NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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In tribunale a Vicenza scoppia il caso "trascrizioni"

La mancata predisposizione dei verbali degli interrogatori blocca di fatto la celebrazione dei processi. "Così - dicono gli avvocati - non è possibile lavorare"

di Tiziano Bullato
bullatot@tvavicenza.it

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In tribunale a Vicenza scoppia il caso "trascrizio

Il processo penale a Vicenza viene documentato attraverso un verbale e con la registrazione fonografica di tutto quello che viene detto nel corso del dibattimento. Proprio il nuovo codice di procedura penale ha inserito nel nostro ordinamento la valenza dell'oralità, della formazione della prova davanti ai giudici con la testimonianza raccolta nel contraddittorio delle parti, quindi con le domande poste dal pubblico ministero per l'accusa e quelle avanzate dagli avvocati per la difesa dell'imputato o degli imputati. Persone che hanno già spiegato tutto al momento delle indagini preliminari sono chiamate davanti ai giudici, che della vicenda conoscono pochissimo e viene chiesto loro di ripetere quello che sanno, quello che ricordano, in modo tale che il giudice o il collegio si formino la loro convinzione, quella che li porterà ad emettere la sentenza. È un sistema che si avvicina, per certi versi, allo svolgimento del processo anglosassone, quello cui ci hanno abituato tanti "trial-movie" (letteralmente film-processo) e tantissimi telefilm di grande successo: da Perry Mason a Ally McBeal fino alle infinite serie dove i protagonisti sono penalisti in eterno scontro con gli avvocati dell'accusa.

Il sistema, costoso e impegnativo, ha proiettato il processo in una nuova ottica di modernità e consente - pur mancando della giuria popolare, elemento tipico del processo americano - maggiori garanzie anche per la difesa.

L'estrema complessità del meccanismo, come si può facilmente intuire, rischia di essere messa in crisi anche per l'immissione in questi ingranaggi di pochi granelli di sabbia. Accade purtroppo, e per i motivi più banali.

Ecco la storia che vi voglio raccontare questa settimana è davvero basata su inezie, piccolezze che diventano macigni e impediscono ai processi di arrivare fino in fondo.

Lucio ZarantonelloA Vicenza la registrazione dei processi è eseguita da una azienda esterna. Si chiama Meeting Service e ha sede e uffici a Padova. Manda proprio personale ogni giorno nelle aule di giustizia di Vicenza per far funzionare i registratori con i quali le udienze penali vengono documentate. La stessa Meeting Service è stata al centro, qualche mese fa, di una clamorosa protesta. I responsabili dell'azienda, infatti, hanno deciso di sospendere il servizio dal momento che il ministero era in ritardo di molti mesi con i pagamenti. E quindi per settimane i processi a Vicenza e in altre città del Veneto non si sono fatti perché era impossibile registrarli. Poi è stato trovato un accordo e il servizio è ripreso. Eppure i fondi stanziati sono sempre pochi e ora il problema si è spostato su un altro fronte. La Meeting Service esegue la registrazione ma poi, avendo forse dovuto ridurre il personale, impiega moltissimo tempo per trascrivere quello che è stato registrato. A questo proposito ci sono alcune cose che vanno spiegate. Un processo, a differenza di quello che in genere si crede, non finisce mai lo stesso giorno in cui inizia. Anzi, i tempi sono estremamente dilatati. Il processo inizia, le parti si costituiscono e se si ha fortuna si riescono a sentire un paio di testimoni. Poi l'udienza si aggiorna e ci si rivede fra tre mesi. Si ascoltano altre tre testimonianze e si rinvia, e avanti così. È evidente che tutte le parti del processo, cioè i giudici, gli avvocati e lo stesso pubblico ministero hanno estremo bisogno, ogni volta che quello stesso processo riprende, di andare a rileggere le dichiarazioni dei testimoni precedenti, per dare un senso alle domande da fare in seguito. Eppure sta succedendo sempre più spesso che le trascrizioni non siano disponibili e quindi? «Quindi ci troviamo a lavorare in situazioni davvero molto difficili - ammette il presidente dell'ordine degli avvocati, Lucio Zarantonello - e solo con accordi fra gentiluomini si riesce a dare un servizio decoroso. Con il presidente della sezione penale, Gianesini, abbiamo stabilito che, se mancano i verbali della udienza precedente, il presidente ci accorda la possibilità di richiamare i testimoni per fare quelle domande che dovessimo dimenticare di fare. E che ci vengono in mente solo quando poi leggiamo la trascrizione». È un accordo tra le parti, nulla di scritto nel codice, ma pensate anche a cosa succede ai testimoni. Bisogna provare almeno una volta per credere. I testimoni vengono convocati in tribunale. Arrivano tutti alle nove del mattino, anche se il loro processo spesso non inizia prima dell'una. Aspettano senza sapere cosa sarà di loro, poi vengono chiusi in una stanza buia e davvero orrenda fuori dall'aula perché non possono ascoltare quello che dicono gli altri testimoni prima di loro. E quando finalmente arriva il loro turno, magari, il presidente annuncia che si è fatto tardi e che bisogna rinviare e tornare fra tre mesi. Metteteci pure che uno, dopo aver testimoniato, venga richiamato a deporre perché le parti, senza verbali trascritti, si sono dimenticati di fare una domanda... Beh, anche la sopportazione ha dei limiti!

E pensate che tutta questa materia, in realtà, sarebbe tutta molto ben prevista dal codice: libro terzo, documentazione degli atti. Prima di usare i registratori, in tribunale si usavano i verbali stenotipici: un tecnico, in genere una donna, utilizzava una strana macchina, a metà fra una macchina per scrivere e una tastiera da pianoforte, e trascriveva parola per parola tutto il processo ad una velocità impressionante. A volte si vede questo stesso tipo di lavoro effettuato in parlamento. Ebbene l'articolo 138 del codice di proceduta penale prescrive che il verbale stenotipico venga trascritto e messo a disposizione non oltre il giorno successivo a quello in cui è stato fatto. Tale termine è in parte diverso nel dettato dell'articolo 483 dello stesso codice: il termine per la trascrizione viene ampliato a tre giorni. Da noi i verbali non arrivano nemmeno a distanza di mesi.

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