NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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“Il mercato ortofrutticolo? Va spostato in periferia!”

C'è un progetto in essere di ristrutturazione della attuale area in cui si trova attualmente il mercato, ma prende sempre più corpo l'idea di trasferirlo fuori città

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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“Il mercato ortofrutticolo? Va spostato in perifer

Riqualificare il mercato ortofrutticolo, vale a dire una area di 53 mila metri quadri posta vicino al cuore della città: l'Amministrazione comunale ci crede e sviluppa un piano operativo che dovrà ristrutturare una struttura che risale agli anni 50, trasformandola in vero e proprio polo agroalimentare. Ma individuata la soluzione, nasce anche contemporaneamente un dubbio. Meglio intervenire o rifare, magari fuori città, il nuovo polo mercato?

Già nel 2009 l'assessorato allo sviluppo economico ed il suo referente Tommaso Ruggeri, hanno avviato un iter progettuale per pensare a quale ruolo futuro potesse avere il mercato ortofrutticolo.

Lo studio si è sviluppato in tre rami ben definiti: da una parte è stato analizzato il profilo urbanistico edilizio con valutazioni relative alla ristrutturazione dell'attuale sede, ma anche pensando ad un rifacimento completo dell'area.

Sotto il profilo giuridico-amministrativo si stanno valutando invece quali soluzioni gestionali patrimoniali si possano attuare per venire incontro al meglio alle esigenze degli operatori commerciali e della cittadinanza.

Infine, la vera sfida riguarda la sostenibilità strategica dell'idea di mantenere vivo ed operativo un mercato, modernamente ripensato in quella zona della città nonostante le difficoltà derivanti dalla crisi economica degli ultimi anni.

In attesa di arrivare al polo agroalimentare verranno assegnati temporaneamente previo bando, gli stand liberi e saranno sottoscritte le concessioni degli stessi e si darà in gestione il mercato a terzi per ottimizzare le risorse disponibili.

L'idea del polo agroalimentare è stata studiata ad hoc per realizzare diverse aree dedicate alla vendita di prodotti tipici locali, di qualità, con punti di ristoro specifici, alla cultura e all'educazione alimentare, quanto mai sbandierata dai politici locali e regionali, ma anche spazi in cui sono valorizzati i prodotti vicentini veri e propri. La forza del progetto sta nel coinvolgimento di associazioni ed enti fra cui la Provincia, Ascom, Confesercenti, Confagricoltura, Apindustria, Associazione Industriali, Fiera di Vicenza.

All'estero ci sono esperienze simili, in cui però non è inserita la filiera produttiva generale. «L'area del mercato è decisamente sottoutilizzata -spiegava Ruggeri- abbiamo analizzato i flussi del bacino attuale, rilevando ampie potenzialità di sviluppo. Secondo le nostre previsioni si riuscirà ad avere una sana concorrenza tra operatori non solo per quanto riguarda il prezzo, ma anche dal punto di vista della qualità».

È nato così un gruppo di lavoro con l'apporto di tecnici comunali, di docenti dell'università di Vicenza, di uno studio legale e di uno studio di architettura. Ruggeri è sicuro sulla transizione positiva dal semplice mercato ortofrutticolo al più articolato polo agroalimentare che concentri non solo frutta e verdura, ma anche vini, oli, formaggi, prosciutti e insaccati. L'obiettivo è invertire un trend che vede arrivare l'80% delle merci da fuori città.

Oggi trovano spazio nell'area in questione appena al di fuori delle mura cittadine, i posteggi per i grossisti, magazzini, una pescheria, un ristorante, un ufficio postale, un bar. In base al progetto da 16 milioni di euro realizzabile in un paio d'anni, elaborato dall'arch. Paolo Cazzaro, il vecchio complesso lascerebbe il posto a una moderna struttura caratterizzata da una ampia tettoia (con 20 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici) in grado di mettere in relazione tra loro i diversi comparti che daranno vita al polo. La proposta prevede la realizzazione di una piazza coperta (che occuperebbe anche il parcheggio esterno, da ridislocare nel retro del polo) dove inserire gli uffici, i magazzini, gli spazi per l'esposizione, le celle frigorifere, e la vendita dedicati soprattutto a prodotti tipici locali e prodotti "km 0", richiamando così soprattutto ristoratori e albergatori. Non tutti però sembrano concordare con questa linea. Le incognite sono legate soprattutto alla vicinanza del polo al centro della città, con conseguenti problemi legati alla mobilità. C'è anche chi preferirebbe spostare fuori città il mercato, e l'assessore sta riflettendo su queste possibili alternative.

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