NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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La bella favola del Veneto che è arte

Nel primo numero annuale della rivista thienese AreaArte uno sguardo attento al talento degli stampatori, dei raccoglitori e collezionisti di grafica, a tutto un mondo che descrive al mondo antiche tradizioni regionali che oltrepassano qualsiasi confine

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La bella favola del Veneto che è arte

(g. ar.) - Nel vero e proprio labirinto che segna l'esistenza della riproduzione a stampa di opere d'arte è davvero difficile orientarsi, salvo l'ancoraggio meno insicuro che è rappresentato dalla formidabile tradizione degli artisti stampatori veneti. Il loro contributo alla causa non è soltanto una faccenda di punti di riferimento di autentico valore storico artistico, come è il caso ad esempio del mondo bassanese, ma anche di agganci all'attualità di grande valore e continuità. La stamperia artistica di Armando Martini, il Torchio Thiene, fa da sfondo e guida per tutto un movimento di alto valore che si ritrova nel Veneto, anche in quegli angoli di minore o di quasi nessun passaggio e che pure sfornano attività di primissimo piano rimanendo costantemente al top dell'attenzione non solo del mondo grafico e artistico italiano, ma anche di quello internazionale.

Quando si parla di immagine artistica si coinvolge nel discorso ovviamente anche la fotografia, una delle espressività di quello stesso mondo di ricerca e talento rappresentato più genericamente dalla grafica.

Il discorso cade a pennello sfogliando le pagine del primo numero di AreaArte Veneto, una rivista specializzata che viene preparata a Thiene e che tra le altre sue proposte ai lettori offre uno spaccato molto interessante di ciò che sta accadendo proprio nel Veneto in materia di arte, immagine, comunicazione. Dai quasi due secoli di fotografie dei Fratelli Alinari esposte a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, al Torchio di Thiene, alla Tipotica Antiga di Cornuda, per arrivare fino al tesoro -nascosto ma non troppo- della grafia internazionale del museo Casabianca di Malo.

Il percorso di questo primo numero annuale di AreaArte Veneto è quanto mai stimolante. A testimoniare che il talento veneto è tutt'altro che finito in soffitta.

 

La favolosa collezione Alinari in mostra a Piazzola sul Brenta

 

L'arte e le sue mille sfaccettature, le innumerevoli declinazioni utili a farla sviluppare ed esplodere in una creatività incontenibile. Nella sua introduzione al primo numero annuale della rivista AreaArte, Giovanna Grossato parla proprio di questo aspetto dell'arte raccontata, vista, goduta, con una serie di approfondimenti che si dedicano alla più antica in assoluto delle forme di comunicazione artistica, vale a dire: l'incisione.

Il Veneto in generale ed il Vicentino in particolare rappresentano luoghi di grande dimestichezza per l'arte incisoria. Ma AreaArte non si limita al pur impegnativo compito di fare da cicerone per i suoi lettori, guidandoli per mano alla scoperta di meraviglie autentiche oggi a disposizione del pubblico. A Villa Contarini di Piazzola sul Brenta, antica dimora patrizia che la Regione Veneto ha acquistato assicurandone così il futuro più tranquillo, è in corso ad esempio una mostra di importanza mondiale che si dedica all'immagine artistica e alla comunicazione più accattivante ricorrendo ad un altro filone nell'immensa miniera delle cose memorabili da vedere: la fotografia.

In mostra c'è praticamente l'intera produzione della Fratelli Alinari, più di un secolo e mezzo di fotografie che hanno come tema principale e costante proprio il Veneto. E se fare fotografia potrebbe sembrare non esattamente misurato al concetto base dell'opera d'arte, in realtà lo è interamente e con grandi sviluppi possibili per la ricerca e l'approfondimento.

Anche la fotografia è incisione, anche la fotografia è ispirazione, anche la fotografia è riversamento di un talento istintivo che con l'ausilio della tecnica produce risultati mirabili. Come si vede, non si devia di molto dal concetto di grafica, di immagine che parla, infine, arte pura.

E se si parla di arte grafica, come sottolinea appunto AreaArte, come non soffermarsi su autentiche nicchie di cultura e di storia della cultura come il museo Casabianca di Malo? Proprio lì, sottolinea ad esempio Giulia Girardello, in un ampio e approfondito articolo sul luogo unico in cui si sono radunate in quarant'anni migliaia di opere di grafica moderna internazionale, è possibile stabilire un filo conduttore culturale con i movimenti più importanti dell'ultimo secolo, conservati ed esposti secondo una coerenza collezionistica ed un rigore di serie che richiamano a buona ragione gli studiosi non solo italiani. Nel caso della Casabianca, scrive Giulia Lazzarini, quel che si può dire, nell'andare oltre il pur importantissimo tema della qualità delle opere esposte, è che tutto risulta il frutto di una vita quotidianamente dedicata da Giobatta Meneguzzo al rapporto con l'arte e gli artisti, alla sua capacità di seguirli nella loro evoluzione non limitandosi molto spesso a pezzi isolati, ma a intere serie di opere.

Un'operazione creativa, per intenderci fino in fondo, che tiene conto a tal punto della complessità del mondo artistico della grafica e della sua evoluzione dall'aver scelto da subito un doppio binario di attività, affiancando alle mostre personali e a quelle stabili, al patrimonio costantemente conservato e a quello esposto -e si parla complessivamente di qualcosa come tremila opere- anche un archivio di pubblicazioni ed una biblioteca specialistica che formano davvero un complesso interessantissimo anche sul piano della pura informazione.

Una bella rivista, AreaArte, che testimonia di una grande vitalità per fortuna non al tramonto. Per tornare alle fotografie Alinari, anche un fatto importante che tutto avvenga sotto l'egida della Regione. In tempi di crisi di mecenatismo si parla poco o nulla. Che un ente pubblico intervenga così è bene e anche una buona promessa in direzione della Casabianca per la quale si vorrebbe creare una fondazione allo scopo di assicurarle definitivamente il futuro.

 

nr. 25 anno XV del 3 luglio 2010

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