NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
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Il recesso del Comune di Vicenza dal Cda dello Stabile del Veneto

Ha suscitato più di qualche amarezza a Venezia e a Padova la notizia data dall’assessore alla Cultura Lazzari con la quale si annuncia l’uscita vicentina dalla direzione dell’ente veneziano

di Giuseppe Brugnoli

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Il recesso del Comune di Vicenza dal Cda dello Sta

Il recesso del Comune di Vicenza dal Cda dello Stabile del Veneto

Ha suscitato più di qualche amarezza a Venezia e a Padova la notizia data dall'assessore alla Cultura Lazzari con la quale si annuncia l'uscita vicentina dalla direzione dell'ente veneziano

Il testo è noto, e consiste in una dichiarazione dell'assessore alla cultura del Comune di Vicenza Francesca Lazzari la quale annuncia che il Comune di Vicenza esce dal Consiglio di amministrazione del Teatro Stabile del Veneto, di cui è socio come il Comune di Padova, quello di Venezia e la Regione Veneto. Vicenza mantiene tuttavia con lo Stabile del Veneto diretto da Alessandro Gasmann la convenzione, che ha ancora due anni di vita, e quindi non si può parlare, come ha fatto più di qualcuno, di "secessione" di Vicenza, ma solo di un preavviso, in quanto proprio la convenzione firmata a suo tempo dal Sindaco Hüllweck con Laura Barbiani, presidente dello Stabile del Veneto, fissava in un anno il periodo di tempo che deve intercorrere   tra l'annuncio della recessione dal contratto e l'effettivo abbandono.

Ma, come insegna autorevolmente l'insigne prelato vaticanista mons, Fisichella, parlando di alcune affermazioni un po' avventate del presidente del Consiglio, anche i fatti, e soprattutto quelli che si esprimono in testi, devono essere, "contestualizzati", e quindi, tornando indietro di qualche anno, come ha fatto il prof. Mario Bagnara nel luglio di quest'anno in un esaustivo articolo su questa pubblicazione, si impara, o meglio ci si ricorda che «la collaborazione con il Teatro stabile del Veneto, avviata in forma gratuita nel 2001, dopo tre anni portò ad un affidamento di gestione diretta, regolato da una convenzione triennale, tacitamente rinnovabile, con successiva adesione del Comune di Vicenza come socio dello stesso Teatro Stabile». Nel frattempo, sono cambiate altre cose: dopo nove anni, è cessata la direzione artistica dello Stabile del Veneto da parte di Luca De Fusco, sostituito da Alessandro Gassman, proveniente dal Teatro Stabile d'Abruzzo; veniva a cessare anche l'incarico di Sindaco di Enrico Hüllweck, che tuttavia assumeva la presidenza del nuovo teatro di Vicenza, incaricandosi anche, in attesa di superare qualche contrasto con il dottor Miracco, funzionario addetto alla cultura della Regione Veneto, in merito alla noma del direttore artistico, di procedere alla programmazione degli spettacoli.

Oggi, come ha annunciato l'assessore Lazzari, il Comune di Vicenza intende, soprattutto per la crisi economica che colpisce particolarmente gli enti locali riducendo gli stanziamenti e i contributi statali, sacrificando in primis i programmi culturali, recedere dal suo ruolo di socio dello Stabile del Veneto, che comporta un esborso annuale di 147.600 euro, mantenendo la convezione con lo Stabile che costa al Comune 258 mila euro all'anno, e che dà all'ente veneziano la produzione della stagione di settembre al teatro Olimpico. Almeno per un altro anno, il 2011, dunque, il Teatro stabile del Veneto organizzerà il ciclo degli spettacoli classici all'Olimpico, dalla promozione alla gestione, dalla produzione alle pubblicazioni e all'organizzazione dei convegni.   

L'assessore Lazzari, annunciando la proposta di recessione dal ruolo di "socio ordinario" dello Stabile Veneto, ricorda anche come a Vicenza l'ente veneziano gestisce soltanto il ciclo degli spettacoli classici di settembre, che quest'anno ha avuto due spettacoli e un convegno, mentre sia a Padova che a Venezia gestisce l'intero programma di spettacoli annuali, che al Verdi di Padova ha avuto quest'anno 14 spettacoli e al Goldoni di Venezia 13. Per quanto riguarda l'Olimpico, con tre serate dell' "Oreste" e tre della "Erodiade" e le due serate del recital shakespeariano, si sono avuti in totale tremila spettatori, il che, considerando che in questa stagione autunnale esigenze sceniche hanno ridotto il numero di posti con la chiusura della platea, è ritenuto un buon risultato, anche se mancano i dati che stabiliscano quanti sono stati gli spettatori vicentini e quanti possano essere stati quelli venuti da fuori Vicenza, visto che, dopo la conferenza stampa di annuncio del programma a Roma e una promozione a livello nazionale che è costata 33.981 euro, anche giornali nazionali si sono interessati del ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza.

Come era prevedibile, l'annunciato recesso del Comune di Vicenza dal Consiglio di amministrazione dello Stabile del Veneto ha suscitato più di qualche amarezza a Venezia e a Padova, i cui due teatri comunali restano da soli a rappresentare il Veneto in un ente che dovrebbe avere una più larga rappresentanza. Anche l'ex sindaco di Vicenza Enrico Hüllweck, che oggi presiede il teatro comunale di Vicenza da lui fatto costruire durante il suo duplice mandato di primo cittadino, e che è a capo della segreteria del Ministero dei beni culturali dal quale il Comune di Vicenza attende sostanziosi contributi, si associa ad una diffusa amarezza per questo recesso, affermando che si tratta di un "passo indietro" nella valorizzazione del teatro a Vicenza  rispetto alle altre realtà culturali e specificatamente teatrali della Regione. «Mi auguro, almeno, che questa decisione sia equilibrata con altre iniziative per il bene del teatro a Vicenza», ha detto il dottor Hüllweck, che si era prodigato quando, da sindaco, non essendo ancora completato il nuovo teatro di Vicenza, si attivò nel 2006 in prima persona per ottenere l'entrata del Comune nel cda dello Stabile del Veneto.

A questo punto, lasciando che la programmazione e gestione degli spettacoli classici all'Olimpico, una realtà che trova pochi paragoni nel mondo teatrale italiano, sia affidata a specifiche iniziative vicentine, come del resto succede a Venezia per altre realtà esemplari come il Teatro La Fenice e il Teatro Malibran, si può pensare che, magari con la fattiva collaborazione del Ministero della cultura, la rappresentanza e più ancora la presenza attiva di Vicenza all'interno dello Stabile del Veneto sia trasferita al nuovo teatro comunale di Vicenza, che potrebbe agevolmente, molto più dell'Olimpico che ha bisogno di una specifica programmazione adatta alla sua storia e alla sua capacità di ospitare spettacoli, attuare una più appropriata collaborazione con gli altri due teatri Verdi di Padova e Goldoni di Venezia.                        

 

nr. 46 anno XV del 18 dicembre 2010

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