NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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XIII edizione al Teatro Olimpico
di “Omaggio a Palladio” con Schiff

Il grande pianista ungherese è fedele ogni anno all’appuntamento della primavera vicentina e con i suoi amici ha celebrato anche il centesimo anniversario della Società del Quartetto a conclusione di un anno felice

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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Nonostante l'attività quasi triennale del nuovo Teatro Comunale, il Teatro Olimpico rimane il tempio della musica cameristica e sinfonica dove, quest'anno in modo particolare, si stanno avvicendando importanti celebrazioni anniversarie che hanno un profondo significato nella storia culturale vicentina. Dopo la serata del ventennale dell'Orchestra del Teatro Olimpico, anche il centesimo anniversario della Società del Quartetto, a conclusione di una stagione di notevole qualità, ospitata quasi completamente al Comunale, è stato onorato da Andràs Schiff e dai suoi Amici con la tredicesima edizione del loro Omaggio a Palladio, dedicata all'"indimenticabile amica e infaticabile sostenitrice del festival" Fatima Terzo: tre serate consecutive che hanno veramente evidenziato, anche con una elevata percentuale di spettatori/musicofili di varie nazionalità (40% dei presenti), l'internazionalità del Teatro palladiano; confermata pure dalla, quanto mai opportuna, versione inglese integrale dell'elegante programma di sala, disegnato da Matteo Cibic dell'omonimo Studio. Un'"internazionalità" che si coglie anche scorrendo la lista dei quasi sessanta artisti tra i quali, riuniti in varie formazioni e soprattutto nella Cappella Andrea Barca in esclusiva italiana solo per questa manifestazione musicale, sono pochissimi i nomi e cognomi italiani.

 

Da Salisburgo a Vicenza: da 13 anni Schiff affascinato da Palladio

Davvero fortunata quindi Vicenza per questo profondo legame grazie al quale l'Associazione Musicale vicentina, dapprima come "Amici della Musica" e ora come "Società del Quartetto", è riuscita a strappare il grande pianista ungherese Andràs Schiff dalla novennale direzione artistica del Musiktage Mondsee di Salisburgo, un apprezzatissimo festival di musica da camera da lui lasciato nel 1998, per trasferirsi definitivamente in Italia, nei pressi di Firenze, fedele ogni anno all'appuntamento olimpico della primavera vicentina: meritatissima quindi la Palladio d'oro che gli è stata assegnata nel 2003.

Avvincente e ricca la rassegna musicale che, con Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Franz Joseph Haydn (1732-1809), Franz Schubert (1797-1828), Johannes Brahms (1833-1897), Antonin Dvořák (1841-1904) e Béla Bartók (1881-1945), ha spaziato dalla fine del '700, con l'Ouverture de Il Flauto magico e il Concerto per pianoforte e orchestra K 595 del 1791 di Mozart e la Sinfonia n. 102 di Haydn del 1794, fino alla vigilia della seconda guerra mondiale (Contrasti per violino, clarinetto e pianoforte di Béla Bartók del 1938), dopo aver attraversato tutto l'800, con l'Ottetto per archi e fiati del 1824 e la Sinfonia in do maggiore (La grande) del 1825 di Schubert (eseguita quest'ultima solo nel 1839 per iniziativa di Schumann) e con le Variazioni sul tema di Haydn del 1873 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra del 1854/58 di Brahms e quindi con il Sestetto per archi di Dvořák del 1878.

 

Valenza artistica e culturale del programma di Schiff

Grande protagonista András Schiff, un vero "signore", elegante e raffinato anche nell'esecuzione pianistica e nella direzione orchestrale della sua Cappella Andrea Barca, sempre pronta a dialogare musicalmente con lui in animata e gioiosa sintonia. Una formazione presentata già qualche anno fa, sempre in esclusiva per l'Olimpico, con un curriculum che, pur facendo riferimenti specifici ad un personaggio che avrebbe collaborato con lo stesso Mozart "in qualità di girapagine", colpisce per il tono misterioso e scherzoso dell'incipit e della conclusione: «Sulla vita di Andrea Barca sappiamo ben poco, nonostante il diligente impegno dei musicologi moderni... La morte di Andrea Barca- quando, dove, in quali circostanze e, soprattutto, se morì - è destinata a restare un mistero». Lo sconosciuto Andrea Barca, come ha chiarito successivamente lo stesso pianista, non é altro che il suo nome e cognome italianizzati (Schiff in tedesco significa appunto barca).

Ma se questa è "invenzione", è invece "realtà" sublime l'interpretazione offerta dai bravi musicisti che, come Andrea Scarpari bene anticipava nella presentazione apparsa nel periodico di aprile della Società del Quartetto "Musicare", ha offerto «un confronto fra generazioni di musicisti non lontane nel tempo, ma totalmente diverse nello stile compositivo: all'interno dei medesimi schemi (il concerto, la sinfonia) prendono forma soluzioni del tutto eterogenee», dal classicismo di Mozart e Haydn al romanticismo di Schubert e al tardo romanticismo di Brahms. Senza dimenticare anche il filone etnomusicologico del rapporto che autori come Dvořák e Bartók hanno sempre mantenuto con le tradizioni dei loro paesi di origine.

András Schiff e i suoi amici non solo hanno offerto una prova di grande qualità interpretativa, ma nello stesso tempo hanno anche stimolato l'arricchimento storico-musicologico.

E gli applausi scroscianti e interminabili in tutte e tre le serate affollatissime, intelligentemente riunite in un efficiente pacchetto turistico, ne hanno ben sottolineato l'eccezionalità e la gratificazione.

L'Omaggio a Palladio che quest'anno, così economicamente difficile, ha avuto il sostegno finanziario dello stesso generoso Schiff, è già stato programmato per i giorni 6, 7 e 8 di maggio del prossimo anno.

 

nr. 17 anno XV dell'8 maggio 2010

 

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