NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Spettacoli classici e il ripensamento possibile

L’assessore comunale alla cultura Lazzari non nasconde che sulla gestione dell’Olimpico e sul rapporto con lo Stabile qualche riflessione è auspicabile. Ipotesi affascinante il ritorno dell’Accademia

di Giuseppe Brugnoli

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Spettacoli classici e il ripensamento possibile

La prof. Francesca Lazzari, assessore alla cultura del Comune di Vicenza, non ha alcuna esitazione a dichiararsi d'accordo con quanti auspicano un ritorno degli spettacoli classici alla gestione dell'Accademia, o ad una gestione che veda insieme Comune e Accademia: «Ho seguito i vostri interventi su "ladomenicadiVicenza.it" e sono anch'io del parere che un ripensamento di tutta la questione si imponga, anche se non vi nascondo che il discorso è complesso. A suo tempo, nel mio primo mandato come assessore alla cultura nella precedente Giunta Variati, la gestione da parte del Comune era diretta, e non mi pare che sia andata male. Ad esempio avevamo avuto come direttore artistico Glauco Mauri e Maurizio Scaparro, due nomi di tutto rispetto nel panorama teatrale italiano. Ma adesso abbiamo in atto una convenzione con il Teatro stabile del Veneto, ed è un contratto da rispettare».

Per quanto tempo ci sarà ancora questo rapporto con il Teatro del Veneto?

«La convenzione ha ancora due anni di vita, e quindi abbiamo tempo per ripensarci. Ciò non toglie che qualche riflessione possiamo fare fin da adesso. Ad esempio, la partenza di De Fusco, con il quale spesso i rapporti non sono stati particolarmente brillanti, dalla direzione del Teatro del Veneto ha tolto qualche difficoltà, e con il nuovo direttore artistico Alessandro Gassman va tutto bene, anche perché egli è alla sua prima prova con l'Olimpico e dobbiamo dargli almeno il tempo di far vedere cosa sa fare, anche se onestamente a noi pare che abbia troppe incombenze, con una schiera di teatri di tradizione e nuovi con esigenze diversissime. Ma ci sembra che la stagione che egli ha preparato, con tre spettacoli pur di diverso livello e forse diretti a pubblici diversi sia il meglio che si potesse fare, anche perché i soldi a disposizione non erano molti. A questo proposito segnalo che il Comune di Vicenza è stato chiamato a contribuire, ma che la gestione è esclusiva della Stabile del Veneto, e quindi al Comune che ci mette anche il teatro non resta che assistere. Non si tratta di una critica di carattere politico, che eventualmente farei in altra sede, ma mi pare che la precedente amministrazione civica di Vicenza abbia concesso un po' troppo al Teatro del Veneto, senza alcuna clausola. Forse si pensava che il nuovo teatro ancora in costruzione avrebbe assorbito ogni potenzialità di rappresentazione. Ma invece l'Olimpico è un teatro eccezionale, unico, che merita un pensiero specifico appropriato, una programmazione non condivisa con altre modalità di teatro, in Vicenza e fuori Vicenza, per non mettere insieme luoghi teatrali con vocazioni artistiche e culturali divergenti».

Assessore, lei dice che il Comune di Vicenza non ha oggi alcuna competenza sulla promozione e sulla pubblicità degli spettacoli classici all'Olimpico. Ma il ciclo di settembre all'Olimpico non sarebbe un grande volano per un turismo culturale di prestigio, verso il quale si stanno indirizzando città e anche centri minori di tutta Italia? Non pensa che la stagione all'Olimpico sia come era cinquant'anni fa, una specie di riunione quasi privata per pochi intimi, all'insegna del "C'eravamo tutti"? 

«È una domanda interessante, ma in questo momento, pressata dai problemi non solo della cultura, ma anche dell'urbanistica, che è l'altro mio assessorato, non ho tutte le informazioni per rispondere. Mi riservo di farlo non appena avrò approfondito il problema».

Ci rivolgiamo quindi a Vladimiro Riva, immarcescibile direttore di "Vicenza È" che ci sembra l'ente più qualificato per una promozione culturale che della Vicenza Palladiana non curi soltanto le architetture, ma anche le opere che nelle grandi costruzioni del maggiore architetto del mondo sono ospitate, in primo luogo gli spettacoli classici all'Olimpico.  Riva precisa che il suo ente dipende direttamente dalla Camera di commercio, e quindi non ha competenze specifiche sugli spettacolo all'Olimpico e sulla loro programmazione, e anzi non intende averne per non entrare nei terreni altrui, ma si diffonde con un qualche entusiasmo sul fatto che "Vicenza È", dopo aver pubblicato e distribuito in Cina moltissime cartoline con l'effige della scenografia scamozziana all'Olimpico, che costituisce la più grande presenza del padiglione italiano all'expo di Shangai, ha contattato tutti gli operatori turistici cinesi per organizzare viaggi a Vicenza dalla Cina, per vedere il proscenio dell'Olimpico dal vivo e non nella ricostruzione moderna, e anzi sta trattando per avere a Vicenza, dopo la chiusura dell'expo, una hostess cinese che possa indirizzare e possibilmente accompagnare i turisti che arriveranno dall'estremo oriente. Per quanto riguarda la possibilità di avere ulteriori contatti e comunicazioni, ci rimanda al sito di greenticket che figura alla fine del comunicato ufficiale della 63esima stagione di spettacoli classici all'Olimpico.


nr. 32 anno XV dell'11 settembre 2010

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