NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La circolare elettrica si mette in moto

La commissione ministeriale ha dato parere positivo di congruità alla realizzazione del progetto di circolare elettrica da Ponte Alto alla Stanga

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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La circolare elettrica si mette in moto

Circolare (o tangenziale) elettrica: prima vittoria di Vicenza. Il vaglio del Ministero sulla fattibilità dell'opera è stato positivo, i requisiti di base ci sono e quindi si può partire per definire al meglio il progetto.

Un primo passo, certo, ma che non era affatto scontato. Sul piatto vi sono infatti 400 milioni di euro per 15 progetti a livello nazionale. La lunga linea da Vicenza ovest a Vicenza est, da Ponte Alto alla Stanga, sulla quale dovrebbero scorrere i tram elettrici vicentini è dunque stata esaminata ed approvata per la massima soddisfazione dell'assessore alla Mobilità Antonio Dalla Pozza e del sindaco Achille Variati, che, in tempi insospettabili, aveva inserito il progetto nel suo programma di governo. In pochi avevano creduto allo sviluppo di questa possibilità, ma ora il primo mattone è stato posto per poter arrivare alla realizzazione futura del progetto. «Certo, non è che tra un anno vedremo già attiva la circolare elettrica» spiega dalla Pozza «ma senza questa decisione della commissione ministeriale preposta, non avremmo nemmeno più potuto pensarci. Invece la porta principale resta aperta e su questa costruiremo il percorso più adatto per portare a casa questa fondamentale opera di mobilità».

E che non sia stato un risultato scontato lo testimoniano i numeri.

Secondo l'Unione Internazionale per il Trasporto Pubblico, già nel 2004 erano in fase di progettazione o di costruzione circa 100 sistemi tranviari e di ferrovie metropolitane. Là dove le linee degli autobus non sono più sufficientemente efficienti e le metropolitane non sono redditizie, il tram è considerato, infatti, il mezzo di trasporto ideale e non solo a Vicenza. Viaggia a velocità ottimale attraverso tratti in galleria e su sede ferroviaria propria, in alcuni luoghi oggi utilizza anche tratti ferroviari e raggiunge così le zone periferiche. È ecologico, efficiente e riesce, essendo su rotaia, a viaggiare (nelle zone senza automobile) anche negli stretti vicoli dei centri storici. Alle città viene così restituita una migliore qualità di vita. A favore del tram contribuiscono il suo basso impatto ambientale ed i suoi costi realizzativi ridotti (se confrontati con gli ingenti investimenti necessari per la costruzione delle metropolitane).

«Tutte caratteristiche, queste, che ci hanno fatto propendere per lo sviluppo di questa opera».

Ma non è l'unica novità, quella presentata da Dalla Pozza: «Con Provincia e FTV abbiamo unificato gli intenti per presentarci compatti alla definizione del progetto. Certo, Vicenza è capofila, ma tutti abbiamo remato dalla stessa parte. E questo è già un primo passo significativo e per nulla scontato. Ci ha aiutato anche la legge 211. I prossimi passi, dopo l'ufficializzazione della congruità del progetto, sono legati al cammino che ci porterà alla valutazione di fattibilità e alle quote del finanziamento. Globalmente ballano 400 milioni di euro, per una quindicina di progetti. Il nostro dovrebbe costare sugli ottanta milioni di euro. Il finanziamento dello Stato dovrebbe coprire più o meno il 60 per cento del costo dell'opera. A noi dovrebbero arrivare all'incirca 50 milioni di euro». Resta da capire come verrebbero poi reperiti i mancanti 30 milioni. «Abbiamo intenzione di coinvolgere i privati -spiega Dalla Pozza- ai quali andrebbe poi la gestione della centrale elettrica stessa. Potremmo intervenire, come Comune, con i proventi delle alienazioni, ma le strade sono molte e sicuramente è un gap finanziario che riusciremo a colmare senza grossi problemi. Le modalità si studiano, quando c'è una volontà comune, e noi l'abbiamo registrata anche grazie alle posizioni assunte con FTV e Provincia. Poi è una opera che si potrà realizzare anche a stralci. Il rapporto Comune, Provincia ed FTV c'è. Facciamo massa critica per sostenere decisamente la linea di trasporto Ponte Alto- Stanga».

La centrale elettrica è anche propedeutica alla realizzazione di una ampia gamma di strutture al servizio della città.

«Ci converrebbe realizzare il progetto in trance. Arrivare alla Stanga significa anche realizzare lo stadio, ad esempio». La linea ovest è comunque prioritaria e ad agevolarne la realizzazione vi è anche la presenza del sedime della vecchia ferrovia. Il primo troncone dovrebbe fermarsi in stazione per poi collegare tribunale ed università sino allo stadio futuro. «La parte est è senza dubbio la più problematica -conclude Dalla Pozza- mentre a ovest la corsia è già pronta. Chiaro che diventa a questo punto strategico il parcheggio di ponte Alto dal quale non potremmo certo più prescindere. Il mio ottimismo, lo voglio rimarcare, si basa sul fatto di avere una squadra che fa sinergia per ottenere il risultato e di questo voglio ringraziare il presidente della Provincia Attilio Schneck e Valter Baruchello presidente delle FTV».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto che ricordava come «quella della centrale elettrica resta una nostra priorità e può essere inizialmente messa in campo anche senza opere infrastrutturali grazie a mezzi alimentati da motori elettrici». Come? Con la creazione di una mini flotta di 10 autobus ecologici nell'arco poco tempo. Questi mezzi potranno dare vita alla circolare elettrica intorno alle mura duecentesche, contribuendo ad eliminare alcuni dei passaggi più impattanti dei mezzi pubblici attraverso il centro storico. Una prima tranche di acquisti era stata annunciata a maggio, quando la giunta comunale aveva autorizzato l'impiego di contributi pubblici per introdurre nel parco mezzi di Aim tre mezzi ibridi gpl-elettricità.
«Iniziative di trasporto pubblico, come la circolare fuori le mura, funzioneranno e diventeranno concorrenziali nella misura in cui le strade saranno meno intasate e più scorrevoli, proprio grazie alla realizzazione del filobus»,
L'ambizioso progetto del Comune troverà la completa realizzazione quando sarà costruito anche il tunnel sotto Monte Berico, pilastro della nuova viabilità alle spalle della stazione, tra S. Lazzaro e Riviera Berica.

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