NR. 41 anno XXVIII DEL 25 NOVEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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I musei dell’Alto Vicentino,
bella realtà a condizione che...

Causa le obiezioni di Schio si procede con il freno a mano tirato ed il rischio è quello di dissolvere l’esperienza - Il ruolo della Provincia

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I musei dell’Alto Vicentino, bella realtà a condiz

(g. ar.) - Quattordici Comuni coinvolti e in tutto 34 musei per quella fascia della provincia che si chiama Alto Vicentino e che passando sopra valli e monti mette sullo stesso piano Valdagno e Marostica, la Valdastico e la Valsugana, Malo e la pedemontana. La trovata è stata quella della Rete, che ha riunito appunto gli interessi comuni di tante amministrazioni per rivalorizzare e ordinare meglio i rispettivi patrimoni museali. Se n'è accorta anche la Provincia che nella sua opera di revisione per il meglio di tanti punti coordinabili e mai coordinati ha indetto un vero e proprio censimento per capire quanti sono e come sono i musei. Lasciando fuori Bassano e Vicenza, che viaggiano per proprio conto, l'assessore Bonotto dice che tutto il resto va precisato e riscoperto e poi rivalorizzato. La rete è già tutto questo e anzi ha ricevuto riconoscimenti anche dalla Regione, anche se per la verità l'esiguità degli investimenti in materia di cultura spaventerebbe definitivamente gente un po' meno ottimista di questa. Su questo orizzonte c'è però la riserva già espressa e ormai reiterata di Schio: sarà perché si sta facendo un museo suo, sarà perchè non ci crede molto, fatto sta che il nuovo assessore è arrivato al comitato di gestione della Rete con una posizione di fatto che intralcia, se non la blocca, la già faticosa strategia comune così faticosamente raggiunta. Gli atteggiamenti dell'assessore, che secondo il verbale avrebbe dato del dilettantesco al modo di procedere proponendo poi di suo il ricorso ad un ufficio stampa che non c'è, non è che siano, diciamo così, impregnati di simpatia umana. Il precedente della rottura con l'associazione che si occupava da anni di spettacoli per conto del Comune di Schio deve aver smosso qualcosa in più. Fatto sta che ora un'attività di area per il territorio viene messa in pericolo. A meno che la questione non sia legata al fatto che il Comune capofila della Rete è Malo. Non ci crediamo...

Schio vuole pagare meno: "Ma la solidarietà?"

Il punto che determina una forte tensione nel comitato di gestione della Rete è quello che vede protagonista il nuovo assessore di Schio alla cultura Pit Formento. La seduta in precedenza, come si rileva dal verbale, aveva visto trattare alcuni temi inerenti la strategia da adottare per le iniziative e un riassunto su quanto era stato fatto fino a quel momento. Tutte attività, compresa quella proposta di andare ad aumentare la presenza in fiera per il Tempo Libero, che ricercano buoni veicoli promozionali utili a creare per la Rete dei musei i presupposti per l'incremento dei visitatori e dei partecipanti alle varie iniziative. La tendenza verificata peraltro, come risulta dalle dichiarazioni all'interno del comitato di gestione, è quella di un aumento dell'interesse all'affinarsi della qualità della proposta. Buone proposte, magari restringendo un po' l'afflusso di chi partecipa, hanno il potere di riscuotere un certo successo. E comunque si tratta di un'attività non facile, con pochissime risorse a disposizione e per la quale occorre la partecipazione incondizionata di tutti coloro che possono perché è al servizio del territorio e non di altro. A questo punto della discussione però, come si rileva dal verbale, c'è l'intervento dell'assessore di Schio Pit Formento, il quale «ritiene da dilettanti occuparsi in questa sede di queste cose; della promozione si dovrebbe occupare l'ufficio stampa». Nota: la rete tuttavia non ne ha uno visto forse anche la dimensione del budget a disposizione. Oltre a ciò, visti i numeri irrilevanti che fa la Rete, non c'è, secondo l'assessore di Schio, neanche motivo di discutere, e passa ad informare che il suo Comune intende ridurre la propria quota-parte di spesa all'incirca della metà, o propone in alternativa di pagare per gli effettivi servizi che la Rete dà a Schio. Tutti i musei dovrebbero pagare, pertanto, in base a quello che ricevono. Schio, tra le altre cose, non ha ancora un museo, ma lo avrà tra breve tempo.

La replica del presidente Ferrigato molto in sintesi e sempre a rigore di verbale è la seguente: 1) non è la prima volta che Schio avanza questa richiesta, e proprio per venire incontro a Schio e a Valdagno qualche anno fa era stato modificato il criterio di suddivisione delle spese, che ha alzato di molto, stabilendo un fisso per Comune, la quota dei Comuni più piccoli; 2) quella di Schio è una scelta politica. Non è possibile ridurre la quota di Schio senza danneggiare i piccoli Comuni. Altri assessori, tra cui Valdagno e Santorso, intervengono aggiungendo che il fare Rete è anche questo, è anche essere solidali.

Essendo tutti nuovi gli assessori partecipanti a questa seduta del comitato di gestione, qualcuno propone di aspettare a vedere come andrà il 2010. La maggioranza ritiene di non poter impegnare più risorse per la Rete di quanto sia stato fatto fino ad ora. I Comuni piccoli hanno infatti budget così esigui per la Cultura che la Rete da sola se ne porta via un quarto circa.

La discussione non va oltre nei risultati. Il Presidente della Rete Ferrigato esprime il suo impegno a cercare anche questa volta una soluzione al problema economico posto da Schio. Al di là di questo atto di fiducia però non rimane che affidarsi all'intenzione di verificare come saranno andate le cose a fine anno. Come dire che si procede con il freno a mano tirato.


Firmato l'accordo nel 2009, ora non va più bene

La Rete Museale Alto Vicentino è nata nel 2001, e dal 2005 ha come presidente del comitato gestione Alberto Ferrigato in quanto assessore di Malo, Comune capofila nel 2005. Il primo rinnovo della convenzione è nel 2006 e Schio che chiede già una riduzione della sua quota. Si rivedono i parametri di ripartizione della spesa con ridimensionamento del budget e si decide di rinnovare per due anni. Nel 2008 la riconferma con rinnovo convenzione per 5 anni alle condizioni degli ultimi due anni. La proiezione è quindi al 2013, con 14 Comuni e 34 musei. Aumenta anche la collaborazione con la Provincia da dove l'assessore Martino Bonotto coinvolge la Rete nel censimento provinciale dei musei e nella prima giornata provinciale dei musei. Continua anche la collaborazione con il sistema museale Agno Chiampo. In tal modo, la Rete finalmente comincia ad assumere dimensione e riferimento provinciali, oltre che essere riconosciuta come il miglior modello organizzativo per i musei anche dalla Regione.

Ma ecco la svolta. Ferrigato spiega che nell'estate 2009 Schio torna a chiedere una ulteriore riduzione della sua spesa: il nuovo assessore regista Formento dice che la Rete ha numeri insignificanti e che «lavora in modo dilettantesco. Il Comune di Schio però è lo stesso (in quanto rieletto nel 2009) che ha appoggiato il rinnovo della convenzione fino al 2013. Questa richiesta mette a rischio le già ridotte attività della Rete, unica a difendere e supportare le realtà tradizionali e di identità culturale del nostro territorio. La posizione di Schio è molto criticabile in quanto è sempre davanti a tutti quando si tratta di ricevere fondi regionali destinati al territorio (vedi ad esempio la IPA per la Fabbrica Alta) fondi che alla fine servono solo a Schio, mentre fa marcia indietro quando invece, come in questo caso, c'è veramente da fare qualcosa per il territorio».


nr. 07 anno XV del 27 febbraio 2010

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