duro lavoro dei contadini, dediti alle attività agricole nei campi, e l’otium della nobiltà che, oltre a dedicarsi a interessi e piaceri personali tra le mura delle proprie dimore di campagna, fu in grado di riconoscere nell’investimento fondiario una nuova forma di economia e ricchezza. Nel Quattrocento, infatti, l’entroterra veneto accoglieva già gli antenati delle ville venete vere e proprie: i castelli e le fortificazioni di impronta feudale.

Le Ville Venete (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Per dovere di cronaca, è bene precisare che delle oltre 4.200 ville venete esistenti, circa 3.400 sono in Veneto e 800 in Friuli Venezia Giulia: l'80% è di proprietà di privati e solo il rimanente 20% appartiene ad enti pubblici o associazioni. Della gestione di questo immenso patrimonio storico ed artistico si occupa dal 1979 un ente specifico, l'Istituto Regionale delle Ville Venete, creato dalla Regione Veneto e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con sede a Villa Venier Contarini di Mira (Venezia), ente che in passato è stato presieduto dalla vicentina Giuliana Fontanella. Il proprietario della villa veneta si propone quindi anche come mecenate. Non è un caso infatti che le ville abbiano offerto spazio allo svago, al divertimento e al piacere diventando luoghi dove potersi riunire per assaporare i lati più spensierati e leggeri della vita. Così, artisti e personaggi illustri giungevano alle nobili dimore di campagna, spesso direttamente da Venezia, viaggiando a bordo dei loro burchielli, lussuose e confortevoli imbarcazioni fluviali. L’architettura della villa assume nel tempo conformazioni che vanno a rispecchiarne la funzione, facendo coesistere la realtà contadina con quella signorile. Già Petrarca, nel Trecento, volendo trascorrere in tranquillità gli ultimi anni della sua vita, si ritirò ad Arquà, sui Colli Euganei, presso la sua casa di campagna. Qui, oltre a poter accogliere gli amici letterati, il poeta poteva dedicarsi allo studio in tutta serenità. La dimora rurale, dunque, fungeva talvolta da rifugio intellettuale, proprio come accadde anche per la vicentina Villa Almerico Capra, detta La Rotonda, creata per Paolo Almerico, nobile ecclesiastico. Questi la commissionò poiché necessitava di un luogo appartato per condurre i propri studi e furono soltanto i proprietari successivi, i Capra, a conferire alla residenza anche una funzione agricola, aggiungendovi la barchessa. La villa in questione è opera di Andrea di Pietro della Gondola, sommo architetto cinquecentesco, conosciuto in arte come Andrea Palladio. Palladio visse fino all’età di settantadue anni ed ebbe modo, nel corso della sua esistenza, di donare all’umanità un contributo architettonico insostituibile, plasmando, tra il resto, il concetto di villa veneta secondo i principi di ordine e armonia che vediamo riassunti nel suo trattato I Quattro Libri dell’Architettura del 1570, pietra miliare del cosiddetto Palladianesimo. Saranno dunque proprio i moduli palladiani cinquecenteschi a fornire le basi per i successivi sviluppi della villa veneta, partendo dalle forme più semplici fino a quelle più articolate come Villa Barbaro a Maser, affrescata dal Veronese, e a quelle del Settecento, come Villa Pisani a Stra, sulla Riviera del Brenta, nel veneziano.

Alla curatrice Valentina Facci abbiamo rivolto alcune domande.

Le Ville Venete (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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