NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il corteo sale… in pullman

Lo sciopero studentesco contro la Gelmini e la sua riforma si trasforma in un confronto con il presidente di Aim che promette sconti agli alluvionati e per l’anno prossimo un taglio del costo dell'abbonamento

di Pietro Omerini Zanella
pedro-zanna@hotmail.it

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Il corteo sale… in pullman

Ore 9:00, stazione di Vicenza, la protesta degli studenti ha inizio.

Dopo la pioggia degli scorsi giorni, il centro storico riscopre una momentanea quotidianità fatta anche di discussione accesa, di urla, cortei, problemi e, in qualche caso, soluzioni.

Come in molte città dello Stivale, anche a Vicenza gli studenti scendono in piazza uniti contro la crisi, o almeno così dicono slogan e volantini. La giornata internazionale della mobilitazione degli studenti pone, a pochi giorni dall'approdo della legge sulla stabilità economica in Parlamento, l'attenzione sulla riforma Gelmini ed i tagli che questa comporterà.

Ma se a Roma sfilano a migliaia, e il provveditorato degli studi di Milano viene preso d'assalto, e a Trieste le scuole vengono occupate, a Vicenza la protesta assume, anche numericamente, toni più moderati.

Forse anche a causa dell'allerta maltempo appena rientrata, a scendere in piazza, non sono in molti.

Buona parte degli istituti cittadini ha deciso di non partecipare, salvo poi scoprire che i bar del centro fanno il pieno di studenti, mentre il corteo si presenta a ranghi ridotti. Circa seicento studenti a sfilare secondo la Questura, un migliaio per gli organizzatori, compresi i tanti, non tantissimi, provenienti dalla provincia.

Quelli che ci sono, però, si fanno sentire, mentre il corteo scivola lungo i sampietrini ancora bagnati del centro.

«Vergogna! Vergogna!», l'urlo, se non proprio originale quanto meno incisivo, che accompagna il biscione.

Sotto accusa la riforma Gelmini, già parzialmente in atto nelle scuole superiori e che presto giungerà alle Università. Una riforma che per molti nel mondo della scuola sa di taglio, più che di progresso. I ragazzi del Coordinamento studentesco, storica associazione giovanile promotrice della manifestazione di Vicenza, i conti li hanno fatti per bene. Calcolatrice alla mano, nei prossimi anni saranno circa 130 mila tra docenti e personale Ata, i lavoratori della scuola a perdere il posto, mentre i fondi per le borse di studio verranno ridotti da 125 milioni a soli 25. Numeri che, se confermati, sono destinati a cambiare il volto dell'istruzione pubblica italiana e che per ora scaldano la piazza.

Ma se la battaglia degli studenti contro la riforma sembra avere sbocchi nulli, o quanto meno non immediati, ed appartiene ad una pagina nazionale, a Vicenza tiene banco anche il problema del caro trasporti. Perché se i tagli alla scuola non piacciono agli studenti ma, nell'immediato, non toccano le loro tasche e quelle delle loro famiglia, i 350 euro dell'abbonamento all'autobus sono un spesa viva che le svuota.

Vicenza si pone, infatti, ai primi posti in Italia per il prezzo dei trasporti urbani.

Per questo, quando il corteo giunge in Piazza Matteotti, una delegazione di Studenti viene accolta dal Presidente delle Aim Roberto Fazioli negli uffici di San Biagio, dando via ad un confronto annunciato e che tardava, anche a causa dell'impegno straordinario per l'alluvione, ad arrivare.

Le richieste, prime urlate dal corteo, assumono in breve i toni più pacati di chi chiede un aiuto: abbonamenti a prezzi in linea con la media nazionale (a Padova costa "solo" 150 euro, meno della metà di quanto si spende a Vicenza), e una particolare attenzione a quegli studenti che sono stati coinvolti dalle esondazioni e che, dunque, si trovano in una situazione di difficoltà.

La risposta delle municipali non si fa attendere, dimostrazione che forse manifestare a volte serve.

«Quando sono arrivato - spiega agli studenti Roberto Fazioli, presidente di Aim Vicenza - ci trovavamo alle prese con un azienda che perdeva molti milioni ogni anno, piano piano siamo riusciti a ripianare il bilancio. Questa è un'azienda pubblica quindi deve poter rispondere anche alle rimostranze della città, come quella portata dagli studenti. Per come la vedo io l'autobus dovrebbe essere addirittura gratis, anche se in realtà si sarebbe come un Robin Hood al contrario perché in questo modo si farebbero degli sforzi economici senza tener conto del reddito. L'impegno è quello di creare delle particolari modalità di sconto sugli abbonamenti per gli studenti dal prossimo anno, e di studiare qualcosa anche per chi fa l'abbonamento mensile. L'obiettivo è trovare delle formule di sconto il più possibile proporzionale alla disponibilità economica delle famiglie. Resta da capire se questo tipo di novità, che finirà per incidere sul bilancio del settore trasporto di Aim, sono già state concordate dal presidente con il consiglio di amministrazione dell'azienda e soprattutto con il sindaco, visto che il Comune è "il socio" di riferimento di Aim; ma Fazioli è un fiume in piena e così alla delegazione degli studenti conferma che si sta sviluppando il massimo sforzo, anche, per risolvere il problema del binomio Aim e Ftv, eliminando il doppio abbonamento. Sicuramente andremo incontro alle famiglie più colpite dall'alluvione, ci sono ancora dei problemi tecnici da affinare, ma presto, pare già da lunedì prossimo, saranno ritirabili, in forza di una autocertificazione, allo sportello dell'ufficio emergenze alluvione, dei buoni sconto per i trasporti».

Una proposta che viene accolta con un'ovazione dalla piazza, poco prima che il corteo si sciolga.

«Noi ci facciamo il nodo- dice Giacomo Nardello, uno dei portavoce degli studenti- siamo abbastanza contenti, almeno per quanto riguarda il problema trasporti, ovvio che se non succedesse niente, torneremo a bussare alla porta delle Aim».

Per il momento, almeno a Vicenza, pace fatta.

 

nr. 42 anno XV del 20 novembre 2010

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