NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Una Bassano “senza censura” tra Grande guerra e Resistenza

Due appuntamenti in libreria per parlare del ruolo della città coinvolta nel conflitto mondiale e del clima dopo l’8 settembre

di Gianni Celi

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Una Bassano “senza censura” tra Grande guerra e Re

Sono due gli appuntamenti d'esordio questa settimana, a Bassano, della manifestazione "Incontri senza censura", giunta all'ottava edizione, con un filo conduttore che accompagnerà i partecipanti sino al 4 novembre: L'Italia di ieri, quella di oggi e l'Italia che verrà.

Mercoledì 22, alle 20.45, il nuovo palinsesto culturale "senza censura" alla libreria la Bassanese debutta con una serata per conoscere i lati nascosti di Bassano e dei bassanesi durante la prima guerra mondiale.

È possibile parlare "senza censura" di una guerra? E soprattutto è possibile farlo senza incorrere in banalità e luoghi comuni?

Questa serata con il prof. Paolo Pozzato e Ruggero Dal Molin vuole raccogliere la sfida di una Bassano coinvolta nel primo conflitto mondiale e indagarne le miserie: dal fiorire del mercato nero, ai fenomeni di diserzione, fino alla diffusione della prostituzione clandestina bassanese.

«Bassano restava agli occhi dei fanti una sorta di paese dei balocchi». Come veniva considerata la moralità dei bassanesi? 

Si affronteranno temi che si sono succeduti nel corso delle varie rassegne alla Bassanese, ma questa volta confrontandoli nell'"Italia di ieri" (uno dei temi della rassegna) come ad esempio l'informazione e la censura di guerra, il ruolo dei quotidiani dell'epoca, la convivenza tra i civili e i militari, ma anche la convivenza tra i profughi e i bassanesi: Bassano è stata una città accogliente? Quale ruolo aveva la Chiesa in città?

Nel 1917, nonostante tutte le ristrettezze della guerra, Bassano non ha rinunciato alla sua stagione teatrale: era già allora una vivace cittadina culturale?

Si cercherà di mettere sotto la lente storica il ruolo del sindaco bassanese dell'epoca e della sua Giunta assieme alla classe dirigente economica di allora per capire quale sforzo serviva alla città per reagire alle difficoltà di un conflitto.

Gli incontri senza censura, assieme agli ospiti e ai presenti, toccheranno anche i temi del dopo-guerra e di chi voleva lucrare sulla ricostruzione o di chi pensava già, dopo poche settimane dalla fine del conflitto, ad un "turismo post bellico". E come si comportò politicamente Bassano, di fronte a questa prima "cricca pedemontana"? 

Una serata inaugurale per osservare e capire la città di Bassano e i suoi abitanti durante gli anni della grande guerra: dal commercio alla prostituzione, dalla convivenza militare e quella civile, dai confronti laici e religiosi, dalle decisioni dei politici e amministratori della città alle richieste di esproprio militare a danno dei bassanesi, dalle ambizioni di una città agli insuccessi di alcune strategie. Tutto questo senza dimenticarne le glorie ed i successi.

Durante la serata verrà presentato il libro "E Bassano andò alla guerra", Attilio Fraccaro editore e ricordata la mostra a Palazzo Agostinelli: documenti, foto, lettere, storia della Grande Guerra vissuta dai cittadini del territorio bassanese.

Venerdì 24, con l'aiuto del giornalista storico Arrigo Petacco, i presenti alla Bassanese assisteranno alla discussione senza pregiudizi su due temi: la Resistenza (con il contributo e un intervento del Presidente dell'Associazione XXVI settembre, prof. Vittorio Andolfatto) e l'Italia federale.

Dopo l'8 settembre del '43 un'intera generazione italiana si trovò di fronte ad un bivio: stare con il re o con il duce? Seguirono ore febbrili, durante le quali i tedeschi, i nuovi nemici, non faticarono molto a impadronirsi della parte non ancora liberata della penisola. Contro di loro ebbe inizio la Resistenza: un periodo storico che ancora oggi fa discutere studiosi e testimoni diretti.

Nella seconda parte, partendo dal 150° anniversario dall'unità d'Italia, gli "Incontri senza censura" affronteranno dal punto di vista storico, un tema politicamente scottante: Italia nazionale o Italia federale? L'interrogativo, oggi di attualità e oggetto di scontro politico tra tutte le correnti di maggioranza e opposizione, fu posto già agli albori del Risorgimento. Anzi, alla vigilia dell'Unità nazionale, la Federazione italiana sembrava cosa fatta. Cavour aveva un progetto: suddividere la penisola in tre Stati federali. Poi Garibaldi, con l'appoggio della flotta britannica, sbarcò a Marsala.

nr. 34 anno XV del 25 settembre 2010

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