NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Siamo all’alba di un nuovo teatro all’Olimpico

Intervista a Roberto Cuppone curatore del Laboratorio che inizierà il 22 ottobre. Sulla Stagione dei Classici: “La resa in quanto a spettatori e promozione per Vicenza appare ridotta”

di Giuseppe Brugnoli

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Annota Jacques Le Goff

Annota Jacques Le Goff nel suo famoso studio sul Medioevo, che in quell'epoca ingiustamente ritenuta "dei secoli bui" la società europea non aveva bisogno di un teatro, perché tutta la città era un luogo teatrale. Soltanto con l'alba del Rinascimento nascono i luoghi costruiti per ospitare le rappresentazioni teatrali, tra le quali le riedizioni in forma moderna delle tragedie e commedie greche e latine. Oggi, il prof. Roberto Cuppone docente di storia del teatro nell'Università di Genova e curatore del progetto "Laboratorio Olimpico" sul tema "Le albe del teatro", ideato dall'Accademia Olimpica e promosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, porta al teatro Olimpico una serie di performances che trasformano, come dice il comunicato ufficiale, il palcoscenico del teatro Olimpico in un' "agorà", accogliendo e proponendo al pubblico "esperienze artistiche esemplari", che a ben vedere, non hanno alcun bisogno di essere costrette nel chiuso di un teatro, magari stretto e disagevole come l'Olimpico, ma renderebbero molto meglio se fossero presentate in un'agorà, che è appunto una piazza.

In attesa di vedere i nove appuntamenti, dal 22 ottobre al 12 novembre, che faranno spuntare nell'odeo dell'Olimpico, e quindi non davanti alla scena scamozziana "Le albe del teatro" in quelle che sono state definite "vicende umane e artistiche di rara coerenza e forza civile e poetica", chiediamo al prof. Cuppone la sua opinione sull'imminente ciclo di spettacoli classici all'Olimpico, anche in considerazione delle dichiarazioni che il presidente dell'Accademia Olimpica prof. Fernando Bandini, presentando il "Laboratorio Olimpico" nella conferenza stampa ufficiale insieme al prof. Cuppone e all'assessore comunale alla cultura prof. Francesca Lazzari ha fatto dicendo testualmente che «l'Accademia Olimpica, che si sta chiedendo quale sarà il futuro del Teatro Olimpico, promuove iniziative dedicate alla rivisitazione dei classici con uno spirito aperto alla modernità», per cui "Albe del teatro" viene presentato «come riflessione sul farsi del teatro e e dei suoi momenti nascenti».

Un'affermazione certamente impegnativa, che sembra preludere, ma forse no, ad una promozione sul campo del prof. Cuppone, che, dopo "Le albe del teatro" potrebbe giungere a una radiosa aurora, magari con l'incarico, l'anno prossimo, di curare non più un laboratorio teatrale, ma un ciclo teatrale all'Olimpico.

Ma il prof. Cuppone rassicura: «Intanto, il progetto del laboratorio nasce dieci anni fa  all'interno dell'Accademia Olimpica, e si propone non in concorrenza con gli spettacoli del ciclo tradizionale di settembre, ma come un'iniziativa a latere, intesa a promuovere un utilizzo "alto" del teatro. Poi, la convenzione del Comune di Vicenza con il Teatro stabile del Veneto scade nel 2013, e contempla una delega che si può definire totale sugli spettacoli all'Olimpico. Perciò pare difficile sciogliere questo legame, che mette il Comune e l'Accademia un po', o forse tanto, con le mani legate, se si può usare questo termine. D'altro canto, il nuovo direttore della Stabile del veneto, Alessandro Gasmann, è uno che capisce di teatro, più di quanto non si potesse riconoscere al precedente direttore De Fusco. Così, se non succedono fatti nuovi, come potrebbe essere una ridiscussione delle quote societarie di Comune e Accademia con la Stabile di Venezia, ci sono due anni per ripensare a nuove formule per il ciclo di spettacoli classici all'Olimpico, come potrebbe essere una gestione diretta dei due enti vicentini».

Così va tutto bene, per adesso. Ma ci sembra che durante la presentazione del suo Laboratorio Olimpico lei avesse mosso qualche appunto...

«Non mi permetterei mai, soprattutto nell'imminenza del ciclo degli spettacoli classici all'Olimpico. Come si sa, gli spettacoli si giudicano dopo, non prima, anche se in un luogo che dovrebbe ospitare soltanto spettacoli eccezionali, come l'Olimpico, sembra un po' debolino il recital di Albertazzi, che ripete cose già viste altrove».

E sull'insieme della stagione?

«Ecco, qui si può fare qualche osservazione, che riguarda non l'Olimpico ma la crisi generale del teatro in Italia, di cui risente anche Vicenza. L'Olimpico è un teatro di tradizione più importante del teatro di Siracusa, l'altro grande teatro italiano per gli spettacoli classici, ma la contrazione degli spettatori avrebbe bisogno di nuove forme di promozione. Quest'anno il ciclo di spettacoli classici, con tre opere, ha solo sette rappresentazioni, che sono un po' poche, soprattutto se si tiene conto che in alcuni casi anche lo spazio dell'orchestra viene occupato, riducendo ancora più lo spazio per gli spettatori. E queste sette repliche vengono a costare, facendo un po' il conto all'ingrosso, qualcosa come 500 mila euro. In periodi di vacche magre come l'attuale, senza fare alcun calcolo sulla resa artistica, che si vedrà a stagione chiusa, la resa in termini di numero di spettatori e di promozione su Vicenza appare abbastanza ridotta».

Così tanto?

«Non ci sono conti precisi, almeno per noi, perché Comune di Vicenza e Accademia Olimpica hanno solo l'obbligo di dare il loro contributo finanziario, che non è poco, e che si aggiunge allo stanziamento dello Stato, a quello della Regione Veneto e all'incasso degli spettacoli. Neppure sull'incasso Comune e Accademia Olimpica hanno possibilità di controllo. E non teniamo conto dei benefici che vengono dagli scambi internazionale e dall'ospitalità data a compagnie teatrali di ogni tipo, dai quali, proprio perché il nostro compito non è organizzativo e decisionale, siamo del tutto esclusi. Per carità, forse affidare la gestione completa del ciclo di spettacoli classici a Veneto teatro è stata una decisione obbligata, in un dato momento storico, ma oggi un ripensamento, che prelude ad una revisione della convenzione, si impone».

E così, mentre Teatro Veneto programma ed effettua gli spettacoli all'Olimpico, Accademia Olimpica e Comune di Vicenza preparano speranzosamente "Le albe del teatro", stando attenti a non frequentare le vicinanze della scena scamozziana.

nr. 34 anno XV del 25 settembre 2010

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