NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Vicentini “sudditi” di Piazzola

Gli amanti del pop anche quest’anno dovranno emigrare nella cittadina padovana per seguire i concerti più gettonati dell’estate. Quando Monte Berico era un’arena della musica

di Pietro Omerini Zanella
pedro-zanna@hotmail.it

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Vicentini “sudditi” di Piazzola

L'estate del rock sta per cominciare. In tutta Italia botteghini e compagnia di distribuzione sono prese d'assalto, gli appuntamenti in calendario non sono pochi.

In Veneto, sull'asse Padova-Vicenza si rinnova l'appuntamento con il festival di Piazzola sul Brenta che vedrà la partecipazioni di grandi stelle della scena internazionale del passato e del presente.

Il menestrello del rock Bob Dylan, la sacerdotessa Patti Smith, l'eclettico Ozzy Osborne, ma anche il talento, tutto italiano, di Malika Ayane, sono solo alcuni dei grandi nomi che saliranno sul palco del festival.

A trovarseli lì, tutti in fila sulla locandina dell'evento, viene da chiedersi come faccia un piccolo centro della provincia patavina ad attirare un tale numero di stelle. Se non stupisce che molti artisti di richiamo inseriscano nei loro tour l'universitaria Padova, il festival di Piazzola sul Brenta resta un mistero, tanto più che in province come quella di Vicenza, i grandi concerti restano eventi più unici che rari.

«Ci sono molti motivi per cui si privilegia Padova e provincia per questo genere di eventi- spiega Andrea Benesso portavoce di Zed Emotion, compagnia che cura l'organizzazione e la promozione del festival-in primo luogo c'è il fattore demografico. Inoltre Padova attira per le università molti studenti, ha certamente ottime strutture come quella del grande teatro. Piazzola poi, geograficamente è in una posizione ottimale perché è facilmente raggiungibile sia da Est che da Ovest. Quanto ai nomi internazionali, essi dipendono dalla capacita di Zed di muoversi da anni a livello internazionale».

Il miscuglio di ragioni: demografia, strutture contesto geografico, tuttavia non spiegano, non del tutto almeno, come una cittadina di 10.947 abitanti possa attirare leggende della musica internazionale, mettendo in ombra, l'offerta di città come Vicenza.

Del resto lo stesso Benesso, che pur non esclude la possibilità futura di immettere in questo circuito la provincia del Palladio, ammette: «Al momento non abbiamo progetti per Vicenza, anche se non lo escludiamo per il futuro».

Anche per quest'anno, le feste rock saranno per lo più le uniche padrone del palcoscenico cittadino.

I vari Nettarock, Spiorock, Ferrock, Riviera folk festival, restano la spina dorsale dell'intrattenimento estivo di Vicenza.

Se il festival biblico e gli eventi ad esso collegato hanno, anche da un punto di vista concertistico, animato la primavera cittadina, gli amanti della musica pop, nel senso di popolare, sono costretti a migrare spesso verso altri lidi.

Qualcuno ricorderà i gruppi pop a Monteberico, durante gli anni di amministrazione Hullweck in quella che era diventata l'arena degli spettacoli di musica si esibirono anche Claudio Baglioni, Giorgia, Renga e i Pooh, o, solo per chi ha buona memoria, il concerto degli Oasis al Menti, appuntamenti spazzati via dalle falde del bilancio comunale.

«Quest'anno abbiamo deciso di collocare alcuni eventi gratuiti, come il concerto di Noa, in primavera- spiega l'assessore Francesca Lazzari- anche per diversificare le proposte del territorio, considerando anche le province vicine. Il problema dei grandi concerti è che costano cari. Non solo per i costi a carico degli organizzatori, ma anche da un punto di vista di biglietto che debbono pagarsi gli spettatori. Il bilancio di quest'anno deve per forza essere rigoroso. Inoltre, non abbiamo ancora uno spazio adeguato. Inserire alcuni appuntamenti in primavera è stata una scelta che permetteva di non mettersi in competizione con realtà come quella di Piazzola sul Brenta, che resta comunque una meta facilmente accessibile anche ai Vicentini. A breve, comunque, l'amministrazione annuncerà alcuni programmi per l'estate, senza ovviamente, contare l'impegno nelle feste rock che restano un appuntamento vicentino».

Non rimane, dunque, che attendere, magari facendo un salto a Piazzola, sulle tracce di un rock senza tempo. Perché quella che ci attende, in città o altrove, può ancora essere una stagione di passione infinita.

 

nr. 21 anno XV del 5 giugno 2010

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