NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Campo Marzo: stop al degrado

Una raffica di vertici in Prefettura e in Comune dettano la linea di intervento. Tolleranza zero e coordinamento

di Tiziano Bullato
bullatot@tvavicenza.it

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Campo Marzo: stop al degrado

Campo Marzo, avanti tutta! Dopo la serie di vertici e tavoli tecnici che si sono tenuti oggi, sono almeno due le parole d'ordine individuate per risolvere il degrado: tolleranza zero e coordinamento.

Il prefetto Melchiorre Fallica ha voluto presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargando la riunione al sindaco Achille Variati e all'assessore Marco Antonio Dalla Pozza. «Abbiamo deciso una serie di azioni coordinate che devono vedere in campo non solo la repressione e il controllo ma anche una riqualificazione ambientale del parco. Serve un controllo continuo di quell'area - ha detto il prefetto - non una vigilanza fissa. Dobbiamo agire mettendo in campo tutta la forza disponibile e tutta la possibile intelligenza, anche tecnica. Ecco allora che almeno per la prossima settimana si susseguiranno operazioni di controllo coordinato con l'intervento di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Anche la polizia ferroviaria sarà chiamata a pattugliare il piazzale esterno e l'area prospicente la stazione. Andremo ad identificare chi staziona nel parco, chi vende droga, chi è causa non solo dell'allarme sociale ma anche del degrado».

Il prefetto Fallica, affiancato dal questore Michele Sarlo e dai vertici delle forze dell'ordine, però, getta anche acqua sul fuoco: «È chiaro che l'allarme è legato ad una situazione contingente. I due stranieri uccisi a Padova nella stessa notte la scorsa settimana, i ragazzi feriti con l'acido fra sabato e domenica e quelli accoltellati domenica. Sono picchi di avvenimenti che fanno precipitare la situazione, anche se certo non si può dire che Campo Marzo non sia presidiato. Non esiste in città una zona dove siano stati fatti più arresti per spaccio di droga. Segno che lì, anche per la vicinanza con la stazione e per il passaggio degli studenti, lo spaccio fiorisce, ma segno anche che le forze dell'ordine non stanno a guardare».

Tanti arresti non fermano il fenomeno, si dice, ma è anche vero che bisognerebbe una buona volta agire anche sulla domanda. Finché i nostri giovani continueranno a drogarsi, ci saranno sempre spacciatori pronti a vendere droga.

«Con oggi abbiamo deciso di dire "basta" al degrado» è stata invece la prima dichiarazione del sindaco Variati all'uscita dal vertice in prefettura. Un vertice che è stato seguito immediatamente da un tavolo tecnico convocato in comune. Perché se il questore si occuperà di coordinare i controlli di polizia e altre forze dell'ordine, tocca invece al comune una serie di altre incombenze. Si è deciso di procedere subito con la potatura degli alberi e un potenziamento dell'illuminazione. Sono i luoghi nascosti alla vista, quelli bui, i luoghi dove lo spaccio fiorisce. E quindi Campo Marzo è destinato ad essere illuminato a giorno. L'area per la sgambettatura dei cani, con la sua siepe, potrebbe essere spostata. Si faranno interventi di pulizia radicale, e saranno potenziati i ponti per la videosorveglianza. Il comune poi metterà a disposizione un congruo numero di agenti di polizia locale per partecipare ai controlli. «Quello è un pezzo di città che non può essere sottratto ai Vicentini - ha detto il sindaco - e adesso è venuto il momento di riprendercelo con ogni mezzo».

Tutti oggi si sono detti dubbiosi circa l'ipotesi di recintare il parco e chiuderlo di notte, anche se in realtà la giustificazione secondo la quale Campo Marzo è troppo ampio, pare sinceramente un po' debole.

«Porteremo avanti i servizi di controllo per un periodo di almeno una settimana - ha detto il prefetto Fallica - poi ci rivedremo qui e faremo un bilancio, tarando di volta in volta le necessità contingenti».

Va detto che nel frattempo i carabinieri di Vicenza hanno arrestato un tunisino che spacciava hashish in Campo Marzo e che anche i carabinieri di Schio, seguendo un ragazzo del luogo, sono arrivati al pusher nigeriano che vendeva cocaina sempre nel parco cittadino.

«Tutti quelli che arrestiamo e che finiscono in carcere - ha detto il questore - li aspettiamo e quando vengono scarcerati li espelliamo». Per la maggior parte dei casi sarà vero, ma allora come si spiega che il tunisino bloccato oggi era già stato arrestato, per spaccio in Campo Marzo, lo scorso marzo e che adesso era di nuovo sulla piazza? Il fatto che nel primo giorno di controlli, su 62 identificati, solo due fossero clandestini pone poi un problema ulteriore. Tutti gli altri sono quindi regolari. L'arma dell'espulsione è spuntata e non serve essere dei tecnici per sapere che dimostrare che un clandestino è di un certo paese, metterlo su un aereo o un traghetto e rimandarlo al suo paese è impresa titanica. Tanto difficile da trasformare le espulsioni in provvedimenti che rimangono sulla carta e non si trasformano in accompagnamenti alla frontiera. Per ora, assicurano questore e prefetto, non si è verificato il temuto spostamento di spacciatori da Padova verso Vicenza. «E non accadrà mai - aggiunge il questore - dal momento che uno straniero che spaccia droga ha a disposizione a Padova un mercato che è tre volte quello di Vicenza e attrae compratori da tutto il Veneto».

Questo è vero ma la preoccupazione, al di là del microspaccio, è che le bande che gestiscono la droga finiscano per stabilire il confine di un loro territorio - un pezzo del parco - all'interno del quale pretendono di avere il monopolio nella distribuzione di un certo tipo di droga. Perché se questo accade - e accade - la conseguenza logica è che avremo sempre più spesso la scontro tra bande che vogliono assicurarsi il predominio su quel territorio.

nr. 36 anno XV del 9 ottobre 2010

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