NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Vicentini in ferie, solo il 41% come lo scorso anno

Il 32% invece prevede meno giorni e il 22% resterà a casa: questi i risultati del sondaggio promosso dalla Domenica di Vicenza

di Pietro Omerini Zanella
pedro-zanna@hotmail.it

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Il grigio asfalto cittadino ha appena iniziato ad essere rovente, colpito dai raggi del sole di giugno, e già in molti sognano una fuga dalla città. Arriva la bella stagione e la mente, in modo automatico, vola verso le tanto agogniate vacanze.

In tempi di crisi occorre saper mettere freno alle spese, tirare la cinghia e fare sacrifici, ma non toccate le vacanze dei vicentini. Questi i risultati del sondaggio promosso dalla Domenica di Vicenza nel suo sito. Solo il 22% dei votanti ha, infatti, dichiarato di rimanere in città durante l'estate.

Le ristrettezze economiche, dunque, sembrano aver influenzato l'estate dei vicentini nei modi, ma non nella sostanza. Risparmiare resta certo la parola d'ordine, ma senza negarsi un tuffo dove l'acqua è più blu. Il 41% degli intervenuti farà lo stesso numero di giorni di ferie dell'anno precedente, mentre, il 32 % opterà per una vacanza più corta rispetto al 2009. Pochi, appena il 3%, quelli che si concederanno un periodo più lungo rispetto all'anno precedente.

Occorre ricordare che il sondaggio se pur con un significativo numero di partecipanti, non ha valore statistico, ma resta comunque una buona cartina tornasole sulle intenzioni dei vicentini.

Fremono le agenzie on line, visto che una ricerca di mercato del sito specializzato www.lastminutes.it ha, infatti, evidenziato come la quantità di viaggiatori dell'ultimo minuto, sia in crescente aumento.

A fine maggio, un italiano su tre, pur dichiarando di voler partire non aveva ancora fissato meta e budget per le sue vacanze. Gli italiani, dunque, si scoprono un popolo di late bookers, letteralmente prenotatori ritardatari, alla perenne ricerca dell'offerta dell'ultimo minuto.

Il mare resta la meta preferita dei vacanzieri italiani, con il 66% delle preferenze, salgono nelle preferenze i villaggi vacanza all inclusive preferiti agli hotel e alle altre sistemazioni. Banditi per quest'anno i viaggi oltre oceano, scendono, infatti nelle preferenze gli Stati uniti e il Canada, a causa forse di un Euro sceso ai minimi storici nei confronti del dollaro. Solo, il 2% del campione partirà per mete extra europee.

Per contro, tornano di moda le mete nostrane, facili da raggiungere e in molti casi più economiche.

Nella media, l'intenzione è quella di spendere meno di mille euro a persona per le vacanze, approfittando là dove possibile di sconti e promozioni. In questo senso il trend è quello di posticipare la vacanza.

Il 18% percento degli italiani, infatti, preferisce partire fuori stagione, quando i prezzi sono più bassi, anche se, come ovvio, il problema ferie resta in cima alla lista.

Proprio per questo motivo, anche quest'anno sarà gettonatissimo il periodo di agosto, preferito dal 53% del campione, proprio per motivi di ferie.

Capitolo turisti in entrata, quella che ci attende sarà per certi versi un'estate atipica.

L'invasione dei sandali con i calzini bianchi, come lungo le spiagge dell'adriatico vengono chiamati i turisti tedeschi, sembra in calo.

Alle care e affollatissime spiagge italiane vengono sempre più spesso preferite le vicine Slovenia e Croazia.

Lungo il centro di Vicenza continua, senza curarsi della crisi, lo sciamare di turisti, per lo più stranieri sulle tracce del Palladio. La provincia accoglie ogni anno, circa due milioni di turisti, più della metà attirata dalle nostre montagne, che restano la maggior attrazione del territorio, seguite di poco dalle ricchezze artistiche vicentine. Ma cosa aspettarsi da questo 2010 in quanto a turismo in entrata, è una domanda difficile.

«Nei primi quattro mesi dell'anno- spiega l'assessore provinciale al turismo Dino Secco- C'è stato un lieve calo, circa il 2%, del turismo in città, mentre va un po' meglio dell'anno prima il bassanese. In generale comunque si può dire che al momento non abbiamo grandi cambiamenti di cifre, vista la crisi è un buon risultato. In quanto a quest'estate, molto dipende dal tempo, circa la metà dei turisti che visitano la nostra provincia sono attirati dalla montagna, una volta si riusciva a capire meglio e in anticipo l'affluenza dei turisti, ma oggi con le prenotazioni on line è diventato più complicato. In ogni caso ci aspettiamo di mantenere le cifre dell'anno prima».

Sperando nel bel tempo, gli alberghi dell'altipiano, dunque, si preparano ad accogliere i turisti e, anche in questo senso, le cose stanno cambiando.

«Ormai la gente sta bene anche a casa propria - continua Secco - per questo occorre riuscire ad offrire più servizi. La crisi la sentono di più gli alberghi a due stelle che quelli più lussuosi. Gli hotel a quattro stelle hanno avuto un aumento di prenotazioni del 4%, questo perché in albergo il turista vuole stare meglio che a casa sua. In questo senso, ci sono margini di manovra: a Vicenza, per esempio, sono pochissimi gli hotel con piscina. In generale, comunque, accanto alla possibilità di sfruttare alcuni grandi eventi o manifestazioni, ad esempio avvenimenti sportivi, per attirare da noi turisti che rimangano più di un giorno, occorre costruire anche nella popolazione, non solo negli addetti ai lavori, una mentalità turistica. Oltre alle strutture ricettive, serve una cultura dell'accoglienza, a volte per far tornare una persona l'anno dopo basta un sorriso».

 

nr. 23 anno XV del 19 giugno 2010

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