NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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I paesaggi di Mario Albanese tra sogni, memoria e nostalgia

Nella tradizionale mostra annuale promossa dal comune di Sarego per la cura di Giuliano Menato, si festeggia un autore presente da decenni a Vicenza, dove ha gestito una propria galleria e dove ha maturato il suo istinto pittorico originale

di Resy Amaglio

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I paesaggi di Mario Albanese tra sogni, memoria e

Mario Albanese espone dall'1 al 15 agosto nella tradizionale mostra annuale promossa dal Comune di Sarego presso le Scuole Elementari per la cura di Giuliano Menato. Con questa esposizione, la XXVI ormai, si festeggia un autore presente da decenni a Vicenza, dove ha gestito fino al 1993 una propria galleria, organizzando eventi cui negli anni di massimo fervore della vita culturale vicentina hanno partecipato personalità di rilievo, esemplari dei fervori intellettuali di un tempo che appare tanto remoto da rasentare l'improbabilità.

Sono anche gli anni in cui giunge a maturazione il suo istinto pittorico coltivato fin dall'adolescenza, da quando il maneggiar pennelli e colori lo aiuta a superare il dolore per la morte della madre, e che corre parallelo ad ogni altra sua attività lavorativa, con molte soddisfazioni e con un impegno a tutt'oggi invariato.

Dapprima lo attrae la figura, la storia disegnata sui volti dalle stagioni della vita, ma anche l'energia sottesa alle forme corporee dipinte con vigore plastico dagli artisti che in giovinezza ammira particolarmente, Sironi tra i primi. Si diletta poi a contaminare nuovo e antico reinventando le opere dei Maestri, oppure ama intrecciare i corpi a stralci naturalistici decorativi e stranianti, fogliame opulento, qualche fiore, su sfondi a volte nebulosi, tra reminiscenze classiche e allusioni poetiche.

Il paesaggio nasce parallelamente al ritratto ed acquista autonomia di genere attraverso una sorta di ripensamento onirico destinato ad esserne per sempre il fondamento. La dimensione del sogno impronta inequivocabilmente le distese di campi e colli che si vanno coagulando in colori soffici, permeati da un silenzio irreale sotto cieli di cristallo polito, immobili nella loro ricercata atemporalità. Ed è ancora il sogno a fermare l'immagine di lembi di prato di contro agli improvvisi chiarori lunari che investono spaccati di cielo tra le fronde ispessite dall'oscurità.

Trasmigrano così sulla tela i fotogrammi di un discorso visivo incasellato in sequenze perfettamente coerenti a quell'idea di realtà naturale, immateriale e fugace, che appunto si alimenta dell'insondabile sostanza "di cui son fatti i sogni."

Sono Estate, Luce nel bosco, Paesaggio antico, Marina istriana: ma sono, soprattutto, le regioni perdute dell'immaginario, fatte di alberi piumosi gonfi di umori notturni o scandite dalle accensioni dei gialli delle stoppie riarse dall'estate e aggrovigliate sul terreno, dall'erba e dai germogli di grano ben pettinati, digradanti di verde in verde verso orizzonti impalliditi dalla luce solare.

Mario Albanese è persona colta e non improvvida, capace di creare un tessuto pittorico accurato ed estetizzante, nel quale gli echi delle citazioni si sciolgono integrandosi a una controllata. spontaneità, toccata da un'insinuante vena elegiaca. Il tempo non ha attutito il suo desiderio di rappresentare scampoli di campagna serena, le ricche colture e gli angoli boschivi, né ha velato i tratti minuziosi con cui il pennello costruisce un mondo dal sapore arcaico, regolarmente fedele a se stesso.

Molto opportunamente, il curatore gli intitola una piccola antologica con un contenuto numero di dipinti, sufficienti a dare testimonianza accorta del suo percorso, con particolare riferimento alla pittura di paesaggio. Il rigore consente una lettura non banale di queste opere dalle aeree morbidezze, che intendono comunicare istanze sentimentali immergendosi in un'atmosfera di retrodatazione memoriale, dove ogni dettaglio sfuma nella nostalgia.

 

nr. 28 anno XV del 24 luglio 2010

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