NR. 41 anno XXVIII DEL 25 NOVEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Impianti poco sportivi

L'assessore allo sport Umberto Nicolai boccia severamente gli impianti della città, in particolare le palestre "fanno schifo"...

di Luca Faietti

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Impianti poco sportivi

... e punta l'indice contro le passate amministrazioni di centrodestra.

«Lo stato delle strutture sportive a Vicenza è pessimo per non dire che fanno schifo».
Adirlo non è un rappresentante della minoranza che nel suo ruolo di opposizione alla giunta Variati sembra essersi sciolta in beghe interne, ma il grido di dolore viene direttamente dall’assessore allo sport Umberto Nicolai. E sì, perché all’assessore la cosa non va giù.
«Come posso stare tranquillo -dice- se i ragazzi si vergognano ad andare nei bagni perché puzzano e sono in condizioni da terzo mondo?».
Come dargli torto?
Lo sport è da sempre una voce da tenere sotto traccia a Vicenza, utile solo quando c’è da portare a casa qualche voto, ma che poi finisce nel dimenticatoio quando la voce stessa deve essere messa a bilancio.
Un milione e mezzo per le strutture cittadine, quando ad esempio, la vicina Padova viaggia sugli otto milioni annui! Non c’è partita! Il derby se lo aggiudicano i cugini biancoscudati. E da noi?
Solo lacrime e sangue.
«Non mi piace andare a ricevere l’applauso per aver inaugurato un campo in sintetico a S.PioX quando poi devo fare i conti con 40 palestre in città che fanno schifo -si lamenta Nicolai- Gli applausi li lascio ai politici di professione, io preferisco parlare coi fatti, le “vetrine” mi danno l’allergia».
Ed infatti Nicolai non è andato ad inaugurare il campo in sintetico, il primo dei quattro che arriveranno ma, a dire il vero, solo perché era indisposto.
«Ci vogliono i soldi per ristrutturare gli impianti - sbotta ancora Nicolai- E quelli attualmente a bilancio, pur apprezzando lo sforzo del sindaco Variati, sono effettivamente pochi. Solo per rendere idonee le strutture servirebbero milioni di euro. In città ci sono circa 40 impianti e la responsabilità della loro incuria va ricercata nel passato. Inoltre a Vicenza abbiamo sì un bel teatro, ma non sarebbe stato meglio usare quei soldi per altri settori?
Vicenza, ad esempio, resterà senza palazzetto per almeno dieci anni! Infine mi fa rabbia che a Padova stanzino 8 milioni per lo sport e noi sei volte di meno».
Ma non è tutto. Nicolai se la prende anche con alcuni gestori.
«Non è possibile avere piscine a 2 euro e campi da tennis a 4 euro l’ora. Troppo poco, sono tariffe che devono essere riviste e serve un maggior coinvolgimento dei privati nella gestione degli impianti sportivi a loro affidati. Sento a destra e a manca che il Comune deve intervenire. Ma siamo servizio sociale, noi? Non esiste».
Con il nuovo anno Nicolai ha intenzione di attivare una sinergia con altri assessorati.
«Con Tosetto e la Moretti per sistemare l’impiantistica scolastica e renderla a norma. Inoltre serve condividere una nuova mentalità che sia di puro volontariato. Oggi in tanti lo affermano, ma lo sono poi davvero volontari disinteressati? Serve una nuova mentalità nel mondo sportivo nostrano. Così non va proprio bene».

Il je accuse dell’assessore allo sport Umberto Nicolai smuove il mare magnum del mondo dello sport vicentino, di cui il consigliere del Pd Federico Formisano fa parte da anni.

Formisano, l’assessore allo sport Nicolai l’ha detto senza mezzi termini: le palestre cittadine sono fatiscenti e la responsabilità è degli amministratori del passato.
Lei ha avuto quel ruolo qualche anno fa, la situazione è così drammatica? E come mai poco si è fatto per sistemarla?

«Io non concordo del tutto con questa affermazione dell’amico Umberto. Non possiamo non rilevare, ad esempio, come la dotazione dei campi sportivi sia migliorata e cresciuta rispetto a quindici anni fa (ci sono i tre campi nuovi dei Pomari, quello di Sant’Agostino, i tre nuovi campi in sintetico). Abbiamo realizzato l’impianto per il Baseball, è stata fatta la nuova Piscina. Nel periodo in cui sono stato assessore (che è stato di soli tre anni dal 1995 al 1998) abbiamo realizzato tre palestre (Villaggio del Sole, Sant’Agostino, Laghetto). È vero che poi dal 1998 al 2009 non solo non è stata realizzata più alcuna palestra e nemmeno si è arrivati alla progettazione di nuove strutture, ma globalmente io penso che qualche passo in avanti sia stato fatto. Se nel frattempo molti impianti costruiti negli anni Cinquanta e Sessanta hanno cominciato a manifestare i segni dell’età, beh, penso che sia una cosa abbastanza naturale».

Perché a suo avviso quella degli impianti sportivi non è mai stata una priorità per le amministrazioni passate?
«Oggi vi è molta più consapevolezza di una volta di quanto importante sia in campo di prevenzione e di lotta all’emarginazione, l’attività sportiva. Da dirigente sportivo, anche assieme ad Umberto Nicolai, ho portato avanti grosse battaglie personali per far crescere una cultura sportiva, e grazie all’azione di tante persone oggi la nostra lotta comincia a dare i suoi frutti».

A suo modo di vedere va rivista anche l’attribuzione delle gestioni ai privati (ad esempio piscine, tennis e così via)?
«Il problema risiede nella normativa di legge che è diventata molto più vincolante.
In alcuni casi è giusto tenere conto della redditività dell’impianto sportivo perché non tutti gli impianti sono uguali da questo punto di vista. Intendo dire che un impianto che non ha alcuna possibilità di produrre cespiti o guadagni deve essere meno vincolato di uno che produce invece introiti (classica è la distinzione fra una piscina scoperta, con tanti incassi e poche spese, ed una coperta, dove le spese sono molto rilevanti)».

Perché Padova destina 8 milioni allo sport mentre Vicenza solo 1,5?
«Perché a Padova sono arrivati prima alla consapevolezza di cui parlavo prima ed hanno colto l’importanza degli investimenti nel settore sportivo. Si rendono conto che spendere oggi per impianti sportivi significa risparmiare domani in materia di costi sociali»

Servono più controlli per verificare lo stato delle strutture cittadine?
«Nel periodo in cui sono stato assessore ho fatto disporre un censimento degli impianti cittadini. E abbiamo iniziato ad intervenire in alcune palestre, con i modesti fondi di cui disponevamo. La struttura comunale sa bene quale sia la situazione delle strutture cittadine e dove sia più urgente intervenire».

Infine, è davvero tutto volontariato quello delle associazioni sportive? E non sarebbe giusto coinvolgerle anche nella manutenzione degli impianti?
«Fare distinzioni anche nel mondo sportivo ormai è doveroso: non si può confondere l’azione di una società sportiva che opera da mezzo secolo in un quartiere o in una frazione, che ha cresciuto centinaia di giovani atleti, che fatica ogni anno a chiudere il bilancio, con l’interesse di qualche privato mascherato da club o da associazione che fa attività di palestra o di calcio a 5, chiedendo cento ora all’ora per affittare una struttura.
Ma chi opera nello sport, nel Coni o nelle Federazioni, nell’associazionismo o nell’Ente Pubblico queste cose le sa bene e sa distinguere il grano dal loglio! Le convenzioni per la gestione dei campi sportivi già oggi prevedono che la manutenzione ordinaria degli impianti sia a carico
delle società sportive».

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