NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Un nuovo mercato a Casale: il Comune dice sì!

Si studierà il percorso migliore per definire al meglio il percorso realizzativo. A chiederlo gli abitanti della frazione. Ruggeri: “Mi piace l'idea, ma dobbiamo farlo funzionare”

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Un nuovo mercato a Casale: il Comune dice sì!

Un nuovo mercato a Casale! A chiederlo a gran voce il Consiglio pastorale della Parrocchia di Santa Maria Assunta e i cittadini della frazione di Vicenza. «Si può fare, mi pare una bella idea -conferma l'assessore al commercio cittadino Tommaso Ruggeri- Questo genere di iniziative possono in effetti dare respiro ad intere aree del capoluogo, anche se bisogna studiarle bene».

In una lettera indirizzata al presidente della Coldiretti Diego Meggiolaro il Consiglio pastorale di Casale aveva chiesto tempo fa di poter avere il mercato settimanale sul proprio territorio.

«Vista la totale assenza di negozi di qualsiasi genere nella frazione e considerando i bisogni della popolazione, soprattutto degli anziani, diventa importante riuscire a realizzare sul piazzale della chiesa un mercato il sabato pomeriggio. Diventerebbe il punto di riferimento per tutti se dotato di merci varie ed essenziali».

Un appello che dopo qualche tempo è stato ora accolto dal PdL e che ora viene rilanciato anche dalla Amministrazione Comunale.

Sullo sfondo vi è anche la questione della applicazione, anche a Vicenza, alla direttiva europea  Bolkestain che di fatto liberalizza l'attività commerciale su aree pubbliche. E in questo contesto dare il via libera al nuovo mercato di Casale.

«Ma non è solo questo -spiega Ruggeri- è chiaro che c'è molta richiesta in generale, anche se il tema vero è dare poi conto della capacità ricettiva di una area piuttosto che di un'altra. Se è vero che alcuni mercati hanno attecchito bene, è anche vero che in altre zone stanno riscontrando delle reali difficoltà. Mi riferisco ad esempio al mercato di laghetto dove c'è qualcosa che non funziona. Si dovrà migliorarlo anche se alla base vi sono caratteristiche importanti come il fatto che sia collocato nella piazza principale della frazione, che vi siano negozi attorno, che sia una area densamente popolata. Eppure qualcosa non va e bisognerà intervenire».

Per quanto riguarda il mercato di Casale invece è intenzione della amministrazione comunale approntare una delibera per affrontare al meglio l'argomento. «Sì c'è disponibilità, ma bisogna studiare bene il percorso. Non verrei che poi diventasse un buco nell'acqua, anche se c'è massimo consenso da parte della popolazione del luogo».

Via libera dunque per intraprendere questo percorso che dà nuova linfa alla attività commerciale di un quartiere popoloso di Vicenza.

Ma l'obiettivo che è anche quello prefigurato dalla variante alla frazione di Casale, e delle altre frazioni cittadine, è quello di evitare il decadimento di queste piccole comunità, che si differenziano dalle anonime periferie per una forte identità.

Negli ultimi decenni, infatti, come evidenziato dal lavoro presentato dal Forum Center di Vicenza, lo sviluppo edilizio è avvenuto quasi esclusivamente attraverso singole concessioni edilizie, in assenza di piani attuativi in grado di ordinare i nuovi interventi in un disegno urbano razionale, completo di infrastrutture e di servizi pubblici.

La crescita semi-spontanea ha concentrato le edificazioni lungo gli assi viari di penetrazione al centro di Vicenza e nel contempo ha disseminato di case sparse il territorio agricolo, negando in entrambi i casi il tradizionale ruolo centrale dei borghi.

Con lo studio per la riqualificazione delle frazioni l'Amministrazione Comunale ha sperimentato in passato nuove metodologie, che da un lato hanno coinvolto direttamente gli abitanti nella "progettazione partecipata" delle scelte iniziali, delle linee guida del processo di pianificazione; dall'altro si si sono avvalse di una definizione al dettaglio dell'organizzazione urbanistica dei piccoli centri, capace di orientare le successive fasi progettuali, supportando gli uffici comunali e gli operatori privati nella parte attuativa.

«L'introduzione già in variante di indicazione progettuale si avvale di strumenti attuativi intermedi, gli I.U.P. (Interventi Urbanistici Preventivi) che consentono un importante contributo delle iniziative private alla creazione delle infrastrutture e di tutti quegli spazi pubblici necessari a ricreare dei luoghi urbani, dei punti di riferimento visivi e di aggregazione (la riqualificazione delle piazze è dunque un aspetto fondamentale)».

Tra queste iniziative anche quelle legate allo sviluppo commerciale e di servizio nelle piazze e non solo diventa importante e fondamentale nella definizione del luogo di comunità.

In generale il principio organizzativo che accomuna tutte le varianti frazioni è quello di ridurre il più possibile la nuova edificazione sparsa sul territorio e limitare alle suture edilizie i nuovi insediamenti direttamente attestati sulla viabilità principale di collegamento con Vicenza, per non aggravarne la congestione e il disordine morfologico.

«D'altro canto attivare spazi di servizio come un nuovo mercato - spiega Ruggeri- se realizzati su percorsi ben studiati e ben calibrati, può contribuire in modo sostanziale alla rivitalizzazione di aree un tempo considerate marginali, ma che sono fondamentali per la città stessa».

 

nr. 45 anno XV dell'11 dicembre 2010

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