NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Torna all’antico splendore la Chiesa di San Domenico

Negli ultimi anni il conservatorio “Pedrollo” si è fatto apprezzare per la sua offerta musicale nel complesso monumentale che lo ospita da quando si è trasferito nell’attuale sede dai locali di Palazzo del Territorio

di Mario Bagnara
mario.bagnara@fastwebnet.it

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Torna all’antico splendore la Chiesa di San Domeni

Negli ultimi anni il Conservatorio "A. Pedrollo" di Vicenza, divenuto nel frattempo un Istituto Superiore di Studi Musicali, si è fatto sempre più apprezzare anche a livello nazionale e internazionale non solo per l'elevata qualità dei corsi accademici proposti, ma anche per le intelligenti relazioni che è riuscito ad intessere con istituzioni straniere. Ciononostante della sua offerta musicale si conosce ancora troppo poco in ambito cittadino e provinciale, ma ancora meno si conosce dei pregi architettonici del complesso monumentale che lo ospita da quando, dopo l'avvio, all'inizio degli anni '70 del secolo scorso nei locali del Palazzo del Territorio, è divenuto autonomo dal Conservatorio "B. Marcello" Venezia ed è stato trasferito nell'attuale sede di Contrà S. Domenico le cui origini risalgono al secolo XIII d. C.: lo attesta per la prima volta un documento del 1264, anche se nulla è rimasto della primitiva costruzione del monastero e della chiesa delle monache domenicane che vi si insediarono.

Ben conservate invece le tracce architettoniche e pittoriche dei successivi interventi: di ricostruzione nel 1483 in seguito ad un lascito di 500 ducati d'oro di Gaspare Trissino, padre di Giangiorgio, e soprattutto di ristrutturazione decisa nel 1768 dal priore del convento pure domenicano di Santa Corona, Tommasi Riccardi.

Il complesso, abbandonato dalle monache agli inizi dell''800 in seguito ai decreti napoleonici di esproprio, fu subito acquistato dal Comune di Vicenza, per ospitarvi dapprima la Pia Casa del Soccorso, quindi, nel 1875, l'Orfanotrofio maschile e infine, nel 1977, la sezione staccata della Scuola Media "Rodolfi".

Tutte queste vicissitudini comportarono l'abbandono della chiesa che, costruita alla fine del ‘400 e consacrata nel 1537, come documenta una lapide, dal vicentino Francesco Chiericati, vescovo di Teramo, pur conservando tesori pittorici e spoglie di vicentini illustri tra cui Filippo Pigafetta, subì, a partire dall'‘800 un inesorabile degrado.

 

Con la Chiesa giunge al termine il progetto di recupero deciso nel 1986

Provvidenziale quindi nel 1986 la decisione del Consiglio Comunale di Vicenza di procedere al recupero integrale, senza però interferire sull'attività didattica del Conservatorio.

Ora la lunga e faticosa storia della ristrutturazione, come nel volume "Il Conservatorio di Musica A. Pedrollo di Vicenza" del 2001 l'ha definita nel suo saggio Alessandro Tessoni, è giunta quasi alla fine (manca ancora il restauro del Coro) con la restituzione allo splendore originario non solo della chiesa, ma anche del campanile la cui edificazione iniziò nel 1556, per continuare, con successivi interventi fino all'aspetto attuale, nel 1614 e nel 1768.

Un encomiabile recupero architettonico e artistico, dato che nel soffitto a lacunari, raro esempio, a Vicenza, di una copertura molto diffusa nel veneziano, tornano ad essere incastonate, dopo accurato restauro, ben tredici tele di Alessandro Maganza e della sua scuola, raffiguranti numerosi santi cristiani (tra cui anche S. Vincenzo con il modellino della città) e alcuni personaggi biblici insieme con le quattro Sibille monocrome, realizzate dal pittore Iseppo Scalabrin.

Sui tre altari ripuliti ritornano anche le tre rispettive pale: sull'altare maggiore l'Adorazione dei magi dello stesso Maganza e su quelli laterali la Vergine che consegna il rosario a San Domenico di Antonio De Pieri e San Gaetano Thiene che addita un angelo di Ascanio Chiericati.

 

Ben definita la futura destinazione

Già ben definita dal Conservatorio la destinazione di questa ex chiesa che si presenta quindi alla città come una nuova sala di 99 posti in cui, grazie anche all'installazione di un nuovo organo finanziato da un contributo statale straordinario e agli interventi acustici opportunamente studiati e realizzati, saranno proposti concerti, anche di musica contemporanea, conferenze, esposizioni.... «Con la sala San Domenico -dichiara soddisfatto l'attuale direttore Paolo Troncon- si completa il progetto di una cittadella della musica, inaugurato 6 anni fa...».

La nuova struttura, realizzata con fondi della Fondazione Cariverona e della Società Autostrada Brescia, Verona, Vicenza e Padova, sarà inaugurata il 27 maggio e sarà arricchita da un intero weekend di musica, con la presenza anche di artisti americani, invitati dal consolato USA di Milano. E sarà grande festa non solo per il Conservatorio, ma anche per tutta Vicenza.

 

(foto di T. Cevese)

nr. 18 anno XV del 15 maggio 2010

 

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