NR. 02 anno XXIV DEL 19 GENNAIO 2019
la domenica di vicenza
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Ricordi di scuola

Un viaggio nel passato

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Ricordi di scuola

La vicentina Maria Gabriela Mantiero, ex insegnante di scuola media in città, ha pubblicato Ricordi di scuola (Editore Gruppo Albatros Il Filo), un libro che rappresenta un viaggio nel passato, il racconto di una serie di esperienze che come delle istantanee si sono impresse nella mente dell'autrice e hanno rappresentato momenti densi di significato per la sua professione di insegnante di scuola media, ma che hanno influito anche sulla sua vita privata, sul suo essere donna e madre. L'autrice ripercorre l'approccio incerto dei suoi primi incarichi, le gite con le sue classi, i rapporti con i colleghi, l'infinita pazienza necessaria verso gli alunni più indisciplinati e i tentativi di coinvolgere gli studenti, di appassionarli allo studio e di renderli curiosi; pagina dopo pagina è come se il lettore fosse lì con loro, a sentire le urla liberatorie dell'ultimo giorno di scuola, a provare le stesse paure ed emozioni che si mescolano durante gli esami finali. Pagine cariche di nostalgia e affetto, da cui traspare l'energia e la passione che sono alla base di un mestiere così importante come quello dell'insegnante. "Ricordo mio padre che mi ha consigliato di intraprendere la carriera di insegnante affinché potessi vivere in mezzo ai giovani ai quali trasmettere anche la conoscenza dei suoi ideali, ma soprattutto ai quali insegnare a diventare sostenitori della causa giusta, quella dell’onestà".

Ricordi di scuola (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il libro, che sarà presentato dalla stessa autrice al centro Proti di Vicenza domenica 13 gennaio alle 17.30 con ingresso libero, è una raccolta di momenti e situazioni di vita vissuta tra i banchi di scuola e nelle aule. Tutto rigorosamente aderente al vero, senza veli nè artifici. Come ad esempio nel breve racconto Il '900, in cui l'autrice scrive: Quel giorno il cielo era coperto da un grosso nuvolone scuro che però il vento aveva disperso e trasformato in mille altre nuvole. Sono in 3° C per una lezione di Storia. Abbiamo già visto un filmato su Hitler. Oggi vedremo quello su Stalin. Durante queste proiezioni i ragazzi rimangono silenziosi, comprendono la gravità di quello che è accaduto. Sono argomenti che fanno discutere spesso anche noi insegnanti. Il marito di Anna, mia collega ed amica, era solito dire:- Siamo nati e vissuti nel '900, il secolo dell'Irrazionalismo. Egli è stato per poco tempo mio collega, poi è passato ad insegnare in un Liceo Classico. È stato l'uomo più colto che io abbia conosciuto, era inoltre acuto ed umile. È stato il caro amico di mio marito che ha condiviso con lui momenti di discussioni psicologiche e filosofiche durante le frequenti passeggiate domenicali per i sentieri dei nostri Colli Berici e le escursioni nei luoghi della grande guerra. Mio marito ha avuto la fortuna di frequentare Guido il cui papà, a 17 anni, fu volontario nella fase finale della prima guerra mondiale e poi, una volta diventato pediatra, aveva gestito un Kinderhaim per bambini sull'Altipiano di Asiago. Era una persona carismatica: è stato per mio marito un maestro. Grazie a lui è nata la passione per le vicende della prima guerra mondiale che ora trasmette agli amici.

Ricordi di scuola (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)O ancora in Compito d'Italiano in Classe Prima C: Quella mattina avevo la prima C per un compito d'Italiano in classe. Gli alunni di quella classe sono spesso gli ultimi a salire in aula perchè c'è sempre il ritardatario e devo aspettare un bel po' perché tutti si mettano in fila. Mentre salgo le scale qualcuno si ferma, chi ha le scarpe slacciate, chi deve sistemare lo zaino, chi deve recuperare l' ombrello caduto a terra. Una volta entrati in classe non vanno subito al loro posto, si accalcano tutti attorno alla cattedra a dire qualcosa. Li devo fulminare con lo sguardo, solo allora, ma molto lentamente, adagiano lo zaino vicino al banco poi, mentre vanno a depositare le loro giacche, si urtano, si scontrano. Ogni volta devo loro sussurrare:- Peggio per voi, avrete meno tempo per lo svolgimento dei vostri capolavori!- Mi dirigo alla lavagna e scrivo con il gesso le due tracce. È un coro:- Solo due ?- Una voce supera le altre:- Signora, Maria è assente.- Un' altra:- Signora, Martina mi tira dei pezzetti di carta!- I miei alunni spesso dicevano "Signora", a volte "Professoressa", raramente mi davano del "Tu". Aspetto un po' di silenzio. Li invito al lavoro. Ogni volta, con voce calma e ferma, devo dire:- Adesso basta! Al lavoro! Conterò fino al tre, poi ritirerò il foglio a chi disturberà durante lo svolgimento del tema che richiede una concentrazione totale!- Serena interrompe:- Signora, io, il tema lo svolgo prima in brutta e poi in bella!- Luca:- Io l'ho fatto sempre subito in bella!- Devo allora contare ad alta voce:- Uno, due, tre...- Finalmente silenzio. Per mezz'ora scrivono senza fare interruzioni. Fa finire quella magia Luca che esce dal banco, si avvicina alla cattedra con passo felpato e mi sussurra:- Posso riavere il mio libretto delle assenze?- Con calma gli chiedo:- Ti serve per il compito? -No.- Mi risponde con un'aria stupita. Io, di rimando:- Te lo restituirò alla fine delle due ore. Esce Giovanni:- Signora, io, le virgolette che racchiudono il titolo le scrivo in un altro modo.- Non voglio sentire come le scrive, gli rispondo:- No, falle come ti ho insegnato io e, prima di me, la tua maestra delle elementari.- Qualcun altro tenta nuove domande, lo blocco, mi metto in piedi davanti alla cattedra e sto li', muta, a guardarli. Ritorna il silenzio. Io rimango ferma e muta fino alla fine, fino alla consegna dei compiti finalmente svolti. Per fortuna il vento ha spazzato via tutte le nuvole, la giornata si è fatta splendida, il sole illumina il prato, i platani, i salici, i cipressi. Basta sbirciare fuori dalla finestra e spostare lo sguardo per immergersi nel silenzio e perché gli occhi si riempiano di verde e di azzurro.

In occasione dell'imminente presentazione del libro abbiamo incontrato l'autrice.

Ricordi di scuola (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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